Clark, Stewart, Lauda, Piquet, Senna ed ora Sebastian Vettel. Il piu giovane pilota della storia a raggiungere tre titoli mondiali piloti. Nel Gran Premio conclusivo dove bastava una formalità al giovane tedesco, gli succede di tutto. Viene tamponato da Bruno Senna, lo evitano tutti. Riparte con una vettura che danneggiata va esattamente bene come se fosse nuova di zecca. Non bastano nemmeno le bizze del tempo brasiliano a fermare la determinazione del giovane pilota già due volte campione del mondo.

Vettel cala la testa nell’abitacolo,  dopo pochi giri ecco che si trova li in zona punti a lottare,  sgomitare per raggiungere Fernando Alonso. Safety car, cambi gomme nei momenti errati della gara e per giunta difettosi, lo costringono a ricominciare la rimonta. Vettel non si da mai per vinto,  anche se in difficoltà non molla,  prova a restare nella scia dei migliori conservando quella settima posizione che vale oro. Poi il vento gira. Davanti fanno di tutto per ostacolarsi. Alla fine la gara termina sotto legida della Safety car con Sebastian Vettel che porta a casa il suo meritatissimo terzo titolo piloti della sua carriera.

Dall’altra parte un pilota,  Fernando Alonso,  che c’è l’ha messa tutta soprattutto nella prima parte di gara per tenere il passo delle Mclaren. Alla fine approfittando degli errori di Hulkenberg che butta fuori anche Hamilton raccoglie una seconda posizione che non ha utilità. Infatti per vincere ci vorrebbe il guizzo del campione che cambia passo per andare a prendere un Button troppo lontano e solo per commettere qualche errore decisivo.

Si è parlato di Vettel come del pilota che vince solo con la macchina giusta, di un pilota fortunato perchè sopravvive sempre agli assalti dei colleghi. Ma guardando con la lente di ingrandimento la stagione del nuovo tricampione del mondo, tutta la prima parte è stata una autentica sofferenza. La Redbull non era un fulmine all’inizio campionato, e nemmeno resistente. Eppure Vettel ha conservato piazzamenti punti e anche una vittoria che gli ha consentito quando finalmente hanno trovato la quadratura del cerchio,  di essere li il primo degli inseguitori di Fernando Alonso.

Se la Redbull è cresciuta, lo si deve anche alle prestazioni di Vettel. Si può dire che se fortuna c’è stata questa di solito aiuta gli audaci, come i piloti che non mollano mai. Il suo rivale ha fatto grandi cose considerando il livello della vettura che aveva in mano. C’è stata comunque la sensazione che si potesse osare di più in certi frangenti. Si poteva osare per potare a casa vittorie sfuggite per errori talvolta tattici di scelte di gomme e di tempi piuttosto che di competitività. Ecco Alonso  in quei momenti  avrebbe dovuto fare la differenza.  Riuscire a capitalizzare un vantaggio enorme con una vettura non competitiva, non metteva purtroppo al sicuro. Si potevano limitare i propri rischi ma non si può controllare anche tutto quello che succede intorno. Siamo sicuri che il duello tra questi due campioni non si è esaurito con questa gara e che il 2013 avrà ancora come motivo portante la sfida tra due piloti che saranno protagonisti anche se avranno casacche diverse addosso.