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L’Audi sarà la prima ad adottare sui suoi modelli di serie per l’alto di gamma molle non più in acciaio ma costituite da materiale sintetico. Le molle saranno prodotte in  materiale fibrorinforzato  che viene denominato GFRP (Glass Fiber Reinforced Polymer) o, in italiano, PRFV (Poliestere Rinforzato con Fibra di Vetro). Le fibre di vetro possono essere denominate di tipo E contraddistinte da un modulo elastico di  72 GPa e una  resistenza a trazione di  3445 MPa a temperatura ambiente, oppure di tipo S con modulo elastico di 87 GPa e con resistenza a trazione di 4890 MPa a temperatura ambiente. Questo tipo di molle garantiranno gli stessi standard di sicurezza e di efficacia che garantivano le molle in acciaio. 

cq5dam.web.1280.1280La caratteristica delle molle sintetiche saranno quelle che a parità di altezza, avranno un minore numero di spire, con una sezione maggiore della sezione della molla. Il peso complessivo sarà ridotto del 40% con un peso di soli 1,6Kg rispetto ai 2,7kg della classica molla in acciaio. Un risparmio che sulla massa totale di una vettura che si avvicina alle due tonnellate può sembrare esiguo ma che è molto importante nella gestione delle masse non sospese, fondamentali per la tenuta di strada e l’equilibrio del veicolo nel comportamento in curva. Con queste molle i tecnici dell’Audi garantiscono una maggiore precisione di guida, ma soprattutto miglioramento del confort generale. Infatti questo materiale con cui sono composte le molle ha la capacità di smorzare le vibrazioni in modo maggiore. Questo particolare vantaggio è dato proprio dalle fibre di vetro che vengono intrecciate e impregnate con la resina epossidica. In sostanza la molla è composta da un nucelo centrale che costituisce l’anima della spira della molla, intorno a cui sono avvolte ed intrecciate le fibre con un angolo tra di loro di 45 gradi rispetto all’asse portante della spira. Per rinforzare ulteriormente il materiale si procede ad apportare un rivestimento esterno che viene cotto alla temperatura di 100° che dona alle molle il colore verde che si vede nelle foto.

Un altra caratteristica da non sottovalutare è la particolare resistenza agli agenti atmosferici, come per esempio il sale che viene disposto sulle strade quando nevica di inverno, ma anche prodotti di lavaggio, e grassi provenienti dai vari organi meccanici. Uno dei fattori che potrebbe portare un ulteriore sviluppo di questo tipo di molle verso un utilizzo anche sportivo, è il fatto che le resine possono permettere di ottenere elementi elastici di resistenza variabile controllata, con una diversa capacità di assorbimento in base alle esigenze del pilota e alle condizioni di curva. Ultimo ma non da sottovalutare è il risparmio energetico nel processo produttivo che porta sicuramente benessere anche all’ambiente.

Daniele Amore

6 COMMENTS

  1. La domanda da farsi e’ veramente necessario una teknologia del genere su auto dove abbiamo messo di tutto da cose utili (sicurezza attiva e passiva)a cosa decisamente inutili quale una assidua ricercatezza di oggetti casalinghi utili appunto in casa ma non in automobile.forse sto’ diventanto troppo vecchio.

  2. Beh, il materiale non è nulla di innovativo…. banale vetroresina. L’idea innovativa è stata di usarlo per fare le molle e immagino il metodo di laminazione che non deve essere proprio banale. A sto punto perchè non kevlar o carbonio?

  3. Questo materiale per adesso garantisce un buon rapporto prezzo prestazioni per automobili di serie, ovvio che in futuro niente vieta di passare a materiali più nobili come il carbonio che rimane comunque un materiale di una certa rigidezza se non combinato con altri materiali come già in uso. Per quello che riguarda l’utilizzo di certe tecnologie in merito all’eccessivo peso delle vetture moderne e del conservatorismo che anche a noi viene spesso pensando alle auto moderne, basta pensare a che cosa succederebbe se questo tipo di molle le andiamo a montare su una Radical, piccola e leggera con una molla che riduce il peso della massa non sospesa e può garantire uno smorzamento progressivo per le flessioni ad alte e basse frequenze…il miglioramento non va visto nel caso specifico ma anche come un ottimo miglioramento per ciò che di buono c’era anche prima.

  4. FerdInando, l’innovazione è innovazione e a parer mio non deve MAI essere fermata. Ovvio che non sempre porta a miglioramenti, ma sperimentare insegna sempre tanto… anche quando si parla di oggetti “casalinghi” 😉

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