Nella prossima stagione vivremo ancora la situazione “mista” nella quale si cerca di far convivere CRT e MotoGP sotto lo stesso tetto. Chi mi legge da tempo sa bene che sono stato sempre molto critico nei confronti delle scelte regolamentari del Motomondiale degli ultimi anni.

Parlando della cosiddetta Classe Regina, non posso a meno di notare che ormai le MotoGP sono pochissime e le CRT, a differenza di quanto promesso alla fine del 2011, hanno semplicemente riempito una griglia ridotta ormai all’osso.

L’appeal delle CRT è scarso perché nessuno ancora ha spiegato per quale motivo bisognerebbe investire su un progetto del quale non si capisce la radice e nemmeno il futuro. Ed effettivamente, metiamoci nei panni di un investitore: spendo uno, due, o anche solo mezzo milione di Euro per cosa? Per vedere il mio marchio o le mie moto nelle inquadrature di inizio griglia e basta, visto che dopo 2 giri le CRt sono a secoli di distanza dalle MotoGP?

E anche per i piloti le CRT a quanto pare sono un mero punto di passaggio perché appena possono saltano su una MotoGP oppure su una SBK “buona”.

Sono i casi di Shane Byrne e Michele Pirro: il primo ha provato la moto di Ellison ma ha preferito rimanere nel BSB per provare a vincere pittosto che fare (anzi, rifare) la comparsa con le CRT.

L’italiano ha invece scelto di fare il tester per Ducati invece di rimanere con Gresini; ricordiamo l’exploit di Pirro a Valencia, dove è riuscito a portare la sua Honda CRT al quinto posto nella convulsa gara di Valencia, miglior risultato per una CRT.

Il problema sta nell’incoerenza delle scelte fatte da Dorna: si vuole ricostruire un campionato di qualità come fu nell’anno del debutto della MotoGP, il 2002. Alla sua nascita la MotoGP aveva raccolto Team, sponsor e piloti dai migliori bacini dei campionati Mondiali SBK e Motomondiale: se ricordate nel giro dei primi due anni si aggiunsero alla schiera dei pilotoni MotoGP, tutti i campionissimi dalla SBK e dalla 250.

Ora invece la CRT raccoglie i piloti paganti, i cosiddetti “piloti con la valigia” che non hanno diritto di parola se non pagano profumatamente. Inoltre sono piloti non all’altezza del blasone del campionato, che faticherebbero anche in campionati di qualità inferiore. Allora la strada quale vuole essere? Continuiamo questa farsa delle CRT per fare da riempitivo, oppure mettiamo a posto le cose con intelligenza e coerenza riportando la MotoGP al suo stato naturale di Sport?

Ormai il 2013 dal punto di vista regolamentare è congelato, speriamo che per il 2014 si pensi a qualcosa di veramente sensato e costruttivo….ma abbiamo tutto l’inverno per parlarne. Intanto dite la vostra….

Danny Garbin

6 COMMENTS

  1. Non sono contro ai Suter o agli FTR ci fanno vedere moto diverse dalla solite 3, però sono contro al motore SBK, a queste moto darei un motore MotoGP a prezzo politico, come avviene in F1.

  2. Dopo il ritiro di Kawa e Suzuki, la decisione di non partecipare di BMW, gli orrori tecnologici di Ducati che la pongono troppo distante dalle prime, con solo Honda e Yamaha a farsela fuori per il titolo, le scelte erano due: Chiudere bottega, perchè con due marchi (8 piloti massimo) più Ducati a fare da riempitivo (3 forse 4 driver forse) non si fanno nè campionati nè audience Tv. Oppure era necessario inserire della fuffa detta Crt, tanto per fare numero. Punto. E’ triste, ma i marchi sono sempre meno e i soldi pare manchino ovunque. Che poi sia una palla per avere una scusa e non esserci, questa è un’altra storia (vero Kawa e Suzuki che non siete riuscite a fare moto decenti da anni?). I cicli storici poi vanno e vengono. Speriamo per il futuro (prossimo, se possibile). Un lamp.

  3. Chiaramente la CRT è stata improvvisata per non dover smettere di fare il mondiale dopo il ritiro della Suzuki, che ha seguito di poco quello Kawasaki. In passato si è scelto di professionalizzare al massimo la Motogp e tutto quello che c’è intorno per cercare di emulare la F1 e i suoi giri di soldi multimionari (miliardari direi). Si è puntato sull’andamento buono dell’economia e su una crescita che sembrava inarrestabile. Invece le grosse casa avevano deciso di passare ai 4T perché le case non volevano più investire sui 2T da corsa. Chi tirava fuori i soldi voleva almeno la parvenza di una ricaduta sulla produzione. Però questo ha spinto in alto i soldi in un modo abbastanza incontrollato ed incontrollabile. Sono praticamente spariti anche i privati. Con le 2T c’erano sempre 30 e passa moto in griglia. Con la motogp sono diminuite di anno in anno fino a scendere sotto il limite “legale” di 15. Oltre questo probabilmente la Dorna ha voluto limitare il potere di ciascuna casa limitando il numero di moto a 4 x marca con l’intenzione, secondo me dimostrare che senza una di loro le cose sarebbero andate avanti comunque(e forse anche senza tutte). 20-25 anni fa il mondiale lo facevano Honda e Yamaha, come ora con 10-12 moto a testa di cui 3-4 più o meno ufficiali per ciascuna casa, poi c’era qualche rimasuglio Suzuki, outsider come la Cagiva e saltuariamente cose strane come la Paton. Oggi coi soldi e la tecnologia che serve le cose strane faticano e pure Ducati che pure è fondata sulle corse, fatica come sappiamo. Trovare una formula vincente e duratura non è facile, specie di questi tempi. Però vedo che ci sono nuovi team interessati alle CRT e piloti (vedi Vermulen) che non disdegnano affatto l’idea “pur di esserci”. Come si dice: “pittosto che niente ….. meglio più tosto” 😉

  4. Mw, credo tu abbia dato una visione complessiva storica molto realistica.

    Il problema principale non è il fatto che ci siano solo tre case, ma che la classifica finale la indovini facilmente già da sabato, pilota per pilota. E non cambia di molto, gara per gara. Niente duelli, niente sorprese, solo “passo di gara”. Duppalle.
    In confronto la moto2 sembra roba da infarto.

  5. Comunque per tornare alle Crt, mi sembra giusto che sia possibile usare motori di serie per poter dare accesso anche a chi vuole provare ma non ha budget… Però chiaramente non si può pensare che queste moto possano competere, a forza di vantaggi regolamentari, con i prototipi.

    La vendita delle moto della stagione precedente o quella delle Honda a prezzo imposto di 1 milione mi sembrano buoni, ma bisognerà pensare a qualcosa che renda più abbordabile l’ingresso delle case con un proprio progetto prototipo.
    La stabilità regolamentare per qualche anno sarebbe già qualcosa per convincere chi deve fare piani industriali per il futuro.

  6. Peraps: se uno i soldi non li ha, che ci va a fare le gare con mezzi limitati? Qual’è lo scopo?
    come dice Ezpeleta “L’imprtante è esserci”?? Mah, secondo me è una vaccata bella e buona.

    Questa crisi è stata amplificata da scelte assurde fatte proprio da personaggi come Carmelo, che si è sempre fatto ricattare dalla Honda e dagli amici della repsol.

    I regolamenti stabili dovrebbero essere una base solida come dici giustamente, ma qui si parla già di un 2013 pari pari al 2012, e di cambi fenomenali in vista del 2014 con addirittura la Suzuki che fa girare una fantomatica moto nuova.

    Sai che penso io? tutte balle. Per il 2014 sono tutti con la carta igenica pronta, perché non sanno che farà la Honda con questo nuovo progetto di motogp a basso costo perché al momento è l’unica ad averla proposta.
    E per quanto riguarda la Suzuki secondo me sono palle grandissime per fare scena….cosa sta testando se non sa nemmeno con che motore potranno correre?? o con quale elettronica o gomme?

Comments are closed.