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Ecco la versione “Break” della nuova Clio. Avanti, sorridi anche tu.

E’ nata con una chiara missione: salvare e rilanciare la Renault. Dopo qualche anni vissuto in secondo piano la casa francese ha deciso di alzare nuovamente la voce presentando un modello più che conosciuto dal pubblico ma in veste completamente nuova. Si tratta della Clio versione 4, decisamente indirizzata verso modernità alla ricerca di uno stile tutto suo. E’ chiaro l’attento lavoro di disegno con anche ottimi risultati. Dal vero la macchina riesce a trasmettere un certo fascino senza però perdere quell’anima scattante così cara ai giovani. Un risultato niente male dato che, molte volte, un aspetto eccessivamente ricercato stanca subito. La Clio invece non rapisce immediatamente ma, dopo, risulta difficile cancellarla dalla memoria. Sopratutto il suo ampio frontale munito di una griglia ondulata con tanto di led a catturare l’attenzione. Una scelta che maschera l’ampiezza dei gruppi ottici risultando quindi gradevole. Interessante anche il proporzionato posteriore a sottolineare la natura della due volumi compatta, nonostante le carreggiate sono stata decisamente allargate rispetto al modello precedente e le misure (lunghezza 4,062 m, larghezza di 1,731 m) non siano proprio da peso piuma. Ma la si può immaginare sia nella caotica città che in qualche tortuosa strada di campagna, con un assetto ribassato chiamato a non tradire in termini di tenuta.

Questa invece è la versione base. Bella, tolta la macchia grigia sul cofano.

Un ottimo lavoro dunque, come confermano le vendite mondiali. E sull’onda di questo timido entusiasmo in un periodo estremamente cupo e doloroso per le quattro ruote, al Motorshow di Bologna la Renault svela la versione Station Wagon della Clio. Il termine “Break” appunto indica tutte le vetture familiari, munite di spazio e l’ampio bagagliaio. Non si sbaglia ad indicare questa variante un semplice ritocco del modello base, dato che il design, corpo vettura e per certi versi lato B è fedelissimo alla berlina. Di diverso ovviamente troviamo la lunghezza passata a 4,26 metri e la capienza di 443 litri (quattro in più rispetto alla generazione precedente). Il massiccio posteriore non cambia di una virgola il giudizio dato alla versione base, mantenendo tutti i pregi ed anche i difetti. Discutibile la scelta dei pannelli neri presente in entrambe le fiancate, all’atto pratico perfette per restare graffiate al primo tentativo di parcheggio eccessivamente stretto. Si è voluta dare continuità al design riuscendo anche a snellire le portiere, ma una maggiore attenzione al mondo reale sarebbe stata cosa gradita. Fallisce il tentativo di occultare la grandezza degli specchietti con un strato filante di led. Anche l’attacco alla carrozzeria si sposa malamente con la finezza generale, ma forse per una volta si è preferito dare al guidatore una ottima visuale posteriore, considerando anche i duri richiami dell’unione europea riguardo la sicurezza stradale.

Station Wagon in vecchio stile. Passa il tempo ma certe cose non mutano.

Sicurezza garantita sia in termini attivi che passivi. Su tutte le versioni l’offerta di serie prevede l’ESP (Electronic Stability Program), antibloccaggio ruote ABS e assistenza alla fermata di emergenza (AFE). In aggiunta l’invidiabile score di 5 stelle ai crash test Euro NCAP.  I toni si fanno meno entusiastici al tema interni. Come fuori, anche il dentro è molto moderno ripercorrendo persino le stesse linee e temi. Al contempo la strumentazione è sin semplice con un quadro ovale illuminato e i pulsanti al posto giusto. Ma non va. Quel nero lucido sposato con il rosso acceso è più che invadente per guidatori e passeggeri,  la buona idea di attenersi al minimo indispensabile fa credere in una plancia poco lavorata ed i sedili sono più scomodi di quello che si immagina. Tenta di risollevare il touch-screen al centro, facilmente raggiungibile e perfettamente proporzionato. Infine per quanto riguarda i motori (in comune con la Break) troviamo la nuova propulsione demandata Energy TCe 90 (893cc e 90cv) ed Energy dCi 90 (1.5 litri e 90cv). In aggiunta all’1.5 dCi 75cv, le motorizzazioni Diesel si arricchiscono con l’inedito 1.5 dCi 90cv, ottimo per consumi ed emissioni di CO2, con la versione ottimizzata Eco Business dedicata esclusivamente alle aziende. Durante il 1° semestre 2013 sarà disponibile anche il grintoso propulsore TCe 120, associato alla trasmissione EDC (Ef?cient Dual Clutch) a 6 rapporti. Un 4 cilindri da 1,2 litri con le performance di un propulsore aspirato da 1,6, iniezione diretta benzina e turbo da 120cv, che eroga 190 Nm di coppia fin da 2.000 g/min. Per i “sportiveggianti” si aspetta la Renault Clio RS dotata di motore 1,6 litri di cilindrata da 200 CV di potenza abbinato ad un cambio doppia frizione EDC (Efficient Dual Clutch), sviluppato dagli ingegneri della divisione Renault Sport. Non sarà facile ma la Clio potrebbe davvero dare la spinta alla sua casa costruttrice. L’impegno da parte loro non è mancato.

L’interno della berlina francese tra il semplice e complesso. Ma perché quel rosso fluo?

Riccardo Cangini

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