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Domani ci sarà il primo, vero, match-point per Sebastian Vettel e la Red Bull. La squadra capitanata da Christian Horner è alla caccia di 4 punti iridati per confermarsi campione del mondo costruttori, mentre il pilota tedesco dovrà assolutamente sfruttare la ghiotta occasione che lui e, sorprendentemente, lo stesso Alonso, hanno creato in questo primo sabato ad Austin. Dopo aver dominato tutte le libere, Sebastian conferma il suo eccelso stato di forma garantendosi la pole tutta americana, abbassando giro dopo giro il limite e tenendo testa ad un sorprendente Hamilton, praticamente l’unico in grado di evitare una prima fila tutta Red Bull. L’inglese della McLaren ha aperto la contesa in Q3, non riuscendo però a sopravanzare la monoposto numero uno per una manciata di decimi. Lewis comunque rimane sorridente in vista di domani sperando di non incontrare ulteriori problemi di affidabilità, cosa invece successa al suo vicino di box Jenson Button, rimasto senza potenza durante la Q2 e fermo in dodicesima posizione. Terzo Webber chiamato a proteggere il suo capo-squadra dagli attacchi della prima curva, per poi favorire una volata solitaria in grado di rilevarsi fondamentale per le sorti iridate.

Sbaglia tutto la Ferrari, principalmente con Alonso accreditato del nono tempo ma domani ottavo in griglia grazie la penalità di Grosjean causa sostituzione del cambio. Difficile trovare la causa primaria di questa brutta prestazione, sicuramente una F2012 eccessivamente lenta nel portare a temperature le gomme Pirelli e con un equilibrio eccessivamente precario. Eppure Felipe Massa, a bordo di una rossa priva di aggiornamenti, fa addirittura meglio chiudendo settimo come se ancora una volta le novità aerodinamiche non abbiamo portato nessun miglioramento. Si aggiunge la tattica di uscire in pista con gomme medie già usate, inutile ai fini del tempo sul giro secco. In un curioso gioco del destino le difficoltà della squadra di Maranello lanciano proprio Michael Schumacher, prima Mercedes in griglia e sesto in scia al duo Lotus Grosjean e Raikkonen, capaci di raddrizzare un week-end partito male chiudendo rispettivamente in quarta e quinta posizione. Dentro la Top-Ten anche Hùlkenberg su Force India mentre la Sauber non va oltre la 15esima piazza con Sauber, comunque davanti ad un deludente Rosberg 17esimo. Domani sera dunque gara tesa, forse ultimo capitolo di un mondiale sempre più in direzione Milton Keynes. Segue tabella tempi qualifiche.

1. Sebastian Vettel – Red Bull-Renault – 1’35″657
2. Lewis Hamilton – McLaren-Mercedes – 1’35″766
3. Mark Webber – Red Bull-Renault – 1’36″174
4. Romain Grosjean – Lotus-Renault – 1’36″587
5. Kimi Raikkonen – Lotus-Renault – 1’36″708
6. Michael Schumacher – Mercedes – 1’36″794
7. Felipe Massa – Ferrari – 1’36″937
8. Nico Hulkenberg – Force India-Mercedes – 1’37″141
9. Fernando Alonso – Ferrari – 1’37″300
10. Pastor Maldonado – Williams-Renault – 1’37″842
11. Bruno Senna – Williams-Renault – 1’37″604
12. Jenson Button – McLaren-Mercedes – 1’37″616
13. Paul di Resta – Force India-Mercedes – 1’37″665
14. Jean-Eric Vergne – Toro Rosso-Ferrari – 1’37″879
15. Sergio Perez – Sauber-Ferrari – 1’38″206
16. Kamui Kobayashi – Sauber-Ferrari – 1’38″437
17. Nico Rosberg – Mercedes – 1’38″501
18. Daniel Ricciardo – Toro Rosso-Ferrari – 1’39″114
19. Timo Glock – Marussia-Cosworth – 1’40″056
20. Charles Pic – Marussia-Cosworth – 1’40″664
21. Vitaly Petrov – Caterham-Renault – 1’40″809
22. Heikki Kovalainen – Caterham-Renault – 1’41″166
23. Pedro de la Rosa – HRT-Cosworth – 1’42″011
24. Narain Karthikeyan – HRT-Cosworth – 1’42″740

Riccardo Cangini

 

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