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2013

Una settimana esatta. Ecco quanta manca all’inizio del mondiale 2013 di formula uno. L’attesa ormai si è fatta decisamente alta e tutti vogliono, finalmente, capire quali sono i valori in campo sperando in nuovi colpi di scena in grado di animare sin da subito la nuova stagione. Intanto piloti e team-principal evitano con estrema attenzioni domande spinose, rinviando ogni tipo di giudizio addirittura anche dopo l’appuntamento di Melbourne: “Pensare di trarre conclusioni dopo le prime qualifiche in Australia sarebbe prematuro. Mi aspetto però che le squadre che a San Paolo hanno concluso nelle prime posizioni ripetano il successo anche a Melbourne, probabilmente con margini più ridotti, che è quello che noi tutti ci auguriamo” a dirlo Stefano Domenicali, teso ma speranzoso di avere dentro il box rosso una monoposto pienamente in grado di lottare per il titolo. Un passo in avanti rispetto alla vecchia F2012 è comunque stato già fatto: ” Al di là della prestazione attuale della macchina, il lavoro in Galleria del Vento è un elemento che da fiducia nel guardare avanti nell’ambito aerodinamico dove c’è il 90% di prestazione e dove possiamo lavorare con una certa tranquillità”

Ovvero la F138 risponde ai cambiamenti, si comporta come tecnici ed ingegneri si aspettano ponendo già le basi per tutto il lavoro di sviluppo che si protrarrà per tutto l’anno. Ma oltre a questa sfida, gli occhi inevitabilmente andranno a guardare anche un po più in la, verso la rivoluzione datata 2014: “Sono certo che nel corso della stagione la competizione si andrà a ridurre perché l’impegno richiesto da tutte le squadre per il progetto 2014 non è assolutamente da sottovalutare. Parliamo di una vettura a livello complessivo totalmente diversa e c’è un rischio di arrivare impreparati: più le organizzazioni sono piccole e più dovranno per forza di cose, e con molto anticipo, investire le risorse nel progetto nuovo mentre per quanto riguardo le grandi squadre. L’esercizio sarà quello di bilanciare le risorse necessarie per mantenere lo sviluppo per essere competitivi fino in fondo” Un lavoro su due fronti diversi, da compiere in maniere praticamente perfetta. Non facile.

Riccardo Cangini 

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Aseb

Ogni volta che guardo una foto di Domenicali con quel sorrisetto mi viene da pensare che ha sbagliato carriera doveva fare il parroco di qualche paesetto di campagna lungo l’argine del Po e magari una piena se lo portava via !!!!!!

Ornello

Vero!Se lo vede uno che non lo conosce,la prima cosa che pensa è..”se non è un prete questo mi taglio le p…e!!!!
Chissa’il drake come bestemmia dall’aldila’ vedendo la sua creatura nelle mani di sto incapace!!
A quei livelli ci vuole un personaggio carismatico,di quelli che ti incutono timore ,e anche paura! Come era appunto il Drake,oppure il conte Agusta che a quanto si dice,quando entrava in fabbrica gli operai smettevano pure di respirare!
Chi vuoi che lo ascolti a questo qui,che ha una personalita’pari al mio pisello dopo un bagno in acqua ghiacciata??
Mi ricorda il mio vecchio direttore…il buon Franco,l’unico direttore che prendeva ordini e pure cazziatoni da noi operai!!! 😀 😀 😀

Aseb

3PKKK sei tremendo, prete !?!? … io almeno lo avevo fatto parroco !!!!!

mwinani

Mannaggia l’ignoranza. Io ho sempre pensato che prete e parroco fossero sinonimi, un po’ come movimento e partito. Quali sono le differenze?

mwinani

Comunque vestito di rosso lo è non mi stupirei di vederlo a Roma su un telegiornale per le elezioni “fumose” di questi giorni 🙂

Aseb

MWINANI hai ragione vestito di rosso e’ un cardinale !!! Massima discarica religiosa povera Ferrari !!!!
Lo dico io che sono il diavolo ci si puo’ anche credere o no ?