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Il mondo della Formula uno va in vacanza in un ambiente particolarmente agitato, tra nuove monoposto ormai giunte all’ultimo step evolutivo prima della presentazioni al pubblico, mercato piloti con gli ultimi sedili da aggiudicare e inediti regolamenti perfetti per creare polemiche. Primo su tutti la decisione di assegnare punteggio doppio all’ultima gara, uno stratagemma per tenere in qualche modo aperto il mondiale così da far contenti tutti. Cosa puntualmente non successa. Subito si sono levate ad alta voce le dure critiche da parte di tutti gli appassionati (noi compresi), poi gli stessi piloti con il campione del mondo Sebastian Vettel nel ruolo di “portavoce” (escluso Perez che si è detto invece favorevole a tale sistema), infine gli stessi team iscritti al campionato tra cui la Ferrari, nonostante proprio le squadre hanno dato il fatidico lasciapassare durante l’ultima riunione dello Strategy Group. Con il passare dei giorni le critiche non si sono esaurite e (per fortuna), qualcuno di importante ha raccolto queste voci di protesta. Il problema è che si tratta di Bernie Ecclestone.

Personaggio tanto importante nell’intrigato mondo politico della massima formula quanto enigmatico, deciso a trovare una soluzione a tale problema in un modo piuttosto estremo. O niente oppure si triplica:“Penso che dovrebbe essere applicata alle ultime tre gare o nulla. Con tre gare significherebbe che riusciremmo a mantenere aperto il mondiale fino alla fine, e questo è interessante per tutti: tifosi, stampa e televisione” Dunque esista la possibilità che nella prossima riunione tecnica prevista ad inizio anno il doppio punteggio venga cancellato o ampliato a tre gare del calendario invece che solo l’ultima: “Personalmente preferirei che la regola fosse applicata a tre gare” dice Ecclestone al Daily Telegraph “Ma può anche essere che la regola possa venire annullata del tutto alla prossima riunione dello Strategy-Group in gennaio” Ovviamente tutta la speranza si riversa sulla seconda ipotesi, così da chiudere una volta per tutte un argomento che sta facendo del male all’immagine di uno sport bisognoso di passione. Quella vera e pura però, scaturita da battaglie in pista e non da artificiosi stratagemmi.

Riccardo Cangini 

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3 COMMENTS

  1. Gabriele guarda..è incredibile… regole si, no, forse, poi cambiano….
    Una gestione da peracottari…

  2. Più che altro il problema è che nonostante dica che sia guidato dalla passione, il suo unico credo è il dio denaro. Quindi allo stesso modo della Dorna fa scelte da businessman, andando contro l’essenza stessa della Formula Uno.

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