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Una cosa è certa la rivalità tra Audi e Toyota anche se giovane, ha già acceso le gare del campionato mondiale endurance tanto da trasformarle in spettacolari duelli degni delle migliori gare sprint. Nella sei ore del Fuji gara di casa della Toyota che è la proprietaria del tracciato la casa giapponese si impone dopo una lotta spasmodica fino all’ultimo minuto vincendo con soli 11 secondi di vantaggio dopo sei spettacolari ore di gara. A vincere è stato l’equipaggio di  Alex Wurz, Nicolas Lapierre e Kazuki Nakajima, che hanno preceduto i colleghi indomabili  Andre Lotterer, Benoit Treluyer e Marcel Fassler con la R18 e-tron quattro. A conferma dell’impegno di Audi al terzo posto gli esperti  Allan McNish e Tom Kristensen.

Per più di metà gara le due vetture si sono date battaglia all’insegno del equilibrio tecnico tattico con in piloti che anche se si avvicendavano si marcavano a vista. Ma come succede ormai da tempo nelle gare endurance è la fase di doppiaggio a diventare cruciale, infatti Treluyer con l’Audi va al contatto con un Aston Martin GTE in fase di doppiaggio cosa che lo costringe ai box per la sostituzione del muso. Nel frattempo la gara viene rallentata dalla safety car per la pulizia della pista ma ormai il danno è fatto questo evento consente alla Toyota di poter disporre di un buon margine.

I piloti audi indomabili si sono messi all’inseguimento a testa bassa nonostante il distacco di 50 secondi per uno stop end go per il suddetto incidente. All’interno del team hanno tentato il tutto per tutto non sostituendo gli pneumatici alla loro ultima sosta sperando di recuperare nell’ultimo splash della Toyota. Con le gomme quasi a zero le Audi raggiungono le Toyota all’ultimo stop. Ormai per vincere Nakajima doveva prendere nell’ultima parte 40 secondi cosa che ha costretto il pilota giapponese a chiedere tutto alla sua Toyota come a se stesso. Cosa che gli ha consentito di uscire dall’ultimo splash in testa e chiudere la gara con una vittoria spettacolare.

Tra le altre vetture LMP1 La  anglo-svizzera Rebellion Racing ha chiuso al comando dei privati, con la propria Lola-Toyota B12/60 guidata da Neel Jani e Nicolas Prost,  chiudendo con un giro di vantaggio sulla JRM HPD ARX-03a di Peter Dumbreck, David Brabham e Karun Chandhok.  Nella LMP2 vittoria per l’ORECA-Nissan 03 della ADR-Delta, guidata da John Martin, Tor Graves e Shinji Nakano, nonostante questo la Starworks vince la classifica team della classe, grazie al secondo posto della loro HPD ARX-03b condotta da Stephane Sarrazin, Enzo Potolicchio e Ryan Dalziel. Dominio Porsche in GTE Pro con la 911 GT3-RSR della Felbermayr-Proton con Marc Lieb e Richard Lietz.

 Daniele Amore

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