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BARCELLONA (SPAGNA) 22/02/2016 © FOTO STUDIO COLOMBO PER FERRARI MEDIA (© COPYRIGHT FREE)
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La Ferrari SF16-H e Sebastian Vettel si confermano i più veloci anche nella seconda giornata dei test collettivi a Barcellona. Il nuovo limite è stato spostato 1’22″810, ottenuto utilizzando le nuove Pirelli ultra soft. Prestazione notevole che fa ben sperare per il futuro: “Abbiamo completato una notevole mole di lavoro e la monoposto ha reagito bene ai cambiamenti che abbiamo fatto. E’ una monoposto che indubbiamente rappresenta un passo avanti, ed anche la power unit è migliorata rispetto allo scorso anno. C’è ovviamente ancora molto lavoro da fare, chilometri da macinare”. Che il programma sia ancora lungo lo conferma indirettamente il guaio di affidabilità avuto a pochi minuti dal termine della giornata, durante un test al pescaggio della benzina. Dietro al tedesco la Red Bull RB12 di Daniel Ricciardo, anche lui autore di un giro veloce con le inedite mescole viola e chiudendo la giornata con 112 giri completati. In terza posizione Sergio Perez con la promettente Feorce India VJM09, tenendosi dietro addirittura Nico Rosberg con la misteriosa, ma non per questo meno temibile, Mercedes, Un’altra giornata all’insegna dei chilometri percorsi collezionando ben 172 tornate e rinviando la ricerca della prestazione nei prossimi giorni. Poco significato il tempo di Marcus Ericsson dato che la Sauber sta girando con la vecchia C34; per lui tantissime prove aerodinamiche tutte in funzione della nuova monoposto ancora da svelare.

Passo in avanti per la Haas dopo le difficoltà di ieri causa cedimento strutturale. Questa volta la VF-16 affidata a Esteban Gutierrez si è comportata egregiamente anche se restano gli inevitabili difetti di gioventù. Settima posizione per la Williams FW38 con un Valtteri Bottas lontano dalla ricerca della prestazione in favore della lunga distanza, come conferma i 134 giri percorsi. Non è riusciti a sfondare il muro delle 100 tornate la Manor, comunque in evidentissima crescita grazie ai pregi della MRT05. Tutt’altra storia rispetto al terribile 2015. Discorso invece più complesso per la McLaren, anche loro desiderosi di lasciarsi il peggio alle spalle ma alle prese con una situazione interna non esattamente rosea: più che il nono tempo finale e voci di un Fernando Alonso oggi in pista ma già pronto ad appendere il casco al chiodo (cosa ovviamente smentita dal diretto interessato) fa notizia il licenziamento di Yasuhisa Arai dalla Honda. Una prima conseguenza del (finora) disastroso ritorno della Honda in F1. Strada in salita anche per la Renault RS16 condotta da Jolyon Palmer, capace di scendere sino ad 1’26″189 con le gomme soft per poi essere costretto ad un stop anticipato causa noie alla Power Unit. Lavoro sotto traccia per la Toro Rosso, oggi in mano a Max Verstappen. Il loro 1’26″539 è stato ottenuto con gomme medie e, cosa ancora più importante, il lavoro è totalmente concentrato nella raccolta dati dato che la vera STR11 deve essere ancora svelata (assieme alla livrea ufficiale). Domani terzo giorno di test con diversi cambi al volante, in primis quello Ferrari con l’atteso debutto di Kimi Raikkonen.

Riccardo Cangini

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