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TEST F1/2013

Il suo arrivo a Maranello aveva fatto storce più bocche. Sia per la classica e triste storia delle raccomandazioni, sia (e sopratutto) per l’oscura vicenda della spy-story datata 2007, quando de la Rosa ed Alonso si scambiarono una fitta serie di e-mail con Pedro a conoscenza di informazioni top-secret sull’allora nuova monoposto del cavallino. Il tempo però è capace di far dimenticare anche i più brutti sgarbi ed ora il pilota di Barcellona si sta rilevando un prezioso alleato ai fini dello sviluppo della nuova F138. In fondo le sue qualità di collaudatore sono state confermate da Lewis Hamilton, addirittura intenzionato a portarlo in Mercedes con lui ma preceduto sul tempo da Fernando, sfruttando anche l’amicizia di lunga data che lega i due spagnoli. Ed il primo responso del nuovo acquisto non è esattamente positivo. Concentrandosi sull’argomento simulatore, il più importante visto che durante la stagione lo utilizzerà ampiamente testando virtualmente i nuovi pezzi aerodinamici prima dei due ufficiali, è arrivata una velata bocciatura: “Devo ammettere che il simulatore Ferrari è meno avanzato di quello McLaren, sia per quanto riguarda l’hardware sia per quello che riguarda il software”. Oltre alla galleria del vento, anche il simulatore non è più al passo con i tempi dando, già di partenza, un consistente vantaggio alla concorrenza. Questo comunque non significa che la rossa 2013 sarà sicuramente un’altra monoposto al di sotto delle aspettative: “La nuova Ferrari F138 è una buona monoposto” rassicura (vagamente) il tester.

Resta però da risolvere un problema importante, sopratutto in questa Formula uno ove tutti i test, verifiche ed indirizzi tecnici arrivano proprio dai dati del simulatore. E probabilmente un’ipotetico aggiornamento non interesserà solo componenti interni ma addirittura la struttura intera. L’attuale sistema adoperato dal cavallino rampante si trova a Maranello in una struttura dedicata, caratterizzata da una specie di navicella al centro della stanza sorretta da sei bracci telescopici, in grado di riprodurre movimenti in tutte le direzioni ricostruendo così parte delle sensazioni percepite dal pilota. Tale configurazione viene comunemente chiamata “a ragno”, mentre quello utilizzato dalla McLaren e preso come esempio da Pedro, si presenta in maniera totalmente differente. Gli inglesi utilizzano una piattaforma completamente movibile con una “monoposto” semplicemente ancora nel punto del baricentro. Non solo un sistema meno complesso e quindi costoso ma, a quanto pare, in grado di dare sensazioni più immediate al pilota con una curva maggiore di sviluppo. Gli uomini in rosso si trovano dunque ad un bivio: continuare con il proprio metodo oppure rivoluzionare tutto? Entrambe le opzioni comportano rischi non indifferenti, sopratutto con il nuovo campionato ormai alle porte. I risultati in pista dell’attesa F138 saranno le risposte a tutti i dubbi.

Riccardo Cangini

 

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2 COMMENTS

  1. mi chiedo solo una cosa: costa di più fare dei test oppure comperare e sviluppare un simulatore?
    La Ferrari dal divieto dei test ci ha solamente che perso, solo che questo al caro Montezemolo non è ancora chiaro.

  2. Alessio ti ricordi ol centro bhai tech? Cacchio sarà costato un patrimonio quel simulatore….meglioandare in pista

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