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01-albert-park-melbourneIn Australia prende il via la stagione 2013 di Formula 1, la 64° da quando esiste la massima categoria dell’automobilismo a ruote scoperte. Ad ospitare la gara inaugurale sarà il tracciato di Melborune, pista che dal 1996 (salvo in un paio di occasioni) gioca il ruolo del primo e vero “compito in classe” per i team, dove si vedrà chi ha studiato o meno durante la pausa invernale.

Come già detto il Gran Premio d’Australia si svolge sul circuito dell’Albert Park di Melbourne. Un parco cittadino situato in una zona residenziale a sud della città proprio vicino all’oceano. Il tracciato è ricavato unendo le strade che circondano il lago dell’omonimo parco. Si tratta quindi a tutti gli effetti di un tracciato cittadino. Tuttavia è un cittadino piuttosto anomalo: la media oraria è abbastanza alta e la sede stradale di larghezza media. I sorpassi non sono agevoli, ma ciò nonostante, l’Albert Park offre spesso delle gare belle e combattute, con possibile ingresso anche della Safety Car che mischia le carte in tavola. La storia del Gran Premio d’Australia e la storia delle corse in Australia non sono comunque legate al solo Albert Park.

La tradizione automobilistica nella terra dei canguri affonda le sue remote radici addirittura negli anni venti, quando si cominciò a correre il Gran Premio locale, che fu poi inserito nel Mondiale di Formula 1 a partire dal 1985. Il Gran Premio d’Australia è stato per decenni l’appuntamento più prestigioso dell’altrettanto blasonata ”Tasman Cup”, un campionato per monoposto simili alle Formula 1 (e a volte più potenti) che si disputava in inverno su piste neozelandesi e australiane, durante la pausa della stagione agonistica europea. È proprio in questo fecondo contesto che maturano idee, uomini e macchine che influenzeranno la Formula 1 stessa.

Jack Brabham, pilota locale e fine collaudatore esperto di meccanica, negli anni cinquanta diventa l’uomo di spicco della rivoluzione del motore posteriore introdotta da John Cooper, prima di diventare Costruttore a sua volta, assommando in tutto ben tre titoli mondiali, e vince tre volte il Gran Premio locale, ma una veloce occhiata all’albo d’oro ci dimostra che “Black Jack” è in buona compagnia, fra piloti che rispondono al nome di Stirling Moss, Jim Clark, Bruce McLaren, Chris Amon, Graham Hill e Jackie Stewart. Dopo il declino della Tasman Cup, la gara australiana diventa un appuntamento fisso della F5000, ma torna ad avere un’importanza prevalentemente locale.

Bisogna aspettare l’alba degli anni ottanta, anni in cui l’Australia dà alla Formula 1 un altro campione del mondo, l’iridato 1980 Alan Jones, per rivedere nomi blasonati (come lo stesso Jones, il francese Alain Prost e il brasiliano Moreno) nell’albo d’oro della competizione che ormai è matura per il grande salto nel calendario del mondiale di Formula 1: infatti nel 1985, l’Australia debutta nella massima serie sul circuito cittadino di Adelaide, che per un decennio costituirà l’appuntamento finale della stagione e dove per due volte si deciderà il Campionato.

La prima nel 1986 con l’emozionante finalissima a tre fra Mansell, Piquet (entrambi su Williams Honda) e Prost (McLaren Porsche) che darà a quest’ultimo il secondo titolo mondiale consecutivo (per la cronaca, erano 25 anni, dalla doppietta 1959-1960 di Brabham, che nessuno faceva il bis iridato di fila), mentre nel 1994 le polemiche si sprecano per l’urto tra Michael Schumacher e Damon Hill che segnerà il primo titolo per il tedesco, il quale a tutt’oggi è il pilota con il maggior numero di successi nel Gran Premio australiano iridato (quattro vittorie dal 2000 al 2004, il suo periodo magico al volante della Ferrari).

Damon Hill, a sua volta, vince nel 1995 l’ultima edizione ad Adelaide, e l’anno successivo inaugura con una nuova vittoria l’attuale circuito di Albert Park, quando la gara, da ultima passa invece ad essere il primo appuntamento stagionale. Damon non è il solo a vantare nel suo palmares una doppietta nel Gran Premio d’Australia, infatti anche Prost, Berger, Senna e Coulthard hanno concesso applauditi bis nella terra dei canguri.

L’affermazione di Prost nel 1988 rappresenta quella che a tutt’oggi è l’ultima vittoria per un motore turbo in F1. Cinque anni più tardi, l’abbraccio sul podio tra il francese e Ayrton Senna segna un momento storico: il brasiliano è alla sua ultima vittoria, mentre Prost è al suo ultimo Gran Premio prima del ritiro. La loro acerrima rivalità, che ha segnato un’epoca, ha il suo epilogo. Entrambi non saliranno mai più sul podio. L’anno successivo tocca al “Leone” Mansell chiudere virtualmente la sua carriera in F1 con una vittoria alla bella età di 41 anni.

L’ultimo pilota a ottenere una doppietta in Australia è Jenson Button (una vittoria su Brawn e una su McLaren), mentre l’anno scorso Vettel cominciò proprio qui a Melbourne l’irresistibile cavalcata verso tanti record, compreso quello di più giovane bicampione del mondo della storia.

La gara australiana rappresenta senza ombra di dubbio la trasferta più impegnativa per tutte le squadre che disputano il campionato che hanno le loro sedi operative nella vecchia Europa. E al termine del weekend australiano, team e piloti partiranno direttamente alla volta della Malesia dove appena sette giorni dopo già si disputerà il secondo Gran Premio stagionale.

I risultati di questa gara possono sì dare delle indicazioni, senza dubbio interessanti, e anche in parte veritiere, basti pensare che da quando il Gran Premio d’Australia si corre all’Albert Park per undici volte il vincitore della gara ha poi vinto il titolo alla fine dell’anno. Ma è bene comunque prendere le risposte che fornirà la pista con le molle. Solo successivamente, su circuiti ben più tecnici si capiranno quali saranno i veri valori in campo.

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