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Quando si dice “rimanere a bocca aperta”. L’F3 ha fatto il suo dovere.

C’è tantissimo da scoprire. Non è solo meccanica e fisica. Non è solo il saper cogliere appieno tutti gli sforzi delle diverse case nel presentare nuovi modelli. E’ proprio un mondo in sè, quasi parallelo al nostro in cui la regola principale è la passione. L’EICMA 2012 non è stato fredda materia bensì calda realtà, scoperta in una giornata di fantastico impegno. Un salone ove poter sognare con altri fratelli motociclisti, scambiarsi opinioni e ricordare magari qualche episodio passato tra una gara e l’altra. Tanti volti ed avventure su due ruote, una più bella dell’altra. Ed io ad ascoltare meravigliato, in silenzio, rapito in una realtà che fino ad allora potevo solo immaginare. Come un bambino che apre una scatola piena di giochi, e rimane ore ore fermo ad osservare, sbigottito. Le emozioni si vivono una per una, con la macchina fotografica impegnata a rubare istanti. Un flash per il pezzo forte dello stand, uno per la seconda novità in listino, un’altro per quella modella che non riesce a staccargli gli occhi di dosso. Due flash per i tuoi colleghi/amici che corrono in ogni via, in preda alla sana felicità.

Danny illumina di sapienza motociclistica i suoi fidati apostoli.

Stefano è un continua indicare moto, ci sale, le studia a puntino e puntualmente scende promettendosi spese che non potrà mai fare. Danny invece è attorniato da tanta gente. Descrive minuziosamente pregi e difetti del mezzo preso ad esame, risponde ad ogni curiosità senza tralasciare neppure un dato tecnico: “Quando inizio a parlare è finita” mi confessa mentre stringe le mani agli attenti alunni.  Quando c’è qualcosa che non mi quadra chiedo subito a lui, cercando di ampliare il più possibile le conoscenze. Sono qua per scrivere, ma anche per imparare. Non si sai mai abbastanza d’altronde. Il fotografo Stefano è però una scheggia impazzita e al suono dei rabbiosi due tempi punta dritto verso l’uscita. Un gruppo di Freestyle Motocros si sta riscaldando prima di mettersi in mostra con salti da paura. Troviamo un posto e ci mettiamo ad osservare questi pazzi che si inventano di tutto. Persino lo stesso speaker gli invita alla calma ma ormai non c’è freno che tenga. E vai con lo show. Persino un ingombrante quad impenna e sfida le leggi di gravità. Ma come diavolo fanno questi ragazzi? Il risultato è che le mani fremono: basta essere spettatori, bisogna mettersi all’opera.

Un trio che tranquillamente sfida le leggi della gravità. Semplicemente WOW!

La Bosch ci invita a testare in presa diretta i benefici dell’ABS e mentre si attende il turno vengono fuori altri incontri e nuove storie. Tempi sul giro, sensazioni in sella e trofei vinti. Qui il tema è nettamente race, qui la fantasia viaggia veloce. Ancora una volta ascolto immaginandomi le curve del Mugello, ovvia meta preferita da parte di tutti i presenti: “1 e 58? Gran bel girare!” Sono i termini che si usano dentro i paddock, il supremo cronometro punto di riferimento per un limite da cercare se non superare. I miei due compagni di spedizioni mi narrano le loro avventure tra i cordoli, diverse volte aiutati da amici di lunga data incontrati proprio grazie al richiamo che l’EICMA, ancora una volta, provoca in tutti gli innamorati del motociclismo. Isola di Man, l’incredibile “effetto Guinnes” ed una costante bisogno di finanze per poter correre. Oggi più di ieri. Anche questo è motorsport, dannatamente bello e cinico sopratutto per chi non può sperperare i proprio guadagni. Ma come si può soffocare una passione così forte? Impossibile. “Il circuito? Una esperienza da provare!” dice sicuro Ilario tra l’approvazione dei presenti. E già mi sogno la pit-lane, il semaforo e gli spalti dietro le vie di fuga mentre riprendiamo il nostro lavoro di inviati. Ed è in questo momento che la vedo. Bruttina, non considerata, povera di brio. E’ il Suzuki VanVan, il 125 quattro tempi con cui ho dato la patente A2, la primissima moto con marce. Non mi è mai piaciuta eppure un pochino di bene provo per lei. Il fotografo Stefano capisce subito tutto ed esige la foto. Io mi metto in sella mentre Danny da davanti mi consiglia la postura più aerodinamica. Ed eccomi qui. Inebriato di felicità motociclistica. Infinita e pura. Peccato il tempo sia già voluto passare.

In carena sul Suzuki VanVan. D’altronde non è lo spirito quello che conta?

Riccardo Cangini

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Federico

Bellissimi…..spero vivamente che ci ci legge riesca a carpire anche un pochino della immensa passione che spinge tutti noi che si vada su due, su quattro e perchè no anche a piedi!

Danny Garbin

Caro Riccardo, mi fa piacere leggere di come hai vissuto una bella giornata di sano fancazzism…ehm…giornalismo! 😀
Per un attimo ho creduto di averti riempito di troppe cose, troppe nozioni, troppi concetti (lo so, sono pedante quando comincio a spiegare le cose…).
Ma la tua passione, la tua mente ben allenata e una buona dose di pazienza ti hanno atto capire moltissime cose.

Poi, con gente poco normale come noi è difficile non divertirsi! 😀

The Vox

Per voi che andate per il mondo a fare i tester 😉

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=dtXFThyr764

Occhio perchè le moto con le borse sono pericolose!

Smeriglio

Vox hahahaha!!! l’ho pubblicato sulla pagina FB del blog!! Oddio che ridere!!! E che legnata!

The Vox

è già… Pensa se non ci fosse stata la barca… Con il casco e l’abbigliamento tecnico invernale, sarebbe affogato!