F1 | Gp del Giappone, Pagelle “Chi mi ha spento la candela!!” di Giornale Motori

Dopo il disastro del Gp di Suzuka, possiamo scommettere che a Maranello si aprirà la solita caccia alle streghe che vorrà mettere obbligatoriamente sul banco degli imputati qualcuno, partendo da Arrivabene fino al guardiano che ha fatto entrare il camion con la candela difettosa. Un gioco a tagliare le teste che non serve a nessuno ed avrà come unico scopo quello di indebolire un team giovane senza contare che nessuno rischierà più del dovuto sapendo di avere la mannaia sulla testa. Poi c’è la questione della Candela. Vogliamo porre l’attenzione su una cosa importante, è cioè che la F1,  tutta la monoposto,  è un prototipo, quindi ognuno dei componenti che la compone nemmeno il più piccolo ed insignificante rivetto è comunque un esemplare unico diverso da quello che normalmente finisce in produzione di serie. La Candela,  o come si dovrebbe chiamare elemento di accensione che si è rotta non è come quella che smonta dal proprio motorino come qualche bontempone ha detto in TV, ma un elemento che serve non solo per dare scintilla ma anche a controllare la preaccensione del carburante tipica delle moderne Power unit, un elemento complesso che porta nella parte superiore anche la componente elettronico per la gestione ed il controllo. Quindi nel momento in cui si porta la potenza ad un livello superiore non esiste componente che non si può rompere. Si deve solo capire se vale la pena andare a cercare i cavalli per provare a vincere o accontentarsi di sperare nelle vicissitudini degli avversari puntando tutto sull’affidabilità.

Lewis Hamilton 10 Non poteva immaginare nei suoi sogni più piacevoli che Vettel avesse potuto fare due zero nel giro di tre gare. In ogni caso il britannico ci ha messo il suo con una ottima pole position ed il dominio della gara fin dal primo giro, anche con l’aiuto del compagno come si deve ad un leader.

Kevin Magnussen 8 Una bella gara, non frutta del caso. Il passo c’era ed era veloce almeno se non meglio del compagno. Un ottimo passo avanti per il danese in vista della prossima stagione.

Max Verstappen 7 Un altra buona gara, ma questa volta nonostante il suo impegno e la sua abnegazione non c’è stato nulla da fare contro la Mercedes di Hamilton. Anche senza l’impedimento di Bottas sorpassare è molto difficile a Suzuka anche per le capacità del giovane figlio d’arte.

Daniel Ricciardo 7 Sta amministrando quando di buono fatto nella stagione fino a questo momento. Anche se la ribalta ora sta osannando il giovane compagno, i punti più importanti li ha portati l’australiano, al quale non basta altro che stare lontano dai guai per andare sempre bene.

Kimi Raikkonen 7 La penalizzazione peggiora una qualifica non eccellente. Parte male al primo giro esce fuori pista, ma si rimbocca le maniche e comincia una bella rimonta che lo porta a suon di sorpassi fino alla quinta posizione meglio delle aspettative.

Esteban Ocon 7 Una buona gara parte del francese. Un po meno il comportamento che ha visto un ottima resistenza su Ricciardo ed arrendevole con la Mercedes. Ha talento e si vede non necessita di sviolinare in pista.

Sergio Perez 7 Per la Force India un’altra gara in parata. Però quanto ci mancano i duelli con il compagno, andare a braccetto proprio non si addice al carattere del messicano.

Romain Grosjean 7 Una gara per recuperare punti importanti accompagnando il compagno, recuperando qualche strafalcione di troppo nella giornata di qualifica.

Sebastian Vettel 6 Ormai le speranze sono al lumicino, ma un’avaria può anche avvenire agli avversari se avrà la forza di lottare ancora mettendo la giusta pressione.

Valtteri Bottas 5 Va bene fare il secondo, lo scudiero, va bene farlo bene, ma farlo anche quando non è necessario appare stucchevole.

Felipe Massa 5 Una buona qualifica che ancora una volta non si traduce in gara. La monoposto non va, ma non è che Felipe faccia il massimo per fare un po di differenza con la sua esperienza.

Fernando Alonso 5 Non una bella gara, ancora una volta si rende colpevole di aver ostacolato chi sopraggiungeva come doppiato, solo che questa volta il team ha un peso politico diverso. Ora sa che non è intoccabile.

Daniele Amore

 

 

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