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Orario insolito rispetto al resto del calendario del campionato mondiale superbike : partenza alle ore 16 con un Tom Sykes più agguerrito che mai, soprattutto in ottica mondiale.

Insolito pure il sole splendente  nel cielo del verdissimo circuito inglese, con temperatura mite ed assenza di vento.

Chaz Davies parte fortissimo, seguito dal poleman Sykes e dai rispettivi compagni di team Rea e Giugliano. Sfortunato il giovane Cameron Beaubier, sostituto dell’ infortunato Sylvain Guintoli nel team Yamaha PATA. Fino ad ora, il giovane americano già campione AMA (ora MotoAmerica), aveva convinto sin da subito, entrando direttamente in SP2 e trovandosi in sesta posizone prima della caduta.

Sykes invece sembra aver perso lo smalto delle qualifiche, venendo sopravanzato dalle 2 Panigale R e dal compagno di squadra Rea. Staccano davvero forte le due Ducati, ma non senza conseguenze : a 18 tornate dal termine Davies perde il posteriore e cade in una curva lenta, riuscendo però a ripartire  rapidamente all’ inseguimento della testa della corsa.

Serie di dritti (mancata entrata di una marcia) per il campione del mondo Jonathan Rea proprio all’ ultima curva : un ottimo Savadori si trova dunque dinanzi al nordirlandese, venendo sopravanzato quando ormai mancano 15 giri al termine della gara.

Giugliano si trova dunque in prima posizione, ma la risalita di Tom Sykes (vincitore già 6 volte a Donington e che punta a raggiungere le 7 vittorie superando nientemeno che “The King” Carl Fogarty) appare inesorabile.

Jonathan Rea rimane comunque in zona podio, inanellando una serie di giri veloci rispetto anche alla coppia di testa. Caduta per Chaz Davies ad 8 giri dalla conclusione : incidente senza conseguenze fiscihe, ma che mette fine alla gara del fortissimo gallese.

Sykes intanto rimane incollato al doppio scarico Akrapovic della Panigale di Davide Giugliano, tentando si soffiare la testa al pilota romano. Sotto investi gazione da parte della Race Direction il contatto tra Anthony West e Alex Deangelis, con conseguente ritiro del sammarinese. Il tutto dovuto alla manovra di sorpasso di Davies, appena prima che quest’ultimo staccasse il gruppetto e cadesse nel corso dello stesso giro.

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Sykes pone più di 8 decimi tra sè stesso e Giugliano a soli 5 giri dall’ arrivo, ma nel t4 si nota quanto il setting dell’ italiano sia molto più azzeccato rispetto a quello del campione del mondo 2013.

Gli ultimi 3 giri vedono la situazione rimanere invariata per le posizioni da podio : Sykes si conferma dominatore incontrastato, seguito da un ottimo Giugliano e da un Rea apparso generalmente in difficoltà. Scintille intanto tra Camier, Hayden e Savadori per la conquista della quarta posizione.

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Nicolò Modena

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