2016-02-01_150133L’attesa è finita e sono finalmente iniziati i Test MotoGP sul tracciato malese di Sepang. Questo test è stato decisamente atteso vista la lunga pausa invernale, e a dire il vero è iniziato con già sabato con il ritorno di Stoner in pista in sella alla Ducati.

Il riferimento di Stoner della giornata di sabato è stato il metro di misura di molti: l’australiano a quanto pare ha girato in 2:02,100 , tempo che è semplicemente pazzesco per un pilota “part time” che fa il collaudatore.

Il meteo oggi è stato decisamente “duro”: 33°C di temperatura dell’aria, tanta umidità, e pista che sfiorava i 50°C di temperatura. Un banco di prova pesante per moto, piloti e gomme, che al momento sono sotto attenta osservazione.

Il più veloce di giornata è stato Jorge Lorenzo, decisamente veloce rispetto agli altri visto che ha rifilato un secondo pieno al suo compagno di squadra Valentino Rossi che ha chiuso la giornata in seconda posizione.

2016-02-01_151100Jorge Lorenzo ha dichiarato: Sono molto felice e sorpreso per il feeling che ho avuto oggi con le gomme Michelin. I tempi sul giro sono stati relativamente facili da raggiungere e ogni volta siamo usciti pit lane abbiamo migliorato qualcosa sulla moto. Sepang per me è sempre stata una pista ostica, per cui sono davvero soddisfatto. Fisicamente non sono molto a posto: oggi ho dormito solo due ore a causa del jet lag e ho mal di gola, e sono sotto antibiotici. Riesco a fare due o tre giri, ma poi devo riposarmi. Fossi più in forma potrei fare anche stint più lunghi.”

Valentino Rossi: Il divario di Lorenzo è troppo grande, ma oggi Jorge era davvero troppo forte. Però la posizione finale non è male e poi siamo solo al primo giorno. Sono abbastanza contento perché l’elettronica già funziona abbastanza bene. Non siamo allo stesso livello dello scorso anno, ma è già ad un buon livello. Anche la gomma anteriore ha dato ottime sensazione, molto simili a quelle dello scorso anno. Nel box avevamo tre moto: una del 2015 con la quale abbiamo fatto solo qualche giro, e poi due specifiche diverse della M1 2016. Il mio miglior giro lo ho fatto su quella più simile al 2015, ma devo dire che abbiamo lavorato poco sull’altra. Ho fatto un solo stint e non era così male, continueremo domani il lavoro sulla terza moto. Il nostro primo problema per questo test è quello di decidere quale versione usare, quindi domani cercheremo di schiarirci le idee.”

2016-02-01_151035Le altre due Yamaha M1 del Team Tech3 le troviamo più indietro: Pol Espargarò è dodicesimo, mentre Smith è quindicesimo. Anche nel team clienti Yamaha si è lavorato molto sull’elettronica, in particolare Smith hacercato di adattare la moto sulle staccate forti presenti a Sepang. Il lavoro di sviluppo è appena iniziato e sicuramente i due piloti hanno ampissimi margini di miglioramento.

2016-02-01_154235In casa Honda si lavora duro, perché la moto sembra soffrire non poco il cambio di regolamento. Dani Pedrosa al momento è terzo, con grandi punti interrogativi. Il pilota di Sabadell però è un grande conoscitore del mondo Honda e sa cosa vuol dire sviluppare una moto da zero, per cui si è messo a testa bassa a lavorare:

“Oggi abbiamo dovuto lavorare molto duramente su diverse cose. La Honda lo sa e stanno lavorando tantissimo sia in pista sia in Giappone. Ho molta esperienza di sviluppo e sto cercando di passare quante più informazioni possibile per migliorare la moto, e vorremmo vedere dei miglioramenti già alla fine di questo test. Dobbiamo anche continuare a testare le Michelin: le gomme hanno fatto un salto in avanti, ma il feeling non è ancora ottimale e dobbiamo trovare delle soluzioni per far lavorare al meglio l’anteriore. Jorge è andato molto forte oggi, quindi dobbiamo migliorare molto se vogliamo stargli dietro.

2016-02-01_154226Marquez invece al momento sta cercando di adattare il suo stile di guida all’elettronica e cerca di capire il limite delle Michelin. Marquez è staccato di mezzo secondo dal compagno di squadra: “Abbiamo un sacco di lavoro da fare: oltre all’elettronica nuova, abbiamo anche un nuovo motore con specifiche diverse, le gomme sono molto diverse e la moto va riassettata. Domani vedremo di migliorare ancora.”

In casa Ducati si lavora moltissimo: tutto il team ha un osservatore speciale, Casey Stoner, che domani tornerà in pista con la GP15 del team sviluppo per dare ulteriori informazioni alla squadra sulla strada da intraprendere. Oggi invece Stoner si è limitato a vedere i suoi colleghi in pista.

2016-02-01_150316In mattinata i piloti ufficiali Ducati si sono concentrati soprattutto sulla messa a punto della nuova elettronica sulla GP15, girando costantemente con un buon passo e raccogliendo informazioni utili da trasferire sulla nuova moto. Dopo una pausa, nel pomeriggio verso le 16.30 i due Andrea sono saliti sulla nuova Desmosedici GP, ancora con carene nere, ma dopo un’ora un pesante nubifragio ha messo fine alla prima giornata. Anche se hanno completato solo pochi giri con la moto 2016, le impressioni dei due piloti del Ducati Team sono state positive.

Iannone ha chiuso la giornata al quinto posto, mentre Dovizioso è stato solo tredicesimo.

2016-02-01_150351Andrea Iannone: “Devo dire che oggi è andata abbastanza bene, perché sono tornato in sella dopo più di due mesi, e sono sempre stato vicino ai primi tutto il giorno. Oggi non abbiamo fatto grandi modifiche o stravolgimenti dal punto di vista del setting, ma ci siamo concentrati più che altro a ritrovare gli automatismi e il ritmo in sella alla moto, cercando di capire il modo migliore di sfruttare le gomme Michelin. Dobbiamo continuare così: abbiamo ancora due giorni a disposizione in cui mi aspetto di fare dei progressi e capire la nuova Desmosedici GP a fondo. Oggi abbiamo fatto solo pochi giri con la nuova moto, ma per il momento siamo soddisfatti.”

2016-02-01_150301Andrea Dovizioso: “Sono contento del buon feeling che ho stabilito subito con la nuova Desmosedici GP. Ci sono dei lati positivi che sono riuscito a riscontrare subito: una buona maneggevolezza, una maggiore precisione sia nei cambi di direzione che in inserimento di curva, ed ho trovato anche altri miglioramenti nel comportamento generale della moto. Purtroppo non ho avuto l’occasione di poter spingere a fondo ed ottenere tempi migliori per la mole di cose che avevamo da provare oggi e per le condizioni che abbiamo incontrato sul finire della giornata, visto che ha iniziato a piovere e non siamo riusciti ad utilizzare le gomme Michelin più performanti. L’importante era avere subito un buon feeling con la nuova moto, adesso abbiamo due altri giorni per lavorare e portare al limite la Desmosedici GP.” 

2016-02-01_154931Ma la prima Ducati in classifica è quella di Danilo Petrucci, che sembra davvero in palla: “Sono molto contento per questa prima giornata di test. Stamattina mi sono trovato subito benissimo, con buone sensazioni. Abbiamo lavorato davvero bene. Forse nel pomeriggio ho tribolato un po’ senza riuscire a migliorare il tempo della mattina. Ma abbiamo visto quali sono i nostri punti deboli e per questo ho fiducia in vista di domani. Ero un po’ teso oggi perchè c’erano molte aspettative. Era importante rompere il ghiaccio e non vedo l’ora di tornare in pista con l’obiettivo di essere veloce e costante anche domani.”

Ottavo il compagno Scott Redding, alle prese con la “conoscenza” della sua nuova moto, anche se sembra che le prime prese di contatto siano decisamente positive: “Le impressioni sono davvero buone. Sto bene, sia con il team che con la moto. E’ sempre un po’ difficile venire in Malesia e fare bene subito. Anche perchè per essere onesto questo non è uno tra i miei circuiti preferiti. Quello che dobbiamo fare è lavorare step by step per migliorare senza cercare di fare cose pazzesche. E’ chiaro che se miglioriamo il feeling miglioriamo anche la velocità. Ma adesso stiamo lavorando molto sul passo gara, sulla continuità. Questo viene prima del tempo sul giro che comunque è stato interessante.”

Sorprendente sesto posto per Barbera con la Ducati del Team Avintia. Lo spagnolo può tornare a fare una stagione di alto livello con la GP15.

In casa Aprilia invece poche novità: la RS-GP2016 debutterà in pista in una sessione di test privati in Qatar. La scuderia italiana non partirà alla volta dell’Australia per i test ufficiali fortemente voluti dal gommista sulla difficile pista di Phillip Island. Intanto i piloti sono in sella alla moto del 2015 in fondo alla classifica.

Alvaro Bautista: “Dopo due mesi senza moto questo primo test è fondamentale per riprendere il ritmo. Abbiamo parecchio lavoro da fare, specialmente per quanto riguarda il nuovo pacchetto elettronico. Mi aspetto tre giorni intensi in cui poter fare quanti più passi avanti possibile, progressi che poi potremo utilizzare sulla nuova moto”.

Stefan Bradl: “Qui a Sepang utilizzeremo la RS-GP 2015, ma il piano di lavoro è comunque piuttosto serrato per noi. Il feeling, con la nuova elettronica e le nuove gomme, va costruito giro dopo giro. I primi test della stagione hanno sempre qualcosa di speciale, si ritorna in pista dopo molto tempo ma bastano davvero pochi chilometri per ritrovare le giuste sensazioni”.

Tanto lavoro anche per la Suzuki, che ha portato in pista un sacco di novità. La più importante forse è il nuovo cambio seamless, ma ci sono anche una nuova ciclistica, un nuovo motore che devono essere sviluppati insieme alle novità del nuovo software e le nuove gomme. Insomma, il nono e undicesimo posto di Espargarò e Vinales sono decisamente positivi in vista della stagione che va iniziando.

Ora non resta che vedere i restanti due giorni di test MotoGP per capire i valori in campo.

10 Commenti

  1. Domani torna Stoner…secondo me sono cacchi amari per i piloti ufficiali!! E in molti piloti forse sono contenti di non averlo in pista con costanza….

  2. Lorenzo si dice sorpreso di trovarsi così bene….. mah…. o ci prende in giro oppure su GM hanno capito meglio di lui il suo setting e stile di guida…. per me fa lo gnorri

  3. Pensa che su un altro forum alla presentazione del Team pramac…un tecnico pseudofisico ha detto che Petrucci andrà male perché vedeva la forcella molto aperta….poverino… Petrucci prima Ducati! 😀
    Ignorando che l’angolo di sterzo è solo una componente della ciclistica e che comunque tutti stanno lavorando con angoli di sterzo superiori ai 24°.

  4. È vero, Lorenzo non carica allo stremo l’anteriore e in staccata non è tra i più tosti dei tosti, però le Michelin hanno una conformazione che non facilitano la percorrenza intensa alla maniera di Jorge, che ha fatto veramente il vuoto. Troppo vuoto. Pareri? D’altro canto è solo il primo giorno di una svolta netta in MotoGp per cui si faranno i conti fra due giorni.

  5. @ Smeriglio
    Danny, magari sono duro quindi rimandatemi tranquillamente a settembre ma ho una domanda
    Parli di angoli forcella aperta
    Mi viene da pensare ad un angolo necessario per la vecchia D16 (diciamo GP14/14.2) che era estremamente arretrata e con baricentro basso quindi avantreno scarico
    Perchè stanno girando con questi angoli così aperti quando la michelin ha un grip assai maggiore dietro?
    forse perchè la carcassa dell’anteriore michelin si deforma troppo e quindi non regge carichi elevati?
    forse anche perchè la maggiore deformazione dell’anteriore michelin limita la comunicazione del grip rimanente a fine piega (forse con un angolo più chiuso non si sentirebbe nemmeno la comunicazione)?

    Fammi sapere

  6. @Sme Cacchi amari di brutto!
    Se Petrucci e Iannone sono lì, mi sa che Casey, che mi sembra piuttosto in forma, darà un bella limata 😯
    Bel gioiellino che ha costruito il barbetta a Borgo Panigale!
    Stupefacente Petrucci. Vediamo dove si trova a fine dei tre giorni.

  7. @Stefano: gli angoli a cui faccio riferimento erano ancora per Bridgestone, ma non andranno molto distanti.
    Il discorso è un po questo: a prescindere dalla gomma, l’angolo di sterzo diventa importante in funzione della posizione del baricentro.
    Ricordi le strane cadute di anteriore di Iannone o di Rossi a centro curva? Ecco, sono il risultato di un angolo troppo chiuso con un centraggio arretrato.

    L’angolo di sterzo, come spiegato bene da federico in uno dei pezzi sulla geometria di sterzo, regola la reazione del giroscopio, o meglio, quanta forza riporta il grioscopio anteriore.
    Maggiore angolo rallenta la reazione, più metto la forcella in piedi e più alzerò la forza che l’anteriore mi riporta al manubrio.

    Per esempio: una ruota di massa fissa, a parità di velocità di rotazione, che viene fatto inclinare a data velocità (di piega) crea un Momento giroscopico di un dato valore che porterà a chiudere verso l’interno curva il manubrio. Quel valore sarà sempre fisso se massa e velocità non cambiano.
    Ora: a forcella dritta, ad angolo 0°, sul manubrio sentirò il 100% di quel Momento giroscopico. mano mano che apro l’angolo di sterzo questa forza arriva meno, magari a 20° all’80%. a 21° all’78% e così via (numeri a caso eh, solo per capire il concetto).

    Su una moto arretrata con angolo chiuso che succede? Che la mia ruota chiude con più forza, ma se l’anteriore non ha carico sufficiente ecco che lo sterzo molla senza avvisare perché la reazione è troppo rapida.

  8. @Smeriglio
    il concetto dell’avancorsa mi è chiarissimo.
    sarà perchè non ho immagini dei settaggi ad esempio della gp15 a sepang 2015 con bridgestone e non ne ho nemmeno della gp15 a sepang 2016 con michelin, la situazione mi è un pò nebulosa
    dunque
    visto che la michelin ha un casino di grip dietro verrebbe naturale spostare in avanti peso sulle moto che hanno parecchio grip meccanico (honda)
    la ducati gp15 mi pareva essere andata fin troppo sull’anteriore, è una mia opinione, mi baso sulle dichiarazioni dello scarso grip in piega
    appena calzate le michelin infatti la gp15 ha subito sentito miglioramenti nel grip in piega
    paradossalmente sulla M1 non avrei toccato niente per vedere se il grip dietro era sin troppo

    il punto interrogativo groppo è la carcassa dell’anteriore michelin, il suo comportamento

    parli di forcelle aperte, mi viene da pensare appunto ad una tipica necessità del centraggio basso e arretrato; ma a che pro? ho già un casino di grip dietro………forse serve per creare il surplus di grip che garantisca una derapata di potenza accelerando (alla stoner, diciamolo via) ???

    oppure la forcella più aperta serve per contrastare la maggiore massa del cerchio da 17 pollici?

    e poi
    dice che la yamaha abbia portato una moto bassa e lunga e una corta e alta
    la prima credo la 2016 e la secondo la ibrida 2015/2016
    ma a che serve alla M1 abbassare la moto e allungarla quando c’è già un posteriore che compensa la carenza di grip meccanico posteriore per progetto (magie del link di Furusawa &co a parte)

    vediamo un pò se mi vengono altri dubbi………………

  9. Stefano: la situazione è abbastanza complessa perché molti sono i cambiamenti in questo 2016.

    Partiamo dagli angoli di sterzo: sulle moto supersportive stradali non si va mai sotto i 23,5 (BMW) e il range di utilizzo varia da 23,5 a 25,5.
    Lo stesso vale per le MotoGP, è un angolo ottimale quello che si va a cercare, senza dimenticare i valori di offset che sono importantissimi per definire altri parametri.
    Poi fai bene a ricordare che il Momento di inerzia della ruota anteriore è cambiato: la massa varia di pochi grammi (ho chiesto alla OZ e mi hanno detto che il cambio di peso è minimo) ma il piccolo incremento di diametro fa aumentare comunque il Momento inerziale.
    Anche in questo caso un corretto angolo di sterzo può aiutare a smorzare la reazione giroscopica.

    Sul discorso del centraggio, io appena ho sentito che le michelin davano tanto grip al posteriore ho subito pensato a Lorenzo, uno che guida una moto con meno trasferimento di carico, con un baricentro probabilmente neutro (ecco perché la cronica mancanza di grip al posteriore al massimo angolo). Con la moto bassa se porti peso dietro hai sottosterzo, se lo porti troppo avanti sovrasterza di brutto.

    Mentre ho pensato subito che MArquez fosse nelle peste….. forse il campionato può diventare una cosa a due tra Jorge e Pedrosa…ma questo lo dico adesso e vediamo che succede.
    La Yamaha ha una moto alta per Rossi e probabilmente una bassa per Jorge, visto che i due guidano in modo molto diverso

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