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Il recupero è completo. Tutto il grande vantaggio frutto di un lavoro praticamente perfetto di Alonso durante l’anno è stato colmato con cinica efficacia dall’accoppiata Red Bull/Vettel, trionfatori anche in Corea dopo le due vittorie di Singapore e Giappone. Una trasferta asiatica dolcissima e ricca di punti per i campioni in carica, sempre più concentrati nel raggiungere i massimi traguardi in entrambe le classifiche iridate. Sebastian coglie il terzo successo consecutivo dopo una gara vissuta dalla prima all’ultima curva in testa. Bisognava assolutamente superare il poleman Webber il prima possibile per poi involarsi in solitaria. Tutto tramutato in realtà, mentre a Mark il compito di contenere gli attacchi della rossa di Alonso e portare a casa una doppietta per il team austriaco. A facilitare il compito un Fernando questa volta non miglior interprete della monoposto di Maranello, finito sul gradino più basso del podio anche grazie agli ordini di scuderia.

Se Sebastian ha piegato la resistenza del suo compagno di squadra a suon di giri veloci, tanto da portare il distacco tra le due RB8 a quasi dieci secondi sia prima che dopo i pit-stop, lo spagnolo parte bene e cerca subito la scia del leader ma il vero avvicinamento non riesce. Il muretto Ferrari tenta ogni idea, ma Webber rimane stabilmente in seconda posizione e nell’ultima parte di gara le vetture blu sono lontane sagome all’orizzonte. Intanto dietro Felipe costruisce un’altro appuntamento positivo superando prima Raikkonen e, man mano che i giri passano, recuperando terreno proprio sul suo capo-squadra. L’ordine di scuderia arriverà quando il brasiliano sarà ad appena un secondo e mezzo dalla macchina gemella, costringendolo ad alzare il piede. Ordine prontamente eseguito, bilanciato probabilmente da un rinnovo vicinissimo all’ufficialità. Oggettivamente la F2012 è forse stata l’unica a infastidire il dominio della Red Bull, ma serve un passo in avanti per continuare a combattere ad armi pari. Sopratutto per quanto riguarda il box di Alonso.

Malissimo la McLaren, proprio quel team così forte nelle ultime gare europee. Già al primo giro la sostituzione si fa difficile causa il ritiro di Button, partito all’undicesimo posto in griglia e tamponato da Kobayashi già a contatto con Rosberg. Per tutti i tre i piloti in questione arriverà un triste ritiro, con il giapponese ammonito dai commissari con un drive-throw. Poco meno di metà gara ed anche l’unica MP4/27 superstite comincia ad accusare problemi. Un problema meccanico riduce drasticamente il grip ed Hamilton perde inesorabilmente secondi preziosi sul gruppo, chiudendo il Gp con un solo punto conquistato. Un colpo quasi da K.O a favorire il sorpasso della Ferrari, ora seconda nella classifica costruttori.  Lotus, le sorprendenti Toro Rosso ed un combattivo Hùlkenberg completando la Top-Ten. Forse solo Grosjean chiude con qualche piccolo rammarico, certamente frenato dalla paura di causare un ulteriore incidente dopo tutte le dure critiche subite in questi ultimi giorni. Una situazione che si è creato con le sue mani, ma non fa mai piacere vedere un pilota non al 100% della condizione. Delude la Sauber non in grado di sfruttare la studiata strategia ad una sosta con Perez e, o meglio sopratutto, la Mercedes precipitata 13esima con uno Schumacher forse felice di poter dire basta. Tra quindici giorni ci aspetta l’India e un nuovo capitolo della sfida Vettel vs Alonso. Qui sotto la classifica finale.

1. Sebastian Vettel – Red Bull-Renault – 55 giri
2. Mark Webber – Red Bull-Renault – +8″2
3. Fernando Alonso – Ferrari – +13″9
4. Felipe Massa – Ferrari – +20″1
5. Kimi Raikkonen – Lotus-Renault – +36″0
6. Nico Hulkenberg – Force India-Mercedes – +45″3
7. Romain Grosjean – Lotus-Renault – +54″8
8. Jean-Eric Vergne – Toro Rosso-Ferrari – +1’09″5
9. Daniel Ricciardo – Toro Rosso-Ferrari – +1’11″7
10. Lewis Hamilton – McLaren-Mercedes – +1’19″6
11. Sergio Perez – Sauber-Ferrari – +1’20″0
12. Paul di Resta – Force India-Mercedes – +1’24″4
13. Michael Schumacher – Mercedes – +1’29″2
14. Pastor Maldonado – Williams-Renault – +1’34″9
15. Bruno Senna – Williams-Renault – +1’16″9
16. Vitaly Petrov – Caterham-Renault – +1 giro
17. Heikki Kovalainen – Caterham-Renault – +1 giro
18. Timo Glock – Marussia-Cosworth – +1 giro
19. Charles Pic – Marussia-Cosworth – +2 giri
20. Narain Karthikeyan – HRT-Cosworth – +2 giri

Riccardo Cangini

 

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