EICMA 2013: KTM punta su emozioni e divertimento

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Continuiamo la nostra panoramica dalla parte più succosa ed interessante dell’EICMA 2013 con un’altra casa che fa dell’emozione il suo principale fulcro: KTM. Sigla in grado di far brillare gli occhi ad appassionati di tutto il mondo, conquistati negli anni da modelli uscita dalla fabbrica con il solo obbiettivo di far divertire il cliente, il puro e semplice piacere di guidare. Ovviamente la ricetta non cambierà neppure per il 2014, sopratutto ora che la casa sta attraversando un periodo positivo grazie ad una immagine fresca e rinnovata dai successi ottenuti nelle diverse competizioni cui è impegnata. Persino il mondo del motomondiale è tornato un vanto, con un titolo costruttori Moto3 arrivato dopo aver letteralmente sbaragliato la concorrenza (chiamata Honda), innalzando il livello tecnico della classe più piccola tanto da chiedersi se non ci si è spinti forse un po troppo in la. Quel che viene fuori però è un marchio sicuro delle sue potenzialità e pronto a regalarci nuove, intense emozioni in sella alle sue ultime creature. In particolare due/tre modelli si sono distinti per promesse e capacità.

1290 SuperDuke r

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L’anno scorso restammo letteralmente a bocca aperta dinanzi al prototipo, speranzosi un giorno di vederlo nella sua versione definitiva pronta per il mercato. 12 mesi dopo quel momento è arrivato e il 1290 R si presente con un biglietto da visita tutto speciale: 180 CV di potenza massima sprigionati da un bicilindrico a V di 75° da ben 1.301 cc e 189 kg di peso. Una vera e propria super-sportiva nata a Mattighofen per accelerare adrenalina e battiti cardiaci. Il cuore di questo modello deriva dalla 1190 RC8 R, ma vi sono stato ovvie modifiche per adattare al meglio il propulsore all’indole di una naked: corsa e alesaggio del pistone aumentano rispettivamente di 2 e 3 mm, ottenendo una migliore erogazione di coppia e potenza in tutto l’arco di utilizzo. Ciò ha comportato anche una profonda rivisitazione meccanica a tutto il propulsore ed in particolare alla distribuzione. Applausi nel vedere che esteticamente vi sono stati  pochi ritocchi rispetto al concept del 2012: spigoli, cattiveria e tantissimo arancione, telaio compreso. Quest’ultimo è una struttura a traliccio in tubi d’acciaio cromo molibdeno al quale è vincolato un forcellone monobraccio in alluminio. Sospensioni WP completamente regolabili sia all’anteriore che posteriore. Impianto frenante firmato Brembo composto da una coppia di pinze ad attacco radiale M50 a mordere dischi da 320 mm all’anteriore ed una pinza a singolo pistoncino per lavorare il disco da 240 al posteriore. Inevitabile controllo trazione e ABS di serie per renderlo si cattivo ma non un serial-killer. La voglia di salirci è tanta.

Le belle e la bestia
Le belle e la bestia

RC 125 / 390

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Attingendo a piene mani dalla grande esperienza acquisita in Moto3 con quella monocilindrica 250cc vero e proprio termine di paragona nella serie cadetta, la KTM propone la RC 125 e RC 390. RC 125 è stata sviluppata sulla base della “nuda” Duke 125, dotata di un monocilindrico quattro tempi con distribuzione bialbero e induzione a quattro valvole, alimentazione ad iniezione elettronica per una potenza “legale” di 15Hp. In pratica ci troviamo di fronte ad una Duke 125 ancora più raffinata, carenata e pronta ad emozionare  tutti quei giovani che vogliono provare l’emozione della pista con un mezzo sì gestibile ma perfettamente in grado di regalare sensazioni e soddisfazioni se doverosamente condotto. I giochi si fanno un pochino più seri con la versione 390,  pimpante super-leggera con un motore da 44 CV. Questo modello prende ovviamente spunto dalla 390 Duke, sottolineando ancora di più l’animo sportivo non solo per l’adozione della carenatura integrale, ma anche per piccole modifiche alla ciclistica come un cannotto più “chiuso” (ora 23,5°) per migliorare la maneggevolezza. Nuove le pedane, piastre di sterzo e anche il serbatoio da 9,5 litri realizzato in acciaio. Le conferme le troviamo nel motore, monocilindrico quattro tempi da 375 cc caratterizzato dalle quattro valvole con bilancieri a dito e il carter in depressione per minimizzare le perdite di potenza, il forcellone in alluminio a traliccio ed i freni con un disco da 300 mm e uno da 230 mm (ABS di serie). Un mezzo che non ha paura del confronto con le “grandi” come dimostra la soluzione estetica del sellino passeggero che simula un codone monoposto o gli indicatori di direzione integrati negli specchietti. KTM ancora una volta non vuole farci annoiare.

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Riccardo Cangini