Hamilton

Il ritorno in Europa della massima formula non ha fatto altro che confermare i valori visti nelle prime gare: Mercedes di tutt’altro livello con un Hamilton in formissima. L’inglese è riuscito a dominare anche il Gp di Spagna, andando a conquistare la quarta vittoria consecutiva (26esima in carriera) e prendendosi anche l’attuale leadership del campionato a danni del proprio compagno di squadra per solo 3 lunghezze. Il duo delle freccie d’argento hanno praticamente fatto gara a se, con Nico Rosberg per tutta la gara intento ad inseguire la vettura gemella, provando una strategia inversa con l’utilizzo delle gomme dure nello stint centrale della corsa per poter così avere a disposizione le morbide in quella conclusiva. Opzione che ha decisamente acceso il finale di gara, senza però trovare lo spunto decisivo per compiere il clamoroso sorpasso. Il figlio d’arte quindi si accontenta dell’ennesimo secondo posto, promettendo nuova battaglia per il prossimo appuntamento a Monaco. Dietro le due W05 Hybrid troviamo…il vuoto. Il terzo classificato Daniel Ricciardo infatti, nonostante una gara concreta e priva di sbavature, si è visto rifilare un distacco di ben 48 secondi, vivendo la parte più emozionante nella prima parte di gara quando ha dovuto regolare Valterri Bottas (5°), autore di una ottima partenza. Ben più movimenta è stata la domenica del suo vicino di box Sebastian Vettel, partito 15esimo (causa sostituzione del cambio) e giunto quarto grazie ad una una bellissima rimonta. Sfruttando una strategia tutta in attacco su tre soste, il campione del mondo in carica non si è per nulla risparmiato raddrizzando grintosamente un week-end piuttosto sfortunato.

Male le Ferrari di Alonso e Raikkonen autori di un sesto e settimo posto, lontanissimi dalle posizioni di vertice con un distacco che si quantifica quasi in minuti. Addirittura il finlandese proprio negli ultimi giri è stato doppiato dalle Mercedes, prova del fatto che a Maranello il lavoro da fare per tornare ai vertici non è mai stato così grande. Male anche l’ex ferrarista Felipe Massa, fuori dalla zona punti con la sua Williams patendo particolarmente la strategia impostata sulle tre soste (contro le due di Bottas). Chiudono la Top-Ten le Force India di un ottimo Perez (9°) che vince il confronto diretto con Hulkenberg (10°). Sorride Romain Grosjean finalmente in grado di regalare a lui e alla Lotus i primi punti di questa stagione 2014,  piazzandosi ottavo dopo essere stato anche in quinta posizione nelle prime fasi della corsa. Giornata nera, infine, per Pasto Maldonado (15°) ancora una volta penalizzato dai commissari per un pericoloso contatto mentre lottava nelle retrovie, e per le due McLaren MP4-29 rimaste escluse dalla zona punti. Segue la classifica finale.

1)    Lewis Hamilton               Mercedes F1 W05 Hybrid   1.41’05”155
2)    Nico Rosberg                    Mercedes F1 W05 Hybrid
3)    Daniel Ricciardo             Red Bull RB10
4)    Sebastian Vettel               Red Bull RB10
5)    Valtteri Bottas                  Williams FW36
6)    Fernando Alonso             Ferrari F14 T
7)    Kimi Räikkönen               Ferrari F14 T
8)    Romain Grosjean            Lotus E22
9)     Sergio Pérez                      Force India VJM07
10)  Nico Hülkenberg             Force India VJM07
11)  Jenson Button                   McLaren MP4-29
12)  Kevin Magnussen           McLaren MP4-29
13)  Felipe Massa                    Williams FW36
14)  Daniil Kvyat                      Toro Rosso STR9
15)  Pastor Maldonado           Lotus E22
16)  Esteban Gutiérrez             Sauber C33
17)  Adrian Sutil                        Sauber C33
18)  Jules Bianchi                    Marussia MR03
19)  Max Chilton                      Marussia MR03
20)  Marcus Ericsson             Caterham CT05
RIT.  Kamui Kobayashi         Caterham CT05
RIT.  Jean-Éric Vergne          Toro Rosso STR9

Riccardo Cangini

 

5 COMMENTS

  1. smeriglio di motore purtroppo non si potrà fare niente ma di telaio-aerodinamica un bel pò si. qualcuno dice che a marenello forse arriverà brawn, simonds e forse un motorista mercedes..

  2. L’esercizio di uno sport comporta vittorie e sconfitte. Nella fattispecie della F1, tuttavia, entrano in gioco fattori essenzialmente tecnici che determinano le connotazioni di una sconfitta. Si può perdere perché l’avversario è più bravo e questo fa parte del gioco. Si può perdere perché non si è in grado, tecnicamente, di gareggiare e questo non è ammissibile se si è scesi in pista con l’ambizione di puntare, almeno, al podio. La tristezza per la figuraccia delle Rosse esula dalle delusioni che accompagnano qualsiasi sconfitta e si tramuta in preoccupazione sullo status di una Scuderia che non riesce a competere neppure nei miglioramenti: si scopre, in ogni GP, che tutti, sia in testa, sia nelle retrovie, apportano miglioramenti tangibili e visibili, con l’eccezione delle Rosse. Se si prendono a riferimento gli emolumenti dei piloti, si deve desumere che la Ferrari da qualche anno ha investito e sta investendo cifre straordinarie nel settore gare: i risultati non sono nulli, ma negativi. Com’è possibile giustificare una simile situazione se si paragona alla brillante conduzione commerciale dell’Azienda? E’ vero, a suo tempo si iniziò a cambiare il regolamento per evitare che la Ferrari anestetizzasse i GP: gli esiti di quella decisione furono esiziali per la Scuderia. Ma oggi, a distanza di anni, la dimensione dell’Azienda e la sua tradizione autorizzerebbero a ritenere che qualche risultato dovrebbe ottenerlo lo stesso, e non parlo di vincere il Campionato.

  3. fin dalla presentazione si era capito che questa vettura non poteva puntare alle vittoria e manco al podio. anche massa sul 2013 ha detto chiaramente che le cose portate il venerdì già sabato erano cestinate. la cosa che urta di più è comprare tecnici quando poi la macchina figlia di altre tecnici è gia pronta e si porta dietro bene o male gli stessi problemi. per come stà andando il mercato auto e i risultati in f.1 la ferrari e il gruppo fiat nn so fino a che punto potranno andare avanti.

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