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world-superbike-unsung-heroes-37E’ un bel pomeriggio di sole ed il pilota di superbike Sylvain Guintoli sta a casa sua con famiglia a Osbasto in Leicershire Inghilterra. Le sue figlie, Alicia e Layla, stanno facendo collane, con le perline che rimbalzano sul pavimento della cucina in marmo, mentre Olivier, il più giovane di soli 21 mesi corre rumorosamente intorno al tavolo da pranzo, fingendo di essere un dinosauro.

“Ha avuto solo 15 minuti di sonno oggi, lui è un po ‘iperattivo,” ride Caroline, la moglie di Sylvain. “Siamo andati a Twycross Zoo di ieri e ‘raaaaa’ è la sua parola preferita ora.”

Caroline è incinta siamo nel 2013. La coppia è in attesa del loro quarto figlio nel mese di novembre, “una sorpresa”, dicono, ma un benvenuto. “Anche se ci fermeremo questa volta”, aggiunge Sylvain.

E ‘una perfetta immagine, questa casa sontuosa in Osbaston, questa felice, bella famiglia.

Anche se é un pilota fortissimo di superbike e scala la classifica mondiale Sylvain è forse il più semplice , quasi modesto, con i piedi per terra uomo che si possa incontrare. Ha anche una delizioso cadenza nel suo  inglese di Leicester con un pochino del suo nativo accento francese.

“Non posso “help myself” (NDR aiutare me stesso) dice, ridendo. “Sono stato qui per 10 anni, riuscivo a malapena a parlare una parola di inglese, quando sono arrivato e ho imparato il Leicester.”

A parte il fatto che Sylvain è  in una fase importante della sua carriera in questo momento con il team Aprila, la storia del suo arrivo a Leicestershire è davvero speciale.

“Era il luglio 2003 ed ero alla mia seconda sessione del Gran Premio di Donigton” Sylvain ricorda. “Io e un amico dalla Francia ci si divideva la guida del mio motorhome di gara in gara e la nostra prossima fermata era appunto Donington. Non ero mai stata a Leicester in vita mia, ma il mio amico aveva giocato a rugby per Romans-sur-Isere, una città gemellata con Coalville, il cui club di rugby spesso faceva le partite di scambio proprio con il team dove c’era il padre di Caroline, il mio compagno aveva fatto amicizia con lui e pochi altri membri del team. Quindi eravamo stati invitati per la serata ad un barbecue dai genitori di Caroline dove la incontrai e lei era proprio così bella. “

Caroline non voleva essere lì. La sua mamma l’aveva costretto a rimanere, per essere gentili con i loro ospiti. Quella sera aveva pianificato di uscire in città con gli amici quinidi non era nel migliore dei suoi modi. Caroline infatti protestó con la madre “Io non resto a cena per qualche scemo di motociclista” Sylvain fa notare : “Dieci anni più tardi abbiamo il nostro quarto figlio in arrivo! “

“E’ stato amore a prima vista, per me, e certamente doveva essere il destino, tutti quello che é accaduto successivamente si è incastrato perfettamente  per farci incontrare.”

Un Sylvain timido ma innamorato a prima vista chiese i quella occasione a Caroline se voleva tenere il suo ombrello nella gara per la Domenica …  e come si suol dire, il resto è storia – in gran parte dovuto al fatto che i quella gara di Donington Sylavin cadde male dalla moto , pieno di lividi non poteva nemmeno stare seduto per la botta presa nel lato posteriore strisciando sullà asfalto della pista,  quindi finí per restare in Leicestershire molto di più di quanto pianificato . “Non riuscivo a guidare il mio camper” aggiunge Sylvain “Cosí ho avuto abbastanza tempo per conoscerci l’un l’altra. Ci sono state delle difficoltà, la lunga distanza e la lingua, ma a dire il vero, all’inizio, ci siamo un pò, arrangiati oltretutto non sapeva nulla di moto!”

Mentre corteggiava la futura moglie si spostavano fra la casa di Sylvain vicino a St Tropez e Osbaston nella casa dei genitori di Caroline , purtroppo  la nostalgia di casa si faceva sentire, dice Sylvain : “Una cosa che ho imparato cioè, è molto difficile trovarsi una giovane ragazza inglese e farla vivere lontano da casa e sopratutto all’estero. Lei ha radici molto forti. Qui a Sain Tropez la mentalitá é troppo diversa, non le interessa. Qui esageriamo un pó in tutto. Ogni volta che venivamo qui si facevano party e jet-ski . Mi manca questo mondo ? No.  E ‘ stato naturale per me di venire a vivere qui. “

Infatti Sylvain non torna molto spesso in Francia , anche se c’è sempre quel senso di patriottismo quando corre a Magny-Cours. “Mi sento a Leicestershire come a casa. Ho una moglie e la famiglia, siamo sistemati qui e sono felice. Se voglio trovare dell’aglio o un croissant “Scherza Sylvain ” posso andare sempre al Co-op. Non che sia una boulangerie francese ma mi adatto”.

Quando si corre in superbike per team del calibro di Suzuki e Ducati, in realtà non importa dove si vive nel mondo, di fatto si passa la vita vicino a degli aeroporti. “Tutto quello che devi fare è alzarti la mattina e guidare la tua moto.”

La famiglia Guintoli ha traslocato  varie volte , da Newbold Verdon a Barlestone quindi a Barton, prima di stabilirsi in questa splendida casa – la proprietà vicina ai genitori di Caroline in Leicestershire Osbaston. “Caroline ha sempre sperato di vivere nella porta accanto”, dice Sylvain. “Aveva l’abitudine di guardare fuori dalla finestra della sua camera da letto da bambina e sognare un giorno di poter andare a vivere nella bellissima dimora dei vicini. E quel giorno è venuto quando il proprietario andó in pensione in un’altra casa e ci ha fatto  un’offerta che non avremmo potuto sicuramente rifiutare”.

Guintoli road bike_400“Di fattto ci é costato molto piú lavoro di quanto avessimo immaginato”, spiega. “Ci sono voluti tre anni, ma siamo così felici con il risultato raggiunto. Abbiamo progettato e sviluppato tutto da zero, proprio come volevamo. Non si può negare che sia un magnifico posto, lo stile decorativo, il cortile, i prati e quei panorami mozzafiato sulla campagna inglese.”

Sylvain qui ha un nuovo moto da strada Tuono V4 ovviamente Aprila nel vialetto di casa e commenta : “E’ un po’ diversa dalla potente , RSV4  spinta la massimo che guido per la squadra italiana, l’Aprilia, ma lo adoro lo stesso. Ho avuto una patente motociclista da 10 anni, ma non ha mai avuto una moto da strada,” Aggiunge. “Per me, é come essere costretto a dieta ma con una tavolata di dolci davanti a me. L’altro giorno abbiamo fatto un giretto fino ad Enderby, per il pranzo. Caroline stava seduta dietro. Non voleva un bicchiere di vino, ma mi disse che aveva bisogno di un caffè forte dopo il giretto “, dice ridendo.

“Una delle grandi cose di questo mestiere di pilota che faccio è di arrivare a trascorrere del tempo con la famiglia nel tmepo disponibile le  varie gare.
Faccio anche parecchia preparazione atletica anche se non é ch emi piac emolto la palestra. Per me un ottimo allenamento cardiovascolare che mi tiene magro ed in forma è il ciclismo.”

Ma Sylvain nel suoi intimo resta molto francese “Ho un abbonamento stagionale per vedere le Tigers e ci vado con gli amici il più spesso possibile, anche per  avere  dopo con loro un paio di litri di birra”. Ovviamente aggiunge “Non é che ci posso andare ogni sera come fanno  loro – ne tanto meno lo farei –  cerco solo di trovare il giusto equilibrio.”

C’è una camera sul retro della casa dove si possono trovare tutte le tute da gara di Sylvain allineate in bell’ordine che ha usato in tanti anni di gare.

5061116-large“Questa raccolta di tute  è a partire dal 2002, il mio primo anno in Moto GP” dice tirandone fuori una  con le saponette usurate del ginocchio. Ero molto magro, allora. ” Sylvain non ha un problema con il suo peso, nonostante che da buon francese ami moltissimo la cucina ed il formaggio , quello puzzolente sopratutto.

“Le tute da gara” Aggiunge ” sono diverse, più aerodinamiche e molto più leggere. Per esempio quella che uso oggi e solo di 4kg. “

Per chi non lo sa potrebbe sembrare pesante, anche troppo calda se si indossa in una bella giornata di sole d’estate, o per lo meno durante il mondiale che si corre non certo nel periodo inverno-autunno.

“Il mio peggior incidente fu a Donington nel 2009. Qualcuno mi urtò buttandomi giù e mi sono rovinato metà gamba , il mio piede era girato in modo sbagliato e l’osso sporgeva.  Me la sono fracassata. La tibia e perone erano in frantumi. “

Il personale del Regina Medical Centre, a Nottingham, ha dovuto spendere settimane per mettere l’arto di Sylvain di nuovo insieme. Una barra di metallo gli fu inserita all’interno della tibia ovviamente con viti ovunque ed attraverso le ossa ed un puntale per tenere in posizione l’arto.

“E ‘stato un incidente controverso.  E ‘ stato durante un giro di test , non ero nemmeno in gara. E ‘ il mio lavoro di rischiare e ci lavoro sodo, ma era come subire un fallo nel calcio durante il warm-up. Mi ricordo, mentre mi stavano mettendo in ambulanza, dissi a Caroline, penso che non potró più corre. Ma ero sotto l’effetto delle droghe che mi avevano inniettato “, dice ridendo. “Quella sensazione non durò a lungo. Correvo di nuovo dopo sei settimane anche se non avrei dovuto però infatti non ero del tutto  rimarginato  ed avvevo parecchio dolore “

Sylvain+Guintoli+World+Superbikes+Race+8NGBMUI4yTRlUna moglie eternamente preoccupata, insieme  alle due  figliolette piú grandi, non sarebbero molto d’accordo, ma cadere e farsi male non sembra di fatto un gran problema per Sylvain “Quando si corre, non si pensa di farsi male. L’ho sempre fatto. Suppongo che le cose sono diverse ora, ho figli e una moglie a cui pensare …” Fa una pausa. “Io so di non essere invincibile. Ho avuto la mia parte di incidenti. Ho rotto entrambe le clavicole, le dita, le ginocchia, la mia caviglia sinistra e la mano destra, una scapola ed anche appunto una frattura scomposta alla gamba . Ho preso un paio di colpi alla testa, forse un pó troppo. Quando ho finito la mia carriera agonistica penso che potrei essere un chirurgo ortopedico,” dice scherzando.

Sylvain non ricorda la sua vita senza moto. Ha avuto la sua prima due ruote , uno scooter, quando aveva quattro anni e viveva  a Montélimar. “Mio padre l’ ha costruito per me. Ha modificato il telaio in modo che potevo montarci sopra. Entrambi i miei genitori erano insegnanti e abbiamo spesso girato  nel cortile della scuola che aveva un enorme area di gioco in  ghiaia. Ogni fine settimana, quando nessuno era intorno, ci piaceva  uscire e girare con i nostri scooters , poi  si passava il tardo pomeriggio della  Domenica a rastrellare il tutto  facendolo tornare in ordine , come se no fossimo  mai stati lì.”

“Non ho iniziato le vere  competizioni fino a quando non ho compiuto  12 anni quando  mio padre mi ha portato in pista a Bordeaux. Non dovevo correre, ma qualcuno si é trovato con uno  scooter di scorta e nessuno che lo poteva  guidare, così ho avuto una buona occasione,  ed ho anche vinto, da quel momento la velocitá   è diventato il mio hobby. I primi anni ho gareggiato su di  uno scooter, un 50cc e solo in Francia. Io tengo sempre ancora con me la mia prima  due ruote, per ricordare da dove vengo. Ecco perché ho scelto il 50 come il mio numero di gara. Significa qualcosa per me. “

Per Sylvain, la sua carriera di pilota da corsa  è stata molto graduale, quando si trasferì nella classe 125cc, c’erano pochissime gare in Francia e suo  padre  a qual punto si organizzava a portarlo in giro per L’Europa , solo che la cosa  divenne ben presto un hobby troppo costoso.

“Stavo pensando di smettere,  non potevamo permetterci di competere, ma  c’era questo ragazzo francese,  un mio idolo, Olivier Jacque, lo avevo visto  vincere in  MotoGP nel 2000 e ho pensato devo  riuscirci anche se  pensavo che non ne avrei mai avuto  la possibilità. Poi ho ricevuto una telefonata dalla federazione motore-bike francese. Sceglievano  un rookie ogni anno per gareggiare nella categoria 250cc nei Gran Premo d’Europa. Mi volevano. Avevo diciassette anni . Questo è quando tutto è cambiato ed iniziato dall’essere un hobby per passare  ad un lavoro da professionista. Non so cosa avrei fatto se non fossi entrato nel motociclismo  da competizione. Non ho mai avuto un buon lavoro “

“Per me é emozionante oggi come lo era quando ho iniziato a dodici anni . La concorrenza è spietata, ma sono sempre stato competitivo. La mia mamma ha detto che lo sono sempre stato anche da bambino, quando non mi piaceve  perdere ad alcuno gioco, che fossero carte o altro.”

Correndo in  MotoGP contro dei piloti del calibro di Valentino Rossi e Casey Stoner mi sono sentito rivalutato, dice Sylvain, naturalmente, le  motogp sono prototipi, i pneumatici sono più veloci ed i motori più grandi e potenti.

“La prima volta che mi sono seduto su una di quelle era come salire a bordo di una navicella spaziale. Sono molto, molto veloci e molto più difficili da guidare,ci vuole un  bel po’ per abituarvisi.”

“Alcuni momenti cruciali della  mia carriera è stato di essere nel posto giusto al momento giusto. Ma in tutti quegli anni in MotoGP  non ho mai avuto l’opportunità di vincere. Il mio progresso è stato graduale, è veramente solo ora sto cominciando a fare bene.”

Sylvain  come sappiamo è in  Aprilia  e  sta andando anche molto bene. “Sono la squadra migliore che ho avuto  e non lo sto solo dicendo  perché é  la mia squadra attuale. Ho lavorato con tante  di buone squadre, ma in questo momento sono molto felice con loro. Se ogni tanto sono nervoso? Sì, molto; e non é che si cambi. Si tratta di un mix tra eccitazione e nervi. È necessario che sia cosí. Sono anche molto superstizioso, ho una prassi un pò strana”, dice ridendo. “Devo indossare  per primo il  guanto destro poi il   sinistro e non devo mai toccare prima il sinistro se non dopo  quando ho indossato il destro,   se per caso durante quaesta procedura scaramantica  mi cadono di mano andando per  terra, non li indosso piú. Penso che  sia un segno che cadró  anch’io  se li uso  … cioé non mi fido piú dei miei guanti.”

“Non ho mai indossato gli stessi tappi per le orecchie due volte. Quando mi alleno,  e tiro via e rimetto il  casco  durante le prove li cambio ogni volta , quindi probabilmente ne utilizzerò circa una cinquantina durante una sessione di test.  Li compro in blocco. In realtà, un produttore di tappi per orecchie  sarebbe un buon sponsor “, dice ridendo. “O patatine Walkers, sono locali, giusto?”
(Articolo estratto dal giornale locale di Osbaston Leicetsershire UK, a cura di Gemma Collins)

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