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f1-european-gp-2016-circuit-atmosphereLa Formula 1 si appresta a debuttare nel nuovo circuito di Baku, new entry del mondiale 2016 ed ennesimo tracciato cittadino “realizzato” da Tilke che ha generato molte fonti di polemica per via di alcuni punti molto pericolosi e stretti che potrebbero portare scompiglio durante la gara e le prove. Anche Jenson Button, presidente della GPDA, ha sottolineato come le misure di sicurezza prese per Baku siano insufficienti: “Abbiamo fatto un passo indietro su alcuni punti quando su questa pista doveva essere il contrario. E’ davvero un peccato, perchè gran parte della pista è molto buona. Mi piace il layout, molto interessante in alcuni punti, ma ci sono alcune cose che devono essere affrontate e risolte. Sono sicuro che Charlie Whiting mi chiederà come mai non se n’è parlato prima, ma non ho mai avuto la possibilità di farlo e non penso che avrebbero cambiato le cose.”

La preoccupazione per Button, oltre all’ingresso della pit-lane,  sono le vie di fuga inesistenti in alcuni punti e spera che non ci siano rotture o collisioni proprio in quei tratti di tracciato: “Non mi piacciono alcune curve: abbiamo lavorato duramente in questi anni in materia di sicurezza e migliorando i circuiti e poi veniamo a correre qui dove le curve 3, 7 e 14 non hanno nessuna via di fuga: nella curva 7 hanno installato 3 barriere Tecpro e una barriera di cemento sul bordo della pista ma non si può fare altro poichè vi è un edificio in mezzo. E’ davvero un peccato. Anche a Monaco non ci sono vie di fuga ma non è un tracciato ad alta velocità come questo.”

Le giuste lamentele dell’inglese continuano: “Non è possibile spostare gli edifici, è questo il problema. Va tutto bene finchè nessuno ha una rottura o un incidente. Dobbiamo solo sperare che ciò non accada in gara.” Quando gli è stato chiesto se fosse stato meglio effettuare una gara di prova prima della gara vera e propria, Button ha replicato “Non dovrebbe essere necessario fare una gara di prova. Il problema si presenterà quando ci sarà un incidente. Per quanto ne so hanno fatto tutti i test possibili sulla sicurezza e per le vie di fuga di ogni curva. E’ stato fatto in passato e si farà in futuro, anche se qui in alcuni punti pare non si sia fatto nulla”.

A fargli eco ci pensa Rosberg, anche lui preoccupato per la sicurezza in alcuni punti del tracciato: “Un pò di preoccupazione c’è, soprattutto nei punti dove mancano gli spazi di fuga e questo non va bene. C’è la curva, mi pare la 14, prima di “scollinare” dove hai un muro dritto e c’è anche la curva 3 oltre all’ingresso della pit-lane come punti critici”. Rosberg ha anche suggerito che il tracciato nella conformazione attuale potrebbe non essere all’altezza degli standard generali stabiliti dalla FIA: “Ho fiducia nella Federazione per il lavoro svolto, loro hanno tutti i calcoli e le simulazioni svolte, sanno le velocità e tutto il resto oltre a dettare le regole per la sicurezza nei tracciati. Spero si siano affidati a queste, anche se mi viene da dubitare vedendo qualche curva… ma vediamo”.

I timori dei piloti sono comprensibili: se in alcuni punti, il nuovo tracciato è largo come un’autostrada, in altri è un budello largo a malapena per il passaggio di una monoposto soprattutto alla Curva 7 dove si trova la torre delle mura della città praticamente in mezzo alla pista e senza barriera di protezione a “coprirla”. La FIA ha parlato, e giustamente, tanto di sicurezza nei tracciati proponendo dalla morte di Senna in poi, pesanti modifiche a quasi tutti i tracciati: pensiamo ai nostri Monza e Imola, pesantemente segnati nel nome della sicurezza, ma anche Silverstone od Hockenehim snaturati nel corso degli anni per cercare di ridurre le medie sul giro…. e poi ti ritrovi in calendario questo Baku, l’ennesimo cittadino, dove si potranno registrare punte velocistiche di oltre 340 km/h con alcuni punti senza vie di fuga e con le case in mezzo alla pista pronte a raccogliere auto e piloti in caso di collisioni. A Baku si è gettato alle ortiche anni e anni di studi e sbattimenti vari per la sicurezza dei piloti e tutto questo per “lo spettacolo”, o meglio per il denaro. Fortuna che c’è Le Mans….

 

 

 

 

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