F1uneza

La Ferrari 2016 è sempre più vicina alla data di presentazione e, come lecito attendersi, i rumors intorno a questo progetto ormai si sprecano. Grande è l’attesa di tutto il mondo automobilistico per l’ultima monoposto F1 del cavallino rampante, ancora oggi priva di un nome ufficiale e chiamata semplicemente “progetto 667” continuando la tradizione numerica. Rispetto agli scorsi anni gli uomini di Maranello sono stati molto attenti nel lasciare trapelare poche e mirate informazioni, costruendo attorno oltre all’inevitabile attesa anche un clima positivo e fiducioso. La missione, come coraggiosamente affermato in precedenza dal presidente Sergio Marchionne, è quella di presentarsi in Australia come la squadra da battere. Non quindi un rivale serio e credibile delle fortissime Mercedes, bensì il team con il favore dei pronostici, sicuro dei propri mezzi e deciso a far suo entrambi i titoli mondiali in palio. Riuscirci vorrebbe dire portare l’entusiasmo del mondo rosso Ferrari alle stelle, ma se sognare non costa nulla ben diverso è quello di tramutare questo proposito in realtà. Con il concreto rischio anche di fallire il nobile intento, ricordando le indiscusse capacità e possibilità del team Mercedes, ovviamente poco incline ad interrompere un dominio tecnologico e sportivo iniziato con l’avvento delle Power Unit V6 Turbo. Ma il cavallino rampante bene fa a crederci fino in fondo, decidendo proprio per questo di far tornare la livrea bianca-rossa che, molti anni fa, caratterizzò la rinascita. Era il 1975, la vettura portava la dicitura 312 T con un certo Niki Lauda bravissimo nel confermasi l’attesa prima guida che riportò l’iride tra le mani di Enzo Ferrari. Una storia chiamata a ripetersi.

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Il bianco ci sarà quindi. Non è l’immagine ad inizio articolo a confermarlo (quella è una gustosa bozza rilasciata da Repubblica, ma l’ufficialità arriverà solo con la reale presentazione), bensì il video poco sopra che ritrae un sereno (e scompigliato) Kimi Raikkonen che testa sedile e posizione guida con in dosso la nuova tuta 2016. E se ad un primo occhio le differenze sono minime, in realtà quelle differenze di fino sono in grado di dirci che sì, la Ferrari sarà bianca sopra (all’altezza dell’airscope) e sotto. Nel mezzo il classico rosso Ferrari anche se l’occhio, abituato ad anni di “total red”, dovrà comunque farci l’abitudine. Il disegno della nuova tuta presenta una forte presenza di bianco nella parte periferica del vestito (colletto, maniche, fianchi) con un curioso disegno nella parte inferiore ad abbozzare delle “freccie” che si stringono verso il basso. Molto più lungo il tricolore rispetto alla scorsa stagione, in risalto anche per via dello spazio ora tolto al rosso. E la livrea ufficiale seguirà i nuovi dettami voluti dalla dirigenza, sperando sinceramente in un miglior impatto grafico rispetto a quello che ci può far intuire le prime bozze oggi viste. Anche perché, oltre al dolce ricordo del 1975, vi è anche quello della stagione 1993 con una Ferrari sempre attorniata dal bianco ma clamorosamente in difficoltà, chiudendo la stagione con zero vittorie, zero pole position ed un modesto quarto posto tra i costruttori. Bianco sì dunque, ma la vera e semplice regola si seguiva ieri e si conferma pienamente oggi: una macchina da gara, di qualsiasi categoria essa appartenga, diventa veramente bella solo se vince. E quello è solo la pista a deciderlo.

Riccardo Cangini