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La sua squadra non ha ancora ufficializzato il pilota che andrà ad affiancare il già confermato Nico Hulkenberg, ma difficilmente la scelta cadrà su Paul di Resta. L’inglese, oltre ad una stagione poco entusiasmante, paga il fatto di non aver munifici sponsor alle spalle e la concorrenza per un posto nel 2014 è quanto mai alta. Non solo vi è il compagno di squadra Adrian Sutil, impegnato in questi giorni nella ricerca di quanti più finanziatori possibili per rimanere nella massima Formula uno, ma anche i giovani van der Garde, Gutierrez e sopratutto Sergio Perez. Tutti nomi ancora senza un sedile e disposti a pagare fior di quattrini per la gioia delle (vuote) casse dei team. Sopratutto il messicano ex-Mclaren sembra molto vicino all’accordo finale con la struttura indiana, almeno stando a quanto dice il 27enne scozzese: ” Credo che siano in trattativa piuttosto avanzata con Sergio Perez, quindi sembre che non guiderò per loro. L’unico team con cui potrei avere una possibilità concreta è la Sauber, ma al momento non c’è niente di più di qualche chiacchiera con il mio manager”

Situazione dunque difficile, se si tiene conto che anche la Sauber naviga in torride acque finanziarie ed è alla disperata ricerca di fondi per affrontare la prossima stagione (anche se la nuova C33 ha già superato i crash-test). Non per questo però la carriera di Paul rischia di fermarsi qui. Il mondo dell’auto-sport è decisamente ricco e vario, sopratutto quando si parla di un personaggio proveniente dall’elitario mondo della F1. L’idea più accreditata è quella di un ritorno in DTM proprio con un marchio che gli consentì di laurearsi campione nel 2010: “Sto parlando con la Mercedes per tornare nel DTM” ha confermato. Sarebbe sicuramente un gradito ritorno nell’ambiente, senza considerare che la serie tedesca sta allargando sempre più il suo calendario e la griglia di partenza risulta ricca di piloti interessanti tra veterani e giovani promesse (uno su tutto Felix Da Costa). Certe volte un forzato addio può tramutarsi in una preziosa opportunità.

Riccardo Cangini