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image16x9.img.1024.mediumLa Mercedes di Nico Rosberg hanno dominato la prima edizione del GP di Europa a Baku, battendo la Ferrari di Vettel e la Force India di Sergio Perez, nuovamente a podio dopo Montecarlo. Solamente quinto Hamilton che vede salire il distacco da Rosberg a 24 punti. Nico ha condotto la gara fin dalla partenza mentre alle sue spalle si instaurava una battaglia per la seconda posizione. Partito decimo, Hamilton ha recuperato fino alla quarta posizione, prima che il suo ERS iniziasse a dare problemi rallentandolo per alcuni giri: i problemi, in realtà, riguardavano a dei settaggi sul volante errati e ci sono voluti svariati giri prima che Lewis trovasse la combinazione giusta, ma ormai era troppo tardi per recuperare le posizioni perse.

Rosberg è stato autore di una gara maiuscola, senza errori, e porta a casa la quinta vittoria stagionale: contro ogni aspettativa e vedendo quello che è successo in GP2, la gara non ha subito interruzioni da parte della Safety Car o della Virtual Safety Car, anche se i dritti in alcune curve sono stati parecchi. Nico ha condotto la gara al comando dall’inizio alla fine, senza essere mai disturbato da nessuno: ci ha provato nei primi giri Ricciardo, ma ha dovuto gettare ben presto la spugna e preoccuparsi dell’arrivo della Ferrari di Vettel, che l’ha superato nel corso del sesto giro. L’australiano è vittima del degrado delle sue Pirelli Supersoft, che cambierà nel corso dell’ottavo giro, mentre il suo diretto rivale Vettel entrerà ai box al ventesimo giro. Pit stop nelle battute iniziali anche per Raikkonen, che si ritrova al secondo posto dietro a Rosberg: il finlandese sembrava destinato a terminare in terza posizione dopo un secondo stint di gara più lungo, ma è incorso in una penalità di 5 secondi per aver attraversato la corsia dei box senza entraci. Sale così sul podio Perez, dopo una qualifica compromessa per la sostituzione del cambio danneggiato nell’incidente nelle FP3, e autore di una gara superba se considerato il mezzo che si ritrova fra le mani.

Poteva fare di più Hamilton, senza gli errori nelle qualifiche e senza il problema all’ERS: ha corso di conserva nei primi giri, evitando collisioni e rischi inutili, ma una volta agguantato Perez ha capito che doveva gettare la spugna. I problemi al recupero dell’energia che ne limitavano le performance della sua Mercedes gli hanno fatto perdere tempo prezioso, innervosendolo: le sue continue richieste ai box di aiutarlo nel settaggio delle varie configurazioni sul volante sono state vane, in quanto, per regolamento, tali comunicazioni tra box e pilota sono vietate. Gli stessi problemi li ha avuti anche Rosberg, ma al contrario dell’inglese è riuscito in tempi rapidi a trovare la “combinazione” giusta tra manettini e pulsanti.

Bottas termina al sesto posto e meglio di così non poteva fare mentre Massa termina solamente 10°. Nè il brasiliano della Williams nè Hulkenberg su Force India sono stati in grado di competere con il passo delle Red Bull, terminate in settimo e ottavo posto con Ricciardo e Verstappen, alle prese con un forte degrado delle gomme che li ha costretti a due soste ai box.

Ai margini della zona punti finisce Button, in una gara dura per la McLaren che ha visto Alonso ritirarsi per una problema al cambio. Nella lista dei ritirati troviamo anche Wehrlein, ritiratosi per un problema ai freni e le due Toro Rosso ferme per problemi meccanici.

 

Chiudono sul traguardo la Sauber di Nasr in dodicesima posizione, Grosjean su Haas, le due Renault di Magnussen e Palmer, l’altra Haas di Gutierrez, Marcus Ericcson e la Manor di Haryanto.

In classifica piloti, Rosberg consolida il primato con 141 punti, seguito da Hamilton 117 e Vettel 96, mentre nei Costruttori Mercedes sempre al comando con 258 punti seguita da Ferrari 177 e Red Bull 140.

 

 

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2 COMMENTS

  1. Perché non ammettere che nuovamente il muretto Ferrari ha toppato. Volevano far rientrare Vettel e per fortuna Sebastian si è opposto. Hanno virato su Raikonnen che alla fine non ne aveva più. Al suo posto ci s
    sarebbe stato

  2. Ho pescato un po’ di virgolettati…
    Toto Wolff: “Penso che se vogliamo vedere i piloti lottare con le monoposto di oggi che sono molto complicate dobbiamo rivedere le regole per sfruttare la tecnologia che c’è nelle macchine. Non parlo solo per i miei piloti visto che un guaio analogo lo ha avuto anche una Ferrari. Si possono prendere due strade. Rendere la tecnologia molto meno complicata, ma non credo che questa sia la direzione giusta. Oppure rivedere le norme in modo da poter comunicare con i piloti nel caso ci sia un problema”.
    Hamilton: “Credo che la situazione in cui mi sono trovato sia stata pericolosa, guardavo il volante per la maggior parte del tempo, e tutto quello che mi potevano dire dai box era che c’era un errore di settaggio. Così continuavo a guardare il volante chiedendomi se c’era un idiota alla guida. Il divieto della radio, per quanto ne sono a conoscenza, avrebbe dovuto vietare gli aiuti alla guida, ma io ero alle prese con un problema tecnico. La Formula 1 così è fin troppo tecnica. A cosa serve avere così tante regolazioni sul volante e poi non si è in grado di porvi rimedio? Le uniche persone che possono vedere il problema sono quelle nel garage”.

    Se da un lato i piloti non hanno tutti i torti, sulla complicazione delle auto, dall’altro mi domando: perchè Hamilton non è tornato ai Box per farsi regolare il volante? Se fosse stato un reale problema tecnico, ai box potevano intervenire. Il problema, a naso, è sembrato più di prestazione, piuttosto che tecnico, in quanto l’auto non era inchiodata a 50km orari.
    Hamilton andava più piano di quanto avrebbe potuto, e la Mercedes ha preso meno punti di quanto gradito.
    Se fosse capitato a Magnussen, avrebbe avuto la stessa rilevanza in TV? E il dibattito sarebbe stato tanto “ripetuto” sui media? Un tre volte campione del mondo e con uno degli stipendi più alti della F1, può permettersi di non essere in grado di gestire la sua monoposto?

    Secondo me no.
    Hamilton in questa gara ha pagato un cambio di regolamenti come tanti altri campioni, negli anni, hanno pagato l’evoluzione delle regole tecniche della F1, trovandosi “mancante” di qualcosa che aveva avuto sino all’anno prima. Non è uno dei tanti, è il top driver (lo dicono i risultati) del top team (sempre dei risultati). Il suo stipendio ed il suo ruolo, a mio parere, non gli consentono di lamentarsene.

    Wolff dimostra di essere un accorto politico, ma resta il fatto che sta semplicemente tentando di pararsi il…

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