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f1hungarian-gp2015lewishamiltonmercedesamgf1w06Prende il via il fine settimana Ungherese della Formula 1: tutte le squadre e i piloti hanno voluto omaggiare lo sfortunato pilota Jules Bianchi, scomparso lo scorso sabato per i traumi subiti dopo il terribile incidente di Suzuka 2014. Sulle vetture e sui caschi si vede l’adesivo commemorativo, oltre che diversi hashtag come #NeverForget, #JB17 e #CiaoJules. Al termine della prima sessione sono le Mercedes a dettare il passo su una pista ancora troppo sporca e scivolosa, dove basta uscire dalla traiettoria ideale per perdere l’aderenza e il controllo della vettura. Lewis Hamilton ha ottenuto il giro più veloce con 1:25.141, seguito da Robserg con 1:25.250. Le Frecce d’Argento, anche qui all’Hungaroring, non sembrano avere rivali. Kimi Raikkonen ha ottenuto il terzo tempo con 1:25.812, precedendo le due Red Bull di Ricciardo e Kvyat, oltre all’altra Ferrari di Vettel. Una sessione piuttosto piatta, se non fosse stato per due i incidenti che hanno movimentato questi primi novanta minuti di prove. Il primo schianto è di Sergio Perez: il messicano ha perso il controllo della sua Force India alla curva 11, a causa del cedimento della sospensione posteriore destra. La vettura è così finita a muro, prima di avvitarsi su sé stessa e capovolgersi. Fortunatamente, Perez è uscito illeso dall’incidente e anche dal centro medico, dove il pilota è stato trasportato per precauzione, hanno confermato che non ha subito alcun infortunio. Sul finire della sessione, anche la Ferrari ha avuto i suoi problemi: Raikkonen, dopo aver toccato il cordolo della curva 12, ha visto letteralmente cedere la sua ala anteriore che, finendo in frantumi sotto la vettura, ha causato la foratura dell’anteriore sinistra.

La seconda sessione, segnata da temperature torride (31 gradi per l’atmosfera e 52 per l’asfalto), ha messo ancora in luce Lewis Hamilton, fermando i cronometri ad 1:23.949, confermandosi ancora come l’uomo di riferimento per questo weekend. Alle spalle del Campione del Mondo in carica troviamo, un po’ a sorpresa, le due RB11 di Daniil Kvyat e Daniel Ricciardo. Su questo tracciato tortuoso, il telaio delle monoposto di Milton Keynes sembra rispondere al meglio, tanto da far avanzare in classifica i propri piloti. Anche nella simulazione di gara il ritmo era impressionante, almeno fino a quando il motore Renault della monoposto di Ricciardo non è andato in fumo, frenando gli entusiasmi del venerdì. Deludono le Ferrari: mentre Raikkonen ha ottenuto il quinto tempo, alle spalle della Mercedes di Rosberg, Vettel non è andato oltre la settima posizione, attardato da una serie di problemi che non gli hanno permesso di sistemare il set-up della vettura. “È stato un venerdì diverso dal normale, ma il feeling con la vettura è positivo. Questa potrebbe essere una buona pista per noi”, ha commentato il finlandese, che ha mostrato un buon passo gara nelle simulazioni, tenendo un ritmo simile a quello delle Mercedes. Dopo l’incidente occorso a Perez nelle Libere 1, la squadra anglo-indiana ha deciso di lavorare sulla VJM07 del messicano e sistemarla in vista delle Libere 3 di domani, mentre Hulkenberg è stato fermato in via precauzionale, poiché il team temeva che il cedimento strutturale avvenuto sulla sospensione della monoposto numero 11 potesse ripetersi ancora.

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