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2013

Poche ore prima l’inizio dei primi test invernali a Jerez de la Frontera, le due squadre sulla carta più piccole e deboli del circus hanno ufficialmente presentato le loro monoposto targate 2013, riuscendo dunque a rispettare una severa tabella di marcia nonostante l’inevitabile difficoltà nel trovare nuove risorse finanziarie. Proprio per questo i sedili sono stati assegnati in base alla quantità di sponsor che i piloti riuscivano a portare, concludendo ogni rapporto con la precedente coppia e affidandosi a dei debuttanti. Per la Caterham, tolto il francese Charles Pic, troviamo Giedo van der Garde forte dell’appoggio dello sponsor McGregor (vincendo il braccio di ferro con il russo Petrov), mentre per la Marussia di confermato per il momento vi è solo il giovane inglese Max Chilton, figlio di uno dei co-proprietari del team anglo-russo. Sconosciuto invece il nome del suo compagno di squadra anche se gli indizi portano tutti a Luis Razia, brasiliano munito di una buona dote di sponsor. Ma diamo una occhiata alle inedite vetture CT03 e MR02, chiamate ad evitare l’ultimo posto in griglia dopo la dipartita della HRT.

Caterham CT03

2013 2

Scalino confermato così come la maggior parte degli studi tecnici ed aerodinamici presenti già sulla versione dello scorso anno. Come speiga lo stesso direttore tecnico Mark Smith: ” Abbiamo deciso che la CT03 sarebbe stata un’evoluzione della CT01 per non dover cominciare una riprogettazione completa e poter destinare delle risorse anche allo studio del progetto 2014, quando entreranno in vigore le nuove norme”. Scelta dunque in funzione del 2014 quando bisognerà costruire da capo un nuovo progetto basato sulle unità V6 turbo. L’impegno comunque non è stato lesinato: “Abbiamo ridotto significativamente la parte inferiore del telaio e le pance della vettura per migliorare il flusso d’aria verso la parte posteriore della vettura. Il diffusore, il cofano motore e gli scarichi sono stati a loro volta rivisti, ma abbiamo apportato novità anche a dettagli più piccoli come i turning vanes. Correremo in Australia con questa configurazione, ma abbiamo già pianificato l’arrivo di nuove ali e di un nuovo diffusore subito dopo il via della stagione”. Interessante la scelta di adottare una configurazione di scarichi (ovviamente dediti all’effetto Coanda) molto simili a quelli già visti su Ferrari e McLaren, oltre alle presi dei freni anteriori modificati al tal punto da assumere una vera e propria funzione aerodinamica. Rivista anche la grafica con meno porzioni di giallo, sostituito da parti in nero carbonio sopratutto nei due alettoni. La missione è quella di avvicinarsi ulteriormente alle altre squadre, chiudendo l’evidente gap sempre visto in questi ultimi anni.

Marussia MR02

Marussia

Meno sviluppato il discorso per la Marussia. Gli sforzi per migliorare la prestazione generale e limare finalmente il cronometro non sono mancati come testimonia la collaborazione tecnica con McLaren e l’ingaggio dell’ex direttore tecnico della Renault Pat Symonds, ma a giudicare dalla vettura messa in mostra anche il 2013 sarà una stagione decisamente in salita. La MR02 presenta concetti molto “scolastici” privi di sviluppo e personalizzazione. Gli imput generali vi sono tutti, in primis il vanity-panel per coprire l’antiestetico gradino sul muso,lo schema push-rod all’anteriore e pull-rod al posteriore per quanto riguarda il capitolo sospensioni, scarichi indirizzati verso il basso per sfruttare i benefici dei gas caldi. Concetti pero decisamente “standar” anche in confronto alla Caterham, la rivale più diretta in base alle gerarchie dell’anno scorso. Stupisce l’ingombro delle pance, sì spioventi nella parte finali ma prive di restringimenti  nella zona abitacolo. Fatto strano per un progetto comunque sviluppato in galleria del vento, il primo dopo i fallimentari esperimenti basati sui sistemi CFD. I tecnici comunque sono fiduciosi e il traguardo resta il decimo posto nella classifica costruttori, come confermato dal team principal John Booth. Il sano ed inguaribile ottimismo.

Marussia 2

Riccardo Cangini


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