Bastano sette giorni per cambiare i valori in campo. Nessuna rivoluzione, ma un interessante novità che complica la cavalcata trionfale della Red Bull verso il suo terzo iride consecutivo. Fortunatamente per loro non è Alonso ad interpretare la parte della scheggia impazzita, bensì un Lewis Hamilton altrettanto stupito della prestazione messa in mostra in questo sabato pomeriggio. A suo agio sin dalle primissime libere, l’inglese è riuscito ad imporsi con netta  autorità conquistando la venticinquesima pole position in carriera,  precedendo proprio le due RB8 così imprendibili sino a pochi giorni fa. La matematica ormai ha decretato la fine dei sogni iridati per Woking, ma Lewis vuole comunque primeggiare e ritrovare il gusto per la vittoria prima di buttarsi nella difficile e rischiosa scommessa Mercedes. Che le motivazioni siano a mille lo conferma anche Jenson Button, solo sesto e lontano più di mezzo secondo dal compagno di squadra.

Niente stra-potere per gli uomini di Christian Horner, interessati più che altro alla gara di domani quando si assegneranno i vitali punti iridati. Il più scuro in volto è Sebastian Vettel, costretto a saltare tutto l’ultimo turno di libere causa noie ai freni e a bordo di una monoposto non proprio ligia ad ogni suo comando. Il tedesco strappa un terzo tempo ma Webber fa meglio di un decimo, piazzandosi davanti al caposquadra ed innervosendolo ulteriormente. Se si aggiunge poi un non meglio specificato guasto alla monoposto numero uno durante il giro di rientro, sì capisce perché il Gp di Abu Dhabi si sta rilevando più in salita di quanto ci si aspettasse. La certezza tecnica non è mai assoluta in questa intesa annata ed il rischio di fare un passo falso resta alto. Per loro ma, sopratutto, per una Ferrari al solito costretta a rincorrere. Con tanto di fiatone e musi lunghi.

Il morale di Alonso torna ad essere scuro e poco amico verso la squadra rossa con una F2012 che, nonostante i piccoli ma mirati sviluppi tecnici, oltre il muro dell’uno e 41 non riesce a scendere. Lo spagnolo tenta sia in Q2 che Q3 di tenere l’indiavolato passo dei primissimi, ma la tabella dei tempi conclusiva lo vede mestamente settimo addirittura dietro Kimi Raikkonen e Maldonado, bravissimo nel superare i limiti della sua Williams sul giro secco. Preoccupa anche la minima differenza prestazionale con Massa, costretto a correre con i pezzi del Gp dell’India eppure soltanto due decimi più lento rispetto all’altra rossa. Il brasiliano addirittura chiude nono in compagnia di Rosberg e Grosjean. Le speranze dei tifosi è che a Maranello si sia preferito concentrare gli sforzi sul passo gara, sfruttando una maggiore velocità di punta così da poter sorpassare con facilità le monoposto davanti. Sempre se si riesca a rimanere in scia, cosa non facile quando il gap con la vetta mostra un +9 decimi. Ultima nota riservata ad un Sauber nuovamente fuori i primi dieci ed uno Schumacher accreditato del 14° tempo, quasi felice di poter dire basta a tutto questo tra un mese. Segue la griglia di partenza.

1. Lewis Hamilton – McLaren-Mercedes – 1’40″630
2. Mark Webber – Red Bull-Renault – 1’40″978
3. Sebastian Vettel – Red Bull-Renault – 1’41″073
4. Pastor Maldonado – Williams-Renault – 1’41″226
5. Kimi Raikkonen – Lotus-Renault – 1’41″260
6. Jenson Button – McLaren-Mercedes – 1’41″290
7. Fernando Alonso – Ferrari – 1’41″582
8. Nico Rosberg – Mercedes – 1’41″603
9. Felipe Massa – Ferrari – 1’41″974
10. Romain Grosjean – Lotus-Renault – 1’41″778
11. Nico Hulkenberg – Force India-Mercedes – 1’42″019
12. Sergio Perez – Sauber-Ferrari – 1’42″084
13. Paul di Resta – Force India-Mercedes – 1’42″218
14. Michael Schumacher – Mercedes – 1’42″289
15. Bruno Senna – Williams-Renault – 1’42″330
16. Kamui Kobayashi – Sauber-Ferrari – 1’42″606
17. Daniel Ricciardo – Toro Rosso-Ferrari – 1’42″765
18. Jean-Eric Vergne – Toro Rosso-Ferrari – 1’44″058
19. Heikki Kovalainen – Caterham-Renault – 1’44″956
20. Charles Pic – Marussia-Cosworth – 1’45″089
21. Vitaly Petrov – Caterham-Renault – 1’45″151
22. Timo Glock – Marussia-Cosworth – 1’45″426
23. Pedro de la Rosa – HRT-Cosworth – 1’45″766
24. Narain Karthikeyan – HRT-Cosworth – 1’46″382

Riccardo Cangini

4 COMMENTS

  1. Pare che la race Direction stia verificando perché si è fermato Vettel, forse per un problema al motore o perché non aveva più benzina.
    Rischia la retrocessione in griglia domani

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