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Si andrà sino all’ultimo gara, giusto epilogo per un mondiale 2012 al solito ricco di sorprese e battaglie. Un’altro intenso appuntamento anche nella nuova pista di Austin, munita dei suoi già noti saliscendi, curve cieche ed una carreggiata molto ampia in favore dello spettacolo, con le monoposto più volte appaiate e decise staccate a ruota fumanti. Bel ritorno della massima formula sul suolo americano ed un vincitore che continua una tradizione interrotta cinque anni fa ad Indianapolis. Come nel 2007, sul gradino più alto made in U.S.A ci sale un Lewis Hamilton finalmente lontano dai problemi di affidabilità ed unico pilota in grado di contendere la leadership ad uno scatenato Vettel. Il poleman già dal primo giro ha iniziato ad imporre il suo ritmo, distanziando il gruppo con distacchi abissali desideroso di chiudere già qui i conti. L’inglese di Woking (ancora per poco)si è pero messo di traverso a questo piano, sfruttando al meglio la sua MP4/27 e tenendo il passo della vettura numero uno sino al non semplice sorpasso. La velocità tra i due era praticamente uguale e Hamilton si è potuto avvicinare a sufficienza per il sorpasso (sfruttando il DRS) grazie ad un rallentamento di Sebastian dovuto ai doppiaggi. Troppa differenza di velocità di punta a favore della freccia cromata ed una vittoria che rende meno amaro il divorzio tra l’ex iridato 2008 e la squadra capitanata da Martin Whitmarsh.

Il campione del mono in carica invece ha tentato sino all’ultimo giro di rispondere, dovendosi però accontentare della seconda piazza per soli sei decimi (e con tanto di giro veloce). Al muretto Red Bull comunque i sorrisi non mancano, sia per via del terzo titoli costruttori matematicamente conquistato nonostante il ritiro di Webber per (ancora) noie all’alternatore, sia perché il diretto rivale iridato Alonso arriva al traguardo con un impressionante distacco dai primi due. La Ferrari è ufficialmente la terza forza del mondiale dietro anche una ritrovata McLaren e l’odierno terzo posto è arrivato più per una ottima gestione gara da parte di Fernando e fortunosi ritiri che grazie ai meriti della meccanica. Nervosa, scomposta, tristemente lunga nel portare alla giusta temperatura di esercizio le mescole Pirelli. Questa è stata la F2012 versione Texas e con un Gp del Brasile previsto tra appena sette giorni sarà difficile mutare tali valori di forza. Proprio per questo anche il quarto posto di Massa deve essere visto in maniera positivo per il brasiliano, addirittura penalizzato dai suoi stessi meccanici per favorire il caposquadra. La squadra italiana ha intenzionalmente arretrato Felipe in modo da favorire il più possibile la faticosa rincorsa di Alonso. Discutibile tattica poi rilevatasi vincente sia per Fernando (alla prima curva era già quarto) sia con Massa autore di una tanto aggressiva quanto proficua rimonta dall’undicesima casella in griglia.

Si ritrova anche Jenson Button, maestro nel preservare i pneumatici tanto da rientrare per l’unico pit-stop della gara con 11 giri in più rispetto a tutti gli altri. Precisi sorpassi lo hanno poi portato in quinta posizione precedendo il duo Lotus Raikkonen-Grosjean. Il finlandese in particolare ha regalato ai 120mila spettatori presenti un sorpasso spettacolare ai danni di Hùlkenberg, tenendo l’acceleratore aperto in esterna senza esitazione. Molto coraggio e freddezza, non a caso il soprannome “Iceman” gli calza a pennello. Nonostante la sverniciata Nico porta la sua Force India in zona punti, davanti a Maldonado e Senna, compagni di squadra in Willimas. Prevedibilmente male le Mercedes con uno Schumacher surclassato dai suoi più giovani colleghi. Dopo una ottima partenza il sette volte campione del mondo si è visto sfilare praticamente da tutto il gruppo chiudendo 16esimo. Leggermente meglio Rosberg 13esimo, anche se Perez e Ricciardo con le loro piccole Sauber e Toro Rosso riescono a far meglio. Non una bella premessa per il vincitore Hamilton, dall’anno prossimo in forza alla casa di Stoccarda bisognosa di rivoluzionare tutto il suo reparto corse. La tensione resterà sino al Brasile. Il favorito al titolo è Vettel forte di 13 punti di vantaggio, ma tutto può ancora accadere ed è proprio su questo che si basano gli ultimi sogni tinti di osso. Segue la classifica finale.

1. Lewis Hamilton – McLaren-Mercedes – 56 giri
2. Sebastian Vettel – Red Bull-Renault – +0″6
3. Fernando Alonso – Ferrari – +39″2
4. Felipe Massa – Ferrari – +46″0
5. Jenson Button – McLaren-Mercedes – +56″4
6. Kimi Raikkonen – Lotus-Renault – +1’04″4
7. Romain Grosjean – Lotus-Renault – +1’10″3
8. Nico Hulkenberg – Force India-Mercedes – +1’13″7
9. Pastor Maldonado – Williams-Renault – +1’14″5
10. Bruno Senna – Williams-Renault – +1’15″1
11. Sergio Perez – Sauber-Ferrari – +1’24″3
12. Daniel Ricciardo – Toro Rosso-Ferrari – +1’24″8
13. Nico Rosberg – Mercedes – +1’25″5
14. Kamui Kobayashi – Sauber-Ferrari – +1 giro
15. Paul di Resta – Force India-Mercedes – +1 giro
16. Michael Schumacher – Mercedes – +1 giro
17. Vitaly Petrov – Caterham-Renault – +1 giro
18. Heikki Kovalainen – Caterham-Renault – +1 giro
19. Timo Glock – Marussia-Cosworth – +1 giro
20. Charles Pic – Marussia-Cosworth – +2 giri
21. Pedro de la Rosa – Marussia-Cosworth – +2 giri
22. Narain Karthikeyan – HRT-Cosworth – +2 giri

Riccardo Cangini

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