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f1-austrian-gp-2015-podium-second-place-nico-rosberg-mercedes-amg-f1-winner-lewis-hamiltonLewis Hamilton conquista la propria 34esima vittoria della carriera vincendo il Gran Premio d’Australia. L’inglese ha dominato la corsa dal via fino alla bandiera a scacchi, mantenendo sempre una certa distanza con il compagno di squadra Nico Rosberg che non è mai riuscito ad impensierire veramente il campione del mondo in carica.

La Mercedes ha utilizzato, come la maggior parte delle squadre, la strategia della sosta unica partendo con le gomme morbide e concludendo con le medie. Hamilton ha ottenuto anche il giro più veloce della gara in 1:30.945 al 50° passaggio della corsa. Alle spalle delle dominanti Mercedes c’è il primo podio in rosso per Sebastian Vettel che vince la battaglia contro Felipe Massa superando il brasiliano con il pit-stop realizzato alla perfezione, cosa che non vale per il compagno di squadra Kimi Raikkonen il quale soffre errori al pit sia nel primo che nella seconda sosta con un errato fissaggio dello pneumatico posteriore sinistro che nella seconda sosta costringe la scuderia ad ordinare lo stop in pista del finlandese, tornato in pista con un ruota non fissata a dovere. L’errore del team italiano è stato identificato come “unsafe release” dai commissari e sarà investigato nel post-gara.

Raikkonen, prima del ritiro, stava conducendo una gara fantastica con un’ottimo ritmo a suon di giri veloci nel secondo stint su gomma morbida: il finlandese al via ha scampato il peggio in un contatto con Nasr e Maldonado che ha causato il fuoripista del venezuelano di Lotus costringendo l’uscita della Safety-Car al primo giro della corsa. Per la Lotus domenica da dimenticare, oltre al ritiro di Maldonado è arrivato lo stop anche per Grosjean per noie tecniche alla sua vettura. Un grande risultato lo ottiene la Sauber che piazza il debuttante Felipe Nasr in quinta posizione: il brasiliano è il miglior rookie della prima corsa intrattenendo nella prima fase quando si è trovato a tenere a bada gente del calibro di Ricciardo e Raikkonen. Un risultato straordinario se si considera che la scuderia elvetica ha saltato in pieno la prima sessione di libere vivendo i primi due giorni di GP nel marasma del caso Van der Garde.

Marcus Ericsson ha concluso in ottava posizione, ottimi sorpassi nel finale da parte dello svedese che ottiene così i primi punti della carriera, l’unica nota negativa per lo scandinavo è un fuoripista che non ha però condizionato troppo il risultato finale. La Sauber ottiene così 14 punti classificandosi terza nel campionato costruttori a solo un punto dalla Ferrari che gli fornisce i motori. Week end travagliato per Red Bull: Ricciardo è sesto sul traguardo mentre Daniil Kvyat si ritira mezz’ora prima del via nei giri di allineamento sulla griglia per un guasto al cambio.  Fermo prima dello start anche Kevin Magnussen che sommato alla non partenza per problemi fisici di Valtteri Bottas ha conseguito un GP partito con 15 monoposto sulla griglia.

La Force India conclude il Gran Premio con entrambe le monoposto: Nico Hulkenberg è settimo, mentre Sergio Perez che lotta più volte con l’ex compagno di team Jenson Button arrivando anche al contatto, conclude la corsa al decimo posto alle spalle dello spagnolo Carlos Sainz subito a punti al debutto in F1 con la Toro Rosso. La scuderia di Faenza non può essere pienamente contenta del risultato, la posizione finale di Sainz poteva essere migliore e non lo è stata a causa di un pit-stop molto lento in cui sono stati persi molti secondi preziosi. Peggio è andata a Max Verstappen con un ritiro per un guasto tecnico alla propria monoposto.

Jenson Button porta sul traguardo la McLaren Honda con due giri dal leader, evidenziando gli enormi problemi che il team di Woking sta affrontando: mancano sia le prestazioni che l’affidabilità e al momento, almeno finchè le Manor non cominceranno a correre, sono il vero fanalino di coda del circus.

 

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Davide

Ottimo passo avanti per la Ferrari. Purtroppo, nel migliore dei casi, anche il 2015 sarà esclusivo dominio Mercedes salvo episodi isolati, nel peggiore anche il 2016…Viste le prestazioni della McLaren\Honda tutta la faccenda del crushgate di Alonso si può rivalutare da tutt’altro punto di vista, meno allarmante e complottista. Se era per battagliare per il penultimo posto, non mi riesce difficile credere che Alonso abbia colto la palla al balzo e non abbia particolarmente insistito per contraddire un parere medico estremamente prudente… se avesse avuto anche la minima possibilità di arrivare tra i primi 5 non gli sarebbe neanche passata per l’anticamera del cervello l’idea di saltare la prima gare stagionale…