Il contratto è arrivato alla sua naturale conclusione, ma è indubbio che l’addio di Norbert Haug come capo di Mercedes Motorsport sia  uno un chiaro segnale di cambiamento all’interno della squadra di Stoccarda. I tre anni con Michael Schumacher si sono rilevati estremamente amari e privi di soddisfazioni, dovendo assolutamente costruire un nuovo assetto così da ripartire quasi da zero, assieme al confermato Rosberg e, sopratutto, il sopraffino talento di Lewis Hamilton deciso a tornare con i migliori entro il 2014. Dunque che inizi la rivoluzione, interessando anche un nome importante come quello di Haug: “Norbert Haug è stato il volto di Mercedes Motorsport per oltre 20 anni. E’ stato il simbolo di un’intera era ed ha contribuito a riportare il mito delle frecce d’argento in Formula 1. A nome del Consiglio d’Amministrazione, posso solo ringraziare Norbert per il suo straordinario impegno per stella a tre punte” ha detto Dieter Zetsche, grande capo della Mercedes.

Si chiude dunque una vera e propria era, dal 1 ottobre 1990 al 31 dicembre 2012. Nell’arco di tutto questo tempo 87 vittorie in Formula 1 come motorista, in aggiunta ai 32 titoli nel DTM (sommando quelli piloti, costruttori e squadre) con una percentuale di successi nella celebre serie tedesca addirittura del 54%. Numeri pesanti che non lasciano troppo spazio ai rimorsi: ” Voglio ringraziare questa grande compagnia per questi 22 anni, nei quali ho sempre vissuto dei momenti di grande passione. In particolare voglio ringraziare il Consiglio per la fiducia che ha dimostrato nei miei confronti, dandomi sempre grande libertà di manovra” ha detto proprio Norbert Haug. “Dal 1991 ad oggi abbiamo raggiunto tanti obiettivi e conquistato tanti successi. Sfortunatamente, con una sola vittoria fino ad oggi, non abbiamo rispettato le aspettative con cui eravamo tornati in Formula 1 nel 2010. Tuttavia, sono convinto che nel futuro arriveranno i successi sperati: il nostro team ed i nostri piloti faranno tutto il possibile per raggiungere questo obiettivo” Esattamente quello che la Mercedes ha intenzione di perseguire, questa volta senza il suo apporto.

Riccardo Cangini

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