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Si è appena conclusa la seconda delle 3 giornate di test prestagionali Motogp sul bellissimo tracciato di Philip Island. Interessanti i riferimenti cronometrici, con ben 10 piloti racchiusi in 1 solo secondo di distacco dalla vetta, sebbene le autentiche gerarchie debbano ancora essere stabilite in modo concreto. Come risaputo, infatti, i test prestagionali sono importantissime occasioni utili a sviluppo e prove per nuova componentistica, pertanto può capitare che i top riders decidano di concentrarsi prevalentemente su simulazioni ed assetto, più che spingere al limite per cercare di segnare tempi da record. Addizionalmente, le incerte condizioni meteo con la pista umida e la traiettoria principale che si è asciugata solo durante il corso della sessione di test in programma, hanno favorito un comportamento conservativo da parte della maggior parte dei piloti presenti.

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Il giovane spagnolo Viñales è stato il primo pilota ad abbattere la barriera dell’ 1.30, progressivamente con l’asciugamento del tracciato che lo ha portato a primeggiare la classifica finale con un interessante 1.29.131. Il miglior tempo fatto segnare dallo spagnolo è più veloce di oltre mezzo secondo rispetto a quello realizzato la scorsa stagione nel corso della gara di Philip Island, a testimonianza dell’ottimo lavoro di sviluppo realizzato quest’ inverno in casa Suzuki. Il compagno di squadra Aleix Espargarò, invece, ha faticato a trovare feeling con la sua GSX-RR rispetto anche alle proprie previsioni, con un miglior tempo di 1.30.385 che lo colloca in 15esima posizione generale. Suzuki dimostra il proprio interesse nelle attività di test e sviluppo anche tramite la presenza del test rider ufficiale Takuya Tsuda, il quale obiettivo principale è stato quello di testare intensamente il potenziale e l’affidabilità della GSX-RR, più che cercare il tempo.

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In casa Yamaha, lo spagnolo Lorenzo ha utilizzato interamente la sessione di test per lavorare sul setup della M1, raccogliendo dati importanti per gli ingegneri di Iwata e concentrandosi anche sulla durata delle gomme. Con il miglioramento delle condizioni meteo e l’aumento della temperatura, Jorge ha anche avuto la possibilità di fare qualche giro lanciato, con un best result di 1.29.357 che lo colloca alla terza posizione della classifica odierna.Anche Valentino Rossi ha sfruttato a fondo la sessione, con un totale di 71 giri percorsi sul circuito australiano e il quarto miglior riferimento cronometrico con 1.29.404. Entrambi i piloti Yamaha sono ad ogni modo confidenti con la Yamaha YZR-M1 ed il margine di miglioramento è ancora ampio. Anche i piloti Tech 3 Bradley Smith e Pol Espargarò hanno contribuito alla raccolta di dati per quanto riguarda setup e dati relativi alle nuove coperture Michelin, concludendo la sessione rispettivamente al decimo e tredicesimo posto.

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I piloti del Repsol Honda Team Marc Marquèz e Dani Pedrosa hanno inanellato rispettivamente 79 e 55 giri a testa, continuando il lavoro di sviluppo della Honda RCV213V. Marquèz ha concluso la giornata in seconda posizione, rimanendo permanentemente nella parte alta della classifica e continuamente migliorando il proprio ritmo. Dani Pedrosa è stato uno dei 10 piloti ad abbattere il muro dell’ 1.30, ma allo stesso tempo è stato autore di una caduta senza particolari conseguenze alla curva 4. Lo spagnolo ha riferito di aver perso l’anteriore in frenata, ma è rientrato poco dopo in pista per continuare ad incrementare il proprio feeling con le nuove gomme.

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Più arretrate in generale le Ducati, con  Hector Barberà a rappresentare il primo pilota della casa di Borgo Panigale a poco più di 7 decimi dalla prima posizione. Più indietro gli ufficiali Iannone e Dovizioso, come Petrucci relegato in 14esima posizione. Ancora acerba la situazione in casa Aspar, con Hernandez e Laverty che stanno cominciando a trovare il feeling con la propria Ducati. Redding si conferma pronto a “rinascere”, terminando davanti al più esperto compagno di squadra Petrucci.

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Appuntamento a domani, con la giornata conclusiva dei test di Philip Island, sperando nella clemenza del meteo.

Nicolò Modena

 

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2 COMMENTS

  1. il passo comunque lo hanno fatto vinales,marquez e rossi. Durante tutta la sessione sono stati loro tre ad alternarsi in testa fino a quando, a due ore dalla fine circa, Lorenzo ha stampato un 1 29 3. Lo spagnolo della suzuki, comunque, e` stato quello col passo migliore, con molti passaggi sull 1 e 29.
    E` vero che a Phillip Island non serve tanto motore e che proprio il motore, in suzuki, non e` migliorato come ci si aspettava, pero` questa costanza sui tempi sicuramente significa che a livello di equilibrio ciclistico ed elettronica hanno fatto un bel passo avanti.

    Infine, mi duole un po`, ma il pennellone francese, con la Ducati Avintia ha staccato un 11esimo tempo ad un secondo dalla vetta e ad appena 3 decimi dal compagno di squadra Barbera, che sul giro secco e` tosto. Bravo` !

  2. Concordo pienamente riguardo ai meriti di Suzuki, anche se gli ostacoli da superare per raggiungere Honda e Yamaha sono ancora molti, la direzione sembra quella giusta.
    La nota di merito a Baz è ben accetta, considerando anche lo spavento che “lo spilungone” ci ha fatto prendere a Sepang. Non più una sorpresa, inveve, Barberà che si sta cucendo per bene addosso la sua Ducati. Va bene che sono solo test, ma di certo non sono prestazioni da buttare via..

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