slip loris baz

Finalmente è finita questa prima parte di GP a orari strani, prima di notte e poi dall’altro lato del globo terracqueo. Ho ua certa età e finire tardi la sera mi scombussola tutto.

La gara di Austin ha dato un risultato interessante: a forza di podi, in tre gare Rossi è primo senza aver mai vinto una gara. In pratica, “arrivare secondi is the new vincere”!

Fatto sta che il ragazzino 38enne dimostra ancora di avere gli attributi, mentre Vinales ha dimostrato ancora quel pizzico di immaturità. Marquez dal canto suo ad Austin poteva vincere anche in sella a una Solex con le gomme piene, qui ci sguazza come un “pisello nel suo baccello”. Mhhmmm hmhmmm (cit. Stanlio e Olio).

La Ducati invece ne esce con le ossa non rotte, maciullate; il distacco è tanto, la moto sembra aver fatto un passo indietro. O meglio, gli altri hanno fatto un salto avanti e loro non sono migliorati abbastanza. Di sicuro le gomme 2017 non le danno una mano.

Marc Marquez – 10 e lode: nella terra a stelle e striscie vince e domina, in pratica un conquistador spagnolo si rifà vivo nel mondo delle corse. Impressionante il modo in cui ha gestito la prima metà della corsa.

Valentino Rossi – 9: vecchio vecchio, vecchio un ca@@o. Primo in classifica iridata a 38 anni, direi che è già fin troppo. Gli manca qualcosa a livello di velocità, non è molto ma fa la differenza. Se vuole tenersi stretta la prima posizione deve fare uno step avanti, altrimenti già a Jerez di torna sulla terra.

Dani Pedrosa – 8: gara di assoluto livello per il fantino spagnolo, grande guida come sempre e tanto lavoro in sella alla moto. Deve cedere gli utlimi giri, era inevitabile visto che aveva la stessa gomma anteriore di Rossi e la Honda consuma il davanti molto in fretta. Però fa punti e morale.

Maverick Vinales – 3: partito non benissimo già dalle prime curve appariva nervoso. Il patatrack era inevitabile. Il ragazzo è veloce, per me è il favorito per il titolo, ma deve imparare a gestire i tempi, non deve avere fretta. Voleva il confronto con Marquez, lo voleva qui ad Austin, regno di Marc. L’ossessione lo ha portato a grattuggiare pelle di canguro sull’asfalto.

Cal Crutchlow – 7,5: bella gara per l’inglese che porta a casa punti preziosi e si diverte a sgomitare con Zarco. Bravo.

Johann Zarco – 7,5: debuttante di lusso, grande manico, tanta testa. Cerca un ingresso decisamente azzardato su Rossi, ma tutto sommato ci sta qualche svista.

Andrea Dovizioso – 6: come sempre fa il possibile con quello che ha. Che dire?

Andrea Iannone – 5,5: con questa Suzuki l’amore ancora non è sbocciato, ma almeno stavolta porta a casa punti e vede la fine della corsa in una posizione dignitosa.

Danilo Petrucci – 5/6: credo patisca i problemi di Dovizioso e Lorenzo. Fa una scelta di gomme molto diversa dagli ufficiali ma il risultato non è cambiato di molto.

Jorge Lorenzo – 5: buon avvio di gara ma poco altro. Jorge non trova la quadra, speriamo non entri in una spirale negativa e continui a lavorare sodo per venirne fuori.

slip loris bazLoris Baz – 10: in gara è volato come un pistolotto, ma in prova ha fatto un salvataggio degno di un acrobata. E poi ha postato la foto delle sue mutande per mostrare al mondo che non se l’era fatta addosso! Genio.

Un ultimo appunto: voglio fare gli auguri a Dario Cecconi, un amico Road Racer che ha fatto un brutto incidente durante la Tandragee100. Sta lottando per rimanere con noi, dedichiamogli un pensiero.

36 Commenti

  1. Dimenticavo…………
    Ducati GP17 IMBARAZZANTE…………….
    Ci sono i presupposti per l’ ennesima stagione buttata a inseguire problemi irrisolti

  2. Questa volta non ho potuto vedere la gara.
    Mi preoccupano molto le parole di Dovizioso. Leggere :”dobbiamo sederci e parlare del futuro”, suona come una gran brutta campana.
    Occhio!!
    Spero in una vostra analisi sulla desmo. Dall’onboard di Lorenzo di venerdì, mi è sembrato di vedere una moto che non vuole cercare la corda, che nei cambi di direzione rapidi è agile come un gatto sciancato e che nei curvoni veloci ondeggiava in maniera preoccupante. E per fortuna che era settata proprio per la stabilità in questi.
    Nonostante la Audi dietro, sembrano non avere una forza e prontezza di reazione a Borgo Panigale.

    Non so che pensare! Lo spettro del 2012 sembra bussare forte

  3. E cosa ne pensate della caduta di Maverick? Solo immaturità? A me è sembrata una caduta un po’strana, non mi sembrava stesse spingendo più del dovuto né che avesse preso la curva in un modo diverso o che fosse una variante troppo impegnativa. Mi è sembrato che di punto in bianco l’anteriore abbia ceduto.
    Ancora una volta gara compromessa dalla Michelin.
    Spero fortemente di aver preso un granchio perché se continua così questo mondiale si trasformerà in una barzelletta

  4. Dalla caduta di Vinales, e i tempi fatti in gara da Marquez, mi pare che il primo non si fosse accorto di una pista almeno mezzo secondo più lenta che nelle prove (gommatura di moto3 e moto2?), continuando così a spingere e ruzzolando per terra. Il commento sulla gomma strana poteva riferirsi più che altro ai rimandi di questa mancanza di grip in generale, non colta sufficientemente da Maverick.
    La Ducati, da quello che si vede in confronto con le altre GP1x e quel che dice Federico, si direbbe una moto ne carne ne pesce, con un baricentro avanzato che potrebbe portare dei vantaggi, ma con un accentramento delle masse da peg perego, che cancella tutto quello di buono che si poteva avere, e porta in dote anche altri problemi. Non sono evidentemente riusciti a muovere le due cose di pari passo (sempre che avessero idea di farlo), e in mancanza di idee su come accentrare le masse, sarebbe stato meglio restare dove erano, scimmiottando più Honda. Mi spiace dirlo, ma a sto punto comincia a venirmi qualche dubbio sul lavoro di dall’Igna…

  5. Ottimo punto di vista Luca.

    Una domanda : Smeriglio dice che la Honda consuma di piu la gomma davanti rispetto a Yamaha. In telecronaca hanno detto che è invece proprio il contrario (Io so di chi fidarmi naturalmente, voi 🙂 )
    però vorrei riportare il ragionamento loro:

    Yamaha consuma piu le gomme anteriori perché non sono in grado di spigolare le curve come la honda e si ritrovano per più tempo in piega mentre la honda fa perno sull’ anteriore spezza la linea e rialzando subito stando meno in piega evitando le linee rotonde.

    Alla luce dei fatti però è avvenuto il contrario, Rossi capace di essere più veloce di Pedrosa a fine gara , proprio perché Dani aveva consumato l’anteriore .

    dove sta la verità ?

    Ciao a Tutti

  6. Simone90: pensa solo che quelli “della telecronaca” davano la colpa al carbonio e volevano i “telai flessibili”…. 😀

    Comunque: la verità sta nel fatto che evidentemente non hanno ancora capito come lavora una gomma. Il fatto di spigolare o meno le curve influisce non su QUANTO si consuma, ma su DOVE si usura il pneumatico.

    Il QUANTO è dato da una serie di fattori, primo su tutti la temperatura di esercizio del pneumatico, e poi da quanto deriva in funzione delle forze trasversali applicate.
    La Yamaha pur essendo una moto che fa lavorare più della Honda la gomma davanti, evidentemente la teneva nel corretto range di temperatura e quindi la usurava nel modo corretto.
    In più era molto probabilmente ben bilanciata la geometria di sterzo, che non metteva troppo stress al pneumatico anteriore in fase di piega.

    Di contro, la Honda visto che è un pochino più bilanciata di posteriore, l’anteriore lo faceva lavorare leggermente meno, il range di temperatura era più complesso da mantenere e magari hanno una deriva maggiore sul davanti.
    Ecco spiegato il graining, ne parlammo qui oltre 2 anni fa

    https://www.giornalemotori.com/2015/04/16/debriefing-austin-texas/

    La gomma non si scalda ma si grattugia perché non è abbastanza calda da deformarsi a livello di mescola per “entrare” nella grana dell’asfalto.

  7. jigen75, anch’io ho osservato la stessa cosa.
    Continuano a tornarmi in mente le parole di Preziosi: sfidare i giapponesi sul loro campo da gioco è durissima, per vincere bisogna azzardare soluzioni innovative.
    Dall’Igna fin da subito aveva capito che nel progetto Ducati c’erano diversi spunti interessanti e difatti al suo arrivo le Pramac (se non sbaglio) furono utilizzate per capire quali fossero i limiti del vecchio progetto (anche se ormai ne erano solo una brutta copia).
    Ecco, la moto di quest’anno sembra voler sfidare i giapponesi sul loro terreno di gioco sfruttando alcuni vantaggi del vecchio progetto: il risultato è una moto che non è né agile e precisa come le jap né stabile come le vecchie ducati.
    E capisco lo sfogo del Dovi: urge sedersi a tavolino e decidere quale strada prendere: o si fa una moto davvero alternativa, oppure la si fa tale e quale ai jap senza pasticci, scegliendo la strada Aprilia di risalire lentamente la china, consapevoli che ci vorranno anni.
    Questa è l’idea che mi sono fatto…magari totalmente errata e mi farebbe sinceramente piacere essere smentito 😉

    PS: Cmq, senza nulla togliere al bravissimo dall’Igna, mi sarebbe davvero piaciuto vedere come sarebbe evoluta l’idea di Preziosi se avesse avuto carta bianca e i soldi del gruppo VW

  8. Grazie smeriglio! me lo ricordavo quell’articolo, però me lo sono cmq andato a rileggere, per rinfrescare la memoria. Illuminante !

  9. Secondo me dovrebbero tornare al motore portante con configurazione screamer e monoscocca in carbonio. Il Desmo non lascia troppo libertà nel layout e dimensioni quindi con telaio tradizionale fa a pugni. Sinceramente da Dall’Igna mi aspettavo di più ma dopo quasi 4 anni e svariate ducati i problemi restano . Sembra essere tornati nel periodo di Rossi dove oltre ai difetti le gomme lavoravano male . È da pensare come mai da 4 anni sempre con gomme soft e qualche media ogni tanto si usa mentre con le hard non si può

  10. La Ducati di oggi per cercare di realizzare un motore pulito e avendo sicuramente riscontrato ostacoli vari dovuti al desmo hanno optato per un aerodinamica più larghi e una canalizzazione diversa dei tubi e sistemi vari.. quel dispositivo sotto sella potrebbe essere qualche centralina o magari una pompa dell’acqua).. per qualche motivo siamo lontani a ciò che spiegava Federico nei suoi articoli di tempo fa.
    Per me hanno paura di passare alle valvole e perdere appassionati che comprano Ducati.

  11. Buonasera a tutti

    Permettetemi una riflessione

    Dunque

    Secondo me si rischia di fare i conti senza l’oste; mi spiego
    Parliamo di motori portanti, semitelai in carbonio, ritorno ad un baricentro basso con un centraggio arretrato che hanno visto nella gp10 la massima espressione, anche a detta di Stoner.
    C’è un problema enorme però, l’extra terrestre si è ritirato ed era/è l’unico in grado su piazza capace di guidare in quel modo (correggetemi se sbaglio).
    I piloti su piazza guidano in un range stilistico che nemmeno si avvicina allo stile di Stoner.
    Adesso i piloti ufficiali sono Dovizioso che fece benissimo con la M1 privata di Tech3, molto molto meglio in paragone a quando era ufficiale HRC, poi abbiamo JLo di cui tutti conosciamo storia e stile.
    Altra considerazione
    Mi pare che durante gli ultimi anni dell’era 1.000 (senza sto cacchio di limitazione della misura dell’alesaggio), gommata Bridgestone (2005 e 2006) la Desmosedici ha rischiato seriamente di vincere il titolo con Capirossi.
    Ora, anche Capirossi non guida come Stoner; ricordo una sua intervista in cui rimaneva basito della velocità di percorrenza sua a confronto con quella di Stoner (all’epoca erano compagni nel team ufficiale) nel senso che lui in percorrenza sverniciava Stoner, poi, sul giro, Stoner gli dava mezza giornata.
    Cosa voglio dire?
    Voglio dire che andare verso un centraggio arretrato con baricentro basso sarebbe un suicidio per il semplice fatto che non ci sono piloti in grado di guidarla
    D’altro canto, l’unico modo per conciliare/compensare il comportamento di un centraggio così estremo sarebbe quello di adottare gomme con profilo più a V (vedi 2005 e 2006) ma questo, ovviamente, scozza con il regime di monogomma.
    Il motore portante potrebbe essere un’idea ma verso ingombri e centraggi come quelli della RS-GP altrimenti non ha senso.

    Cosa ne pensate voi tutti?

  12. Alfa86, era esattamente quello che intendevo per “soluzioni alternative”, ma ovviamente non avendo le conoscenze tecniche non so se sarebbe davvero vantaggioso. Tra l’altro anche percorrendo questa strada o chiami qualcuno che su quel telaio ha conoscenze e idee di sviluppo ben chiare ( e quel qualcuno non lo richiameranno mai ) o ti ci vogliono anni per tornare al TOP.
    Qui invece sono richiesti risultati alla svelta e questo è il vero problema: anche dall’Igna ha finito il tempo per sperimentare, deve portare risultati. Se propone ora di ricominciare da zero lo cacciano a calci!
    Poi si è andato a prendere Lorenzo, che per l’amor del cielo è fortissimo, forse il più forte se gli cuci la moto addosso, ma non è proprio l’esempio del pilota che si adatta.

  13. Stefano N, ovviamente ci mancano le conoscenze teoriche, e anche se le avessimo ci mancano i dettagli del progetto. Quel che penso è che quel progetto è stato vincente prima di essere ammazzato dal regolamento e dal cambio gomme; in seguito non lo si è potuto sviluppare per mancanza di fondi e libertà di sviluppo.
    Cmq non volevo arrivare a discutere di questo: il mio concetto era che bisogna scegliere definitivamente che strada seguire, perchè è evidente che il modello Ibrido-Jap forse ti fa vincere un paio di gare, ma il mondiale te lo sogni….Allora o adattano il motore al telaio ( e fanno una simil-jap) o adattano il telaio al motore con soluzioni alternative, qualunque esse siano, portante o meno.

  14. @Riccardo
    Concordo
    L’importante con queste gomme e con questi piloti penso sia non tornare ad un centraggio basso e arretrato.
    (Anche se, se non erro, il profilo Michelin è più a pera rispetto a Bridgestone)

  15. oggi sono in vena di sparare cazzate
    io farei come diceva Federico, alzerei di brutto le moto e il cofanetto nero da sotto al codone lo sposterei verso il cannotto sterzo, tanto per spostare massa davanti e in alto

  16. Centreggio basso e arretrato no in quanto occorrevano per sfruttare al meglio le Bridgestone.. basso neanche altrimenti la Desmo diventa ancora più fisica e più sottosterzante. Le gomme di oggi hanno già tanto gruppo sul posteriore ed in generale entrano più facilmente in temperatura. Il problema rimane farle lavorare entro un range e in maniera costante. Anche il motore va pensato ma con un potenza diversa e suddivisa diversa. Un motore da quasi 300 cavalli non fai niente. La Yamaha ne ha 260 ma li ha divisi meglio tra bassi e medi e in parte agli alti. L’elettronica di oggi va contro moto sofisticate e contro i motori a V. Servono moto più semplici e versatili, moto dove l’elettronica conta minimamente.

  17. Per la lunghezze del motore e delle teste oltre che ingombri teste per forza un telaio diverso occorre perché il perimetrale non si sposa. Il perimetrale va con motore super compatti e piccoli a valvole pneumatiche.. se poi è un 4 in linea una volta per tutti risolve tante cose. La Suzuki è tornata con il 4 in linea proprio perché bilanciare e creare una ciclistica attorto a un v è complicato.
    Ducati potrebbe fare un tentativo con un telaio diverso e che non sia alluminio o tornare al portante pensato diversamente come parametri ciclistici

  18. Per la lunghezze del motore e delle teste oltre che ingombri teste per forza un telaio diverso occorre perché il perimetrale non si sposa. Il perimetrale va con motore super compatti e piccoli a valvole pneumatiche.. se poi è un 4 in linea una volta per tutti risolve tante cose. La Suzuki è tornata con il 4 in linea proprio perché bilanciare e creare una ciclistica attorto a un v è complicato.
    Ducati potrebbe fare un tentativo con un telaio diverso e che non sia alluminio o tornare al portante pensato diversamente come parametri ciclistici . Ormai in moto gp le uniche case che usano il perimetrale sono Honda, aprilia,Suzuki, Ducati mentre Yamaha usa dal 2013 un monoscocca meno estremo di quello che ducati usava un tempo.
    Oggi la gp17 si trova così perché pensavano di recuperare quel carico aerodinamico con soluzioni diverse. Errori su errori senza mancare di rispetto secondo me

  19. Sicuramente gli occhi attenti di Federico, Sme ed Aseb, da quell’onboard di Lorenzo e da altre immagini, avranno cominciato a farsi un’idea.
    Attendo un loro parere. Io ho più l’idea, parafrasando una frase che disse Federico una volta, che “lo strumento c’è” è che non è accordato.
    Pensiero mio è che qui il liutaio Sia andato nel pallone. Il dinamico nella fattispecie, non dall’Igna.

  20. @Jigen75
    Sai cosa Jigen? tutto corretto ma dimenticavo una cosa, senza una base di pneumatico stabile anche il miglior dinamico del mondo rischierebbe di prendere lucciole per lanterne
    Il problema, enorme, aggiuntivo è la non stabilità delle Michelin

  21. il fulcro del discorso, come ha detto Smeriglio, e’ far lavorare al meglio le gomme.
    il grip sta tutto li’.

    la gomma ha un range di temperatura ottimale dentro il quale ha il massimo grip e la massima durata. anche le F1 puntano molto su questo, oltre all’aerodinamica.
    vi ricordate il vantaggio avuto da Mercedes qualche anno fa quando riusci’ a provare le gomme in anteprima? da li’ hanno avuto una svolta.

    il 70% di una moto e’ standard, gomme, cerchi, freni, sospensioni, benzina, radiatori, scarichi, elettronica, carena, ecc. per cui non ci puoi fare molto.

    a me piace ricordare una frase di Furusawa nel dialogo avuto con Preziosi:
    mi preoccuperei prima di tutto di “accordare” la sospensione davanti con quella dietro.

  22. @Stefano N
    Dal basso della mia ignoranza, condivido con te il fatto delle gomme.
    Come disse Quel famoso telaista:”la moto è una stampella che serve a far lavorare al meglio le gomme”…
    Il problema è che tutti usano queste gomme. Perché solo Ducati va nel pallone? E lo fa da un bel po’ di anni.

  23. Jigen75 e JO…
    Purtroppo (mio umile parere) temo che quest’anno “accordare lo strumento” non basti. Questa affermazione poteva andare bene lo scorso anno, ma per la GP17 le cose sembrano stare diversamente.
    Temo che sia stato fatto un errore di progetto che porta in una direzione diversa da quella chiesta dai piloti e che non è risolvibile neanche con un buon setting: la moto di curvare tonda non ne vuole sapere.

    Visto che avete voluto scomodare Federico, lo faccio anch’io citando un suo commento dal debriefing dell’Argentina: “A tutt’oggi credo che nelle mani giuste la vecchia moto abbia limiti superiori pur chiedendo un impegno fisico maggiore.”

    Dovizioso, che con la Ducati le ha vissute di tutti i colori, se n’è accorto e l’idea di passare un altro anno ad arrangiare (per di più pagato uno sputo rispetto al compagno che gli arriva sempre dietro) nella speranza che l’anno prossimo sia quello buono, gli ha fatto perdere le staffe.

    Ora, può essere che i problemi siano stati accentuati dalle gomme e dalla mancanza delle ali, ma il vero problema sta (e qui cito Dovizioso) nella mancanza di un piano: non è possibile continua a navigare a vista, bisogna sedersi a un tavolo e tracciare una strada di sviluppo ben chiara e precisa (azzardata o meno che sia) da seguire per i prossimi anni. Altrimenti la Ducati e i suoi piloti resteranno sempre in balia dei fattori esterni (gomme e regolamento) alternando ottime prestazioni a distacchi abissali. Questo intendevo dal mio primo post.

  24. Riccardo,
    sono d’accordo ma non credo che tutto il male stia li’.
    io sono del parere che le gomme siano la componente piu’ importante del risultato e mi sembra che il gommista non sia trasparente, pare inoltre che vada incontro ai bisogni di qualcuno in particolare.
    da un monogomma mi aspetto che le gomme siano quelle dall’inizio dell’anno fino alla fine. questo non sta accadendo, come fa uno a sviluppare una moto su di una gomma che cambia e se ne accorge che e’ cambiata solo nel momento della gara? non ha il tempo per adattarsi, infatti vediamo che le prestazioni di un po’ tutti variano di continuo.
    se poi questa cambia per andare incontro solo ai bisogni di qualcuno, in che condizioni di parita’ ci troviamo? con il gommista non ci siamo per niente.

  25. @Stefano N: Il problema è che tutti usano queste gomme. Perché solo Ducati va nel pallone?

    perche’ verosimilmente vista la cronologia dei fatti , non hanno un metodo , una visione d’insieme , una cultura… vanno a tentativi , ovvero provano e riprovano coi tester a casaccio e quando trovano una soluzione , nel frattempo le gomme , in continua evoluzione , sono cambiate e debbono ricominciare ad andare a tastoni.

    “causa effetto” , metodo , strategia e logica non fa parte del loro DNA . Questa cosa sono certo faccia cadere le braccia , e non poco, a gente come Federico…..

  26. @Riccardo temo (purtroppo) che tu abbia ragione. Anche se con parole diverse, abbiamo espresso un’idea comune.
    Le parole di Dovizioso, alle quali mi riferivo nel mio primo post e che hai riportato, a mio avviso hanno suonato come un graaaaan brutto campanello d’allarme, della serie:”o vi mettete in testa di fare una moto da GP o dal prossimo anno ve la guidate voi”.
    Perché ha parlato di “sedersi e discutere di tutto a 360”, di “futuro prossimo, che sia questo o il prossimo anno”.

    Ma se a Borgo Panigale fecero finta di non sentire quelle più dirette di Rossi di parole….
    Temo che rivedremo una fuga: prima Dovi, a fine contratto Jorge e subito dopo Gigi.

  27. Purtroppo ho appena letto che Dario non ce l’ha fatta!
    Lo so che è un aspetto di questo straordinario “gioco”, ma l’amaro non lo si toglie con una retorica.
    Tutto il resto passa in sordina ed i “problemi” o quisquilie si ridimensionano. Torneremo a pensarci domani….

  28. Che peccato… sentite condoglianze a tutta la famiglia e a tutti gli amici. Di lui rimarrà sempre il forte legame che è riuscito a creare tra due terre così lontane, accomunate però dalla stessa passione e dagli stessi sentimenti.
    Riposa in Pace Dario

  29. Che Dario sia un esempio.
    Non un monito.
    Che Dario sia ricordato e che viva nei cuori per come ha vissuto.
    Non per come è morto.
    Perché le passioni ci salveranno.
    Sempre.

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