motore1Che i nuovi V6 turbo non siano mai stati molto graditi dalle squadre e dagli appassionati in generale, è ormai cosa nota già dalla passata stagione: vuoi per i costi spropositati che i motoristi hanno dovuto sostenere per lo sviluppo del motore, vuoi per il sound totalmente diverso da quello che aveva un V8 aspirato, i nuovi motori non hanno fatto di certo breccia nel cuore dell’appassionato. Di questo se ne è reso conto Ecclestone, il burattinaio della F1, tanto da indurlo a pensare ad un ritorno dei V8, sempre accompagnati dal sistema Kers. Questa soluzione, sempre secondo lo stesso Ecclestone, sarebbe più economica ed aiuterebbe i team in evidente difficoltà economica. Ma come la pensano i diretti interessati? In casa Mercedes si è esposto Toto Wolff che ha fatto sapere che tutti i motoristi vorrebbero restare fedeli al nuovo V6, questo anche per evitare delle nuove possibile regole che imporrebbero motori da 1000 cavalli. Rimane un nodo da sciogliere: in entrambe le situazioni si avrebbero marcate differenze di potenza e resta da capire come farà la FIA a livellare il livello di performance, onde evitare di ritrovarsi a correre praticamente due categorie distinte.

“Dipende da quali saranno le nostre scelte future. Toto Wolff parla troppo ma non prende nessuna azione in merito, se sa cosa voglio dire. Non ho mai voluto tornare ai V8, ho voluto solo istituire un unico motore per la F1, che permetterebbe di spendere un 10% di quello che attualmente costa un motore ad un team. Sarebbe un regolamento diverso,  più conveniente. Se i motoristi sono d’accordo con le mie idee sarebbe una buona cosa. Oppure potrebbero fornire i motori attuali ad un prezzo più basso”  ha dichiarato Ecclestone ed ammette che secondo lui non ci saranno problemi di competitività se i due motori, il V8 aspirato e il V6 turbo, si trovassero assieme in griglia di partenza.

Resta da vedere quale sarebbe la reazione di Ferrari e Mercedes, che attualmente hanno il monopolio di fornitura per i team minori, reagirebbero ad un eventuale concorrente low-cost. Ma la questione sollevata da Ecclestone potrebbe essere vista anche come un modo per mettere pressioni ai motoristi e costringere loro ad abbassare i prezzi sulla fornitura attuale. I costi dal V8 al V6 sono aumentati in maniera sostanziosa e a farne le spese sono soprattutto i team minori e l’abbandono della Caterham e le difficoltà evidenti di Manor seguita da Lotus e Sauber che lottano prima di tutto col portafoglio, ne sono la prova tangibile. Come spesso accade, la tanto sbandierata politica di riduzione dei costi va in forte contrasto con i regolamenti tecnici che cambiano di anno in anno: se si vuole fare veramente il bene della F1, servono regolamenti STABILI per almeno 5-6 stagioni altrimenti sarà sempre la storia del cane che si morde la coda.

 

 

1 commento

  1. Ecclestone mi delude ancora: quando spara numeri a vanvera dimostra di non aver capito che da tempo ( o da sempre) ha raggiunto il suo livello d’incompetenza.

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