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Ora che è riuscito a tornare sul gradino più alto del podio, Kimi Raikkonen può vedere con maggiore serenità il presente ma sopratutto il passato. Due anni di lontananza dalla massima formula non hanno minato il suo indiscusso talento, confermandosi anche in Lotus come uno dei Top-Driver della categoria (attualmente è terzo nella combattuta classifica piloti). Eppure uno del suo calibro era arrivato a dover dire addio alla Formula uno, cambiando i suoi orizzonti dopo una esperienza in Ferrari nata sotto i miglior auspici e poi finita sì con un titolo mondiale ma anche diversi rimorsi ed incomprensioni. Il mondo di Maranello era lontano dal carattere taciturno e sin semplice di Raikkonen, desideroso semplicemente di guidare senza troppe pressioni esterne. Cosa praticamente impossibile quando si veste la mitica tuta rossa: “Non mi manca nessuno. Per me andare via è stata una liberazione. La situazione avrebbe potuto essere diversa, ma è il passato. Le cose non durano molto dove si lavora e i rapporti non sono buoni” 

Un’insofferenza chiara anche nel 2008, ove con una vettura decisamente da titolo venne sopravanzato dal compagno di squadra Massa dopo tanti errori e scialbe prestazioni. Rimane la bellissima impresa del 2007, ma l’esperienza a Maranello si porta dietro ben pochi sorrisi: “Ho vinto un titolo con loro, ho avuto buoni momenti. Sono soddisfatto per i tre anni che ho trascorso lì. Forse si potrebbe fare di più, ma so perché non ci siamo riusciti. E non voglio parlarne dei motivi per cui non ho continuato con loro” dice il finlandese agli spagnoli di Marca. Meglio concentrarsi sulla nuova avventura ad Enstone, nata come una coraggiosa scommessa alla fine vinta, almeno per quanto riguarda questo 2012. Il segreto della squadra inglese sembra essere la tranquillità, così cara ad Iceman: “Mi sono trovato bene fin dall’inizio. Le persone possono lavorare in tranquillità. Tutti vogliono vincere, ma pensano allo sport e non alla politica, guardando tutti nella stessa direzione. Se le cose proseguiranno così, sono sicuro che i risultati continueranno ad essere buoni” L’obbiettivo è diventare un pretendente al titolo, ri-conquistando una F1 mai così felice di aver ritrovato in griglia un personaggio del suo calibro.

Riccardo Cangini

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7 COMMENTS

  1. Max non é uno schifo di pilota.

    Non ha la mentalitá italiana e sopratutto non é un emotivo, questo gli aliena parecchio pubblico, ma schifo no, i finlandesi in genere producono fior di piloti visto l’ambiente in cui vivono e dove noi stessi con la nostra patente non saremmo nemmeno autorizzati a gudare … poi i piloti dell’Alitalia se ben ricordo, per lo meno lo erano ai tempi miei, non sono certtificati ad atterrare in inverno in Finlandia, piste ghiacciate e visibilita’ praticamente nulla.

  2. Mi da da pensare quando dice “qui si pensa a vincere e non a fare politica”….che in ferrari abbiano perso la mentalita aggressiva e sianobdiventatibflaccidi politici?
    Vedendo i risultati parrebbe di si….

  3. Mondi diversi, tutto qui. Ricordo però uno Schumi che, prossimo a lasciargli il suo volante, gli fece vedere come va guidata la Ferrari sorpassandolo in un interno impossibile: lì ho avuto la certezza che Kimi e la Ferrari non sarebbero mai andati d’accordo.

  4. Smeriglio, te l’immagini per uno abituato a vivere nella tundra ghiacciata per 8-9 mesi all’anno cosa vuol dire sentirsi arrivare una telefonata da Montezemolo che ti fa un sermone di un’ora sull’atteggiamento vincente da tenere e mostrare durante le interviste?

  5. A me Iceman è sempre piaciuto. È uno forte e sono contento che la sfida con la Lotus, marchio che mi piace, sia andata bene.

    Mi ha fatto ridere tantissimo il team radio in cui zittisce l’ingegnere che gli parlava di continuo:
    http://youtu.be/LtaulxTt0Gc

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