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Mostra la sua natura ma non vuole troppo spaventare.

Non al livello Honda ma leggermente meglio di Yamaha. Una via di mezzo lo stand Suzuki 2012, tra la sofferenza di una crisi che colpisce duro e l’arrivo di interessanti modelli per il mercato 2013. Salva la cornice i due (tenui) restyle della Haybusa GSX1300R, solita esuberante leggenda con un pizzico di sicurezza in più grazie l’arrivo di ABS e pinze radiali, e la GSX-R 1000 versione “1 million commemorative edition”,  ovvero la GSX-R che già conosciamo vestita di una speciale livrea per soli 1985 esemplari. E di veramente nuovo? Poco poco, anche se non si scherza con le cilindrate. In primis la Intruder C1500T, pronta per lunghi viaggi con il suo bicilindrico a V di 54° a corsa lunga di 1.462 cc, progettato per associare grandi doti di coppia a facilità di guida e consumi contenuti. Caratteristiche speciali l’air-box a triplo filtro (come la 1800)e la frizione antisaltellamento, che “ammorbidisce” le scalate facendo innestare dolcemente la frizione in rilascio. Nessun problema di spazio neppure per il passeggero e borse laterali di serie. L’ampio parabrezza e l’importante lato b sottolineano la sua natura viaggiatrice.

Tantissimo spazio su due ruote. E le borse sono pure di serie.

V-Strom 1000 concept

Molto divertimento anche con dimensioni non indifferenti.

Cilindrata importante ma la linea è sorprendentemente snella, sopratutto in confronto alle “astronavi” presentate in questo Salone. La Suzuki ha preferito evitare prestazioni mostruose in favore dell’agilità e maneggevolezza, obbiettivo centrato con la nuova V-Strom. Munito di un bicilindrico longitudinale a V di 90° raffreddato a liquido, bialbero quattro valvole per cilindrico capace di superare la soglia dei 98 CV che aveva nella vecchie versione data 2004. Presente anche un sofisticato controllo di trazione, assieme ad un telaio ora più rotondo anche se sempre in lega leggera e a doppio trave laterale, ovviamente differenti le sospensioni con la forcella a steli rovesciati così come i freni che hanno l’ABS e pinze radiali. Punto distintivo il parafando anteriroe a becco, segno distintivo della enduro Suzuki DR750S, la prima ad utilizzare questo elemento stilistico ormai praticamente obbligatorio nelle on-off. Vi sono ovviamente delle somiglianze con la sorella minore V-Strom 650, come nella zona anteriore del serbatoio, oltre che la curiosa presenza di prese d’aria ai lati del “becco” che rimandanoil frontale delle sportive GSX-R. Non manca la dotazione da viaggio composta dal set completo di valigie, bauletto, cupolino regolabile, paramani ecc.. Un divertimento sostanzioso senza esagerare.

Becco, linea sportiva ed una decisa promessa di agilità.

 Riccardo Cangini

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