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f1

Non è certo un segreto il fatto che la Michelin da diversi anni punta ad un suo ritorno nella massima formula. D’altronde il palcoscenico globale della F1 è sempre piaciuto al gommista francese, abbandonandolo diverse stagioni passa perché contraria al regime di monogomma introdotta dalla Federazione per arginare eccessive lotte e veleni tra i diversi fornitori e squadre. Episodi comunque ripetutisi ciclicamente, ultimo l’eccessivo degrado (e pericolo) delle mescole Pirelli 2013 con frettoloso ritorno a specifiche dell’anno prima per evitare gli improvvisi cedimenti che hanno contraddistinto il Gp della Gran Bretagna. E forse proprio cavalcando questa onde di (giustificate) critiche, la Michelin ha rinnovato la sua intenzione a tornare nella mischia più tecnologica del motorsport presentandosi come una più che valida alternativa: “La nostra posizione è conosciuta. Se la FIA vuole parlarci per sentire quali sono le nostre idee, noi siamo pronti” ha confermato il responsabile del reparto corse Pascal Couasnon . Più che parole comunque, manca ancora l’accordo fra le parti in gioco visto che il presidente della Federazione Jean Todt sarebbe più che favorevole al ritorno dell’azienda di Clermont-Ferrand .

Innanzitutto al gommista transalpino continua a non piacere il monopolio:se tornerà lo farà con un concorrente da sfidare in pista, che sia la Pirelli o qualsiasi altro costruttore. Un’altro punto è la misura dei pneumatici posteriore da portare a 18 pollici invece che gli attuali 13, evitando di realizzare pneumatici che si degradano velocemente tanto quanto le attuali Pirelli: “Se la Formula 1 è pronta per questa novità, noi allora lo siamo per tornare a correre. Sarebbe di sicuro un punto fondamentale per il nostro contratto” Un accordo da raggiungere in tempi brevi, forse troppo se si vuole parlare in ottica 2014: “C’è un tempo limite oltre il quale non si può andare. Abbiamo bisogno di un periodo fisico per produrre le gomme. Entro la fine di ottobre, altrimenti potrebbe essere troppo tardi” Di incontri con Bernie Ecclestone ancora non ce ne sono stati e la Pirelli è già al lavoro sulle mescole che dovranno sopportare i nuovi regimi di potenza dei V6 turbo. Forse per la prossima stagione è ormai tardi, ma tra due anni la situazione potrà tranquillamente cambiare.

Riccardo Cangini

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