Abbiamo già detto della convocazione davanti al consiglio della Fia per l’incidente con Lewis Hamilton nel Gran Premio dell’Azerbaigian. La Fia vuole vedere chiaro sulla penalità inflitta, ma una volta per tutte non è andata giù all’organo federale che dopo la punizione Vettel sia uscito dalla gara con punti di vantaggio rispetto al rivale, come se anche il distacco del poggiatesta della Mercedes sia colpa del tedesco. Uno degli avvocati difensori di Vettel, è Jenson Button, anche lui punito per aver causato il bizzarro indicente di Montecarlo con Wehrlein, che non vede nessuna motivazione per cui debba essere indagata la faccenda ulteriormente. Pur non giustificando il gesto di Vettel, che anche secondo Button è da considerarsi negativo, comunque la direzione gara ha preso provvedimenti e dovrebbe finire in pista ciò che è successo in pista. Rincarando la dose, il campione del mondo 2009, ha detto che nella formula 1 attuale c’è gente che ha fatto di peggio buttando fuori pista i colleghi passandola completamente liscia, uno su tutti, aggiungiamo noi Valtteri Bottas.

In sostanza, il discorso, peraltro condiviso fatto da Jenson Button, è che necessita di una politica chiara. Il Gp di Azerbaijan ha mostrato due piloti in lotta con il coltello tra i denti, disposti a lottare per il titolo anche usando mezzi di dubbia correttezza sia da una parte che dall’altra. Una cosa che non si vedeva almeno dal 1997.  Sebastian Vettel paga solo la maggiore chiarezza del gesto perchè vista da decine di telecamere, mentre le scorrettezze fatte dal rivale si devono andarle a cercare nelle telemetrie sempre che lo si voglia fare. Inoltre va ridimensionato il discorso per cui come in strada chi tampona ha sempre torto, allora possiamo dire che la pista non è la strada ed ha regole diverse, ed inoltre anche in strada se davanti è libero ed il conducente frena senza nessuna motivazione apparente solo per impedire a chi segue di sorpassare,  rimane una scorrettezza punibile se dimostrata purchè ci sia la volontà.  Alla fine indipendentemente da come andrà a finire la Ferrari e Sebastian Vettel avranno più appoggio pubblico di quanto ne abbiano Mercedes ed Hamilton. Un problema per una società attenta all’immagine come la Liberty Media.

Daniele Amore