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Svettel

Ritornano i sorrisi (quelli veri) nel box numero uno. Ritorna la gioia nel salire sul gradino più alto del podio, potendo scostare lo scomodo pensiero della Malesia e veleni annessi. Vettel nel deserto del Bahrain ritorna a vincere nel modo che più gli piace: dominando con scioccante facilità senza mai perdere il controllo della situazione. Pur partendo dal lato sporco della pista, il campione del mondo in carica è riuscito a tenere la scia di Rosberg rispondendo immediatamente alla bella infilata di Alonso, tornando secondo con tutta l’intenzione di portarsi al comando il più velocemente possibile. Avvenimento successo pochi giri dopo iniziando ad abbassare il ritmo gara così da fare la selezione. Ed è già in questo momento che si è decisa la gara. Con Sebastian in fuga Fernando ha tentato la contromossa sopravanzando il poleman e scoprendo, a malincuore, che la sua ala mobile era rimasta in posizione aperta. Ritorno affrettato ai box per chiuderla sperando in un contrattempo passeggero, puntualmente ripresentatosi non appena il sistema è stato riattivato. Seconda sosta consecutiva ed una faticosa rimonta senza poter usare il DRS, strumento prezioso in un circuito veloce come quello del Sakhir. Con il suo principale avversario fuori dai giochi, Vettel ha così potuto iniziare una cavalcata trionfale verso la vittoria, la seconda stagionale, la 28esima in carriera superando Jackie Stewart. Sorride anche la classifica piloti con il tedesco in testa in allungo sullo spagnolo, ma ancora pressato da Kimi Raikkonen un’altra volta tra i protagonisti.

Sfruttando la gentilezza della sua Lotus con le delicate gomme Pirelli, “Iceman” completa tutti i giri previsti con soli due pit-stop, gestendo al meglio il consumo tanto da assicurarsi un’altro secondo posto in grado di farlo rimanere tra i contendenti al titolo, seguito dal compagno di squadra Romain Grosjean tornato ad ottimi livelli dopo il cambio del telaio così tanto voluto proprio dal francese. La squadra ha deciso di accontentarlo e di tutta risposta arrivano un bel gruzzolo di punti per il team di Enstone, attualmente seconda tra i costruttori davanti anche alla Ferrari, alle prese invece con una giornata decisamente nera. Troppo bello poter replicare quanto fatto sette giorni fa in Cina, nonostante anche qui la F138 si era confermata come una delle monoposto migliori. Prima di tutto l’intoppo tecnico di Alonso e le due soste ai box aggiuntive, poi l’incredibile doppia foratura capitata a Felipe Massa a quanto pare per contatti con detriti presenti in pista. Combinazioni di sfortune in grado di negare importanti piazzamenti al cavallino rampante, costretta ad accontentarsi dell’ottavo posto di Alonso (comunque a punti) e addirittura quindicesima con Massa. Il campionato non è che all’inizio e di tempo per raddrizzare la situazione, fortunatamente, ce ne è. Resta però da capire se Fernando, tolto il problema al DRS, sarebbe realmente riuscito a tenere il passo gara di un ispirato Vettel vista l’incredibile differenza messa in mostra con Mark Webber.

La duecentesima gara per l’australiano lo ha visto faticare più del previsto, costantemente lontano dalla monoposto numero uno e in difficoltà nell’ultimo, delicato stint di gara. Il risultato finale parla di un settimo posto a ben 37 secondi dal leader, decisamente troppi per uno che teoricamente guida la vettura più forte. Evidentemente qualcosa non ha funzionato visto il portentoso recupero che Hamilton e Perez sono riusciti a fare a suo danno. L’inglese per quasi tutta la durata della corsa è rimasto all’ombra del poleman Rosberg (9° rallentato dall’eccessivo consumo delle gomme posteriori), arpionando nel finale la quinta piazza con tanto di intensi duelli. Chi ha regalato più emozioni però è stato certamente Sergio Perez, desideroso più che mai di mostrare al suo team ed al mondo intero il talento al volante. Nessun timore nel buttarsi in mischia anche con il suo stesso compagno di squadra Button (10°), carico nel rispondere all’attacco di Alonso con il relativo contro-sorpasso e, all’ultimo giro, capace anche di precedere la Red Bull guidata da Webber. Forse Martin Whitmarsh lo richiamerà per essere arrivato troppe volte a contatto con la vettura gemella di Jenson, ma il suo sesto posto tutto di grinta ha regalato adrenalina a tutti gli appassionati. Non si può non parlare anche dell’eccellente quarto Paul di Resta in grado di tenere la Force India con i migliori della serie, rinunciando all’idea podio solo per colpa della coppia Lotus. La squadra indiana conferma la sua crescita tecnica anche senza Adrian Sutil, penalizzato da una foratura poco dopo la partenza. Sfiora il primo punto stagionale Maldonado mentre Hùlkenberg non riesce a tenere alto l’onore di una Sauber in difficoltà rispetto al 2012. Infine altra nota di demerito per Esteban Gutierrez, ancora una volta autore di un tamponamento e dietro persino la debole Caterham di Pic. La mancanza di preparazione ad una difficile sfida come la F1 si sente sin troppo, urgono rimedi. Ora il calendario prevede una piccola pausa per poi tornare con la prima gara in Europa, precisamente in Spagna. Ovvio che l’atmosfera sarà più che infuocata.

1. Sebastian Vettel – Red Bull-Renault – 57 giri
2. Kimi Raikkonen – Lotus-Renault – +9″1
3. Romain Grosjean – Lotus-Renault – +19″5
4. Paul di Resta – Force India-Mercedes – +21″7
5. Lewis Hamilton – Mercedes – +35″2
6. Sergio Perez – McLaren-Mercedes – +35″9
7. Mark Webber – Red Bull-Renault – +37″2
8. Fernando Alonso – Ferrari – +37″5
9. Nico Rosberg – Mercedes – +41″1
10. Jenson Button – McLaren-Mercedes – +46″6
11. Pastor Maldonado – Williams-Renault – +1’06″4
12. Nico Hulkenberg – Sauber-Ferrari – +1’12″9
13. Adrian Sutil – Force India-Mercedes – +1’16″7
14. Valtteri Bottas – Williams-Renault – +1’21″5
15. Felipe Massa – Ferrari – +1’26″3
16. Daniel Ricciardo – Toro Rosso-Ferrari – +1 giro
17. Charles Pic – Caterham-Renault – +1 giro
18. Esteban Gutierrez – Sauber – +1 giro
19. Jules Bianchi – Marussia-Cosworth – +1 giro
20. Max Chilton – Marussia-Cosworth – +1 giro
21. Giedo van der Garde – Caterham-Renault – +2 giri

Riccardo Cangini

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