Pubblicità

Grosjean

Il giorno dopo la gara di Austin la frase “Formula noia” sembra già essere tornata in voga. Sia perché Vettel ha conseguito l’ottava vittoria consecutiva (nuovo record) dominando praticamente dal primo giro, sia perché la Pirelli per il Gp U.S.A ha adottato una strategia particolarmente conservativa, dando ai team le mescole più dure a disposizione in ottica di un solo pit-stop. Scelta presa anche 12 mesi fa proprio su questo tracciato, ma oggi di particolare rilevanza perché il costruttore italiano è pronto a tenere questa politica anche per tutto il 2014: “La FIA deve dirci cosa vuole veramente da noi” ha dichiarato il responsabili Pirelli Motorsport Hembery “Vogliamo avere linee guida molto chiare in modo tale che nessuno poi si dimentichi che noi abbiamo fatto esattamente quello che ci è stato chiesto. Altrimenti la Formula 1 dovrà prepararsi a rivedere spesso gare con un solo pit stop” Un vero e proprio ultimatum arrivato dopo un campionato particolarmente velenoso sul fronte pneumatici. Squadre critiche su gomme eccessivamente delicate e propense al degrado,  improvvise forature collettive nella gara di Silverstone, cambio di struttura a stagione in corso per migliorare la sicurezza (e polemiche associate). Episodi che hanno minato direttamente l’immagine della casa italiana, ora più che pronta a difendere i suoi interessi.

Molte, troppe volte infatti ci si è dimenticati che la Pirelli ha appositamente creato gomme ad alto degrado per andare incontro a specifiche richieste di Bernie Ecclestone, stufo della vecchia politica Bridgestone totalmente impostata sulla massima resistenza. Chi non si ricorda gli interminabili trenini che hanno caratterizzato la massima formula per un buon decennio? Nel 2011 con il cambio di fornitore la situazione si è fatta decisamente più dinamica e le squadre sono tornate a differenziare strategia ai box, mentre i piloti non potevo più tirare dal primo all’ultimo giro bensì imporre un ottimo ritmo salvaguardando nello stesso tempo le gomme. Cambio che  ha senza dubbio giovato allo spettacolo, anche se i “duri e puri” continuano a storcere il naso. Per questo la Pirelli ora chiede ad alta voce certezze. Per loro non è mai stato un problema creare mescole in grado di reggere tutta la gara, ma così facendo si tornerebbe ad avere corse praticamente già decise alla partenza. Ipotesi che non piace a molti, almeno all’interno del paddock. Ecclestone ieri ha lasciato l’autodromo ben prima che sventolasse la bandiera a scacchi, mentre l’F1 Strategy group alla prossima riunione probabilmente proporrà alla Pirelli di tenere almeno una strategia di due pit-stop per tutto il prossimo anno. Sbattendo i pugni sul tavolo qualcosa si ottiene.

Riccardo Cangini

Per essere sempre aggiornato sulle nostre news metti il tuo like ai profili Facebook, Twitter e Linkedin di GIORNALEMOTORI
Vuoi entrare nella nostra redazione? Scrivici a redazione@giornalemotori.com

2 COMMENTS

  1. Alla fine i fatti danno ragione ad Ecclestone, i vari ers,ala mobile,3-4 pit stop a gp avranno allontanato 10 veri appassionati ma ne hanno attratti 1000 occasionali e in tempi di crisi fare il pieno sulle tribune e in tv non fa mai male

Comments are closed.