Ieri si è corsa una gara davvero intensa sul tracciato di Sepang, una gara ovviamente bagnata come di consueto in Malesia in questo periodo dell’anno.

Vi domanderete perché questo pagellone è “sgommato”: beh, la risposta è semplice, basta guardare la foto in alto. Visto che segno in terra che ha lasciato Lorenzo? Ecco, immagino che molti altri piloti, compreso Jorge, abbiano lasciato segni del genere, ma non in terra bensì nella tuta. Ed ecco la sgommata o, come lo chiamo io, lo “schumacherino” (perché Schummy sgommava alla grande in pista!).

Quindi, chi più chi meno, ci ha lasciano N anni di vita in alcune curve, circa un lustro Jorge quando ha perso il davanti più un altro paio qualche curva prima. Per non parlare di Marquez che ha rischiato palesemente di stendersi un paio di volte e in quel caso la sgommata è d’obbligo. Zarco poi, sgommatone da circo. Poi invece c’è chi ha lasciato i segni direttamente nelle vie di fuga, pure due volte.

Prima di iniziare coi numeri, subito un 10 a Franco Morbidelli, nuovo Campeao du Mundu Moto2, e visto che è italo-brasiliano ci sta anche chiamarlo Campeao du Mundu, anche perché io il portoghese non lo so e nemmeno bene l’italiano. Scherzi a parte, ha vinto facile e senza pensieri per l’infortunio del povero Luthi, però aveva dato una grande svolta nelle ultime due gare e ha meritato il titolo dopo aver dominato la stagione. Ora partiamo!

Andrea Dovizioso – DIECISSIMO: UNA GARA PAZZESCA! Ha fatto davvero quello che ha voluto: ha gestito all’inizio, ha cercato di capire com’era la pista, poi ha dato il colpo e ha vinto. Altro che giochi di squadra, ne aveva di più e basta. Si dice che la speranza sia l’ultima a morire, ma a Valencia servirà davvero un mezzo miracolo per vincere. Chissà che il fantasma del 2006 non si trovi ancora a passare da quelle parti tra due settimanine.

Jorge Lorenzo – 9,5: finalmente un bel Jorge direi, preciso, affilato e incazzato al punto giusto. Non ha vinto è vero, però ha fatto una grande gara e si vedeva che lui voleva vincere. Altrimenti non avrebbe lasciato virgole con la tuta sull’asfalto. Anche onesto quado ha detto che era inutile rischiare visto che davanti aveva il proprio compagno che si gioca il titolo.

Johann Zarco – 9: non è solo il rookie dell’anno ma anche il miglior pilota privato in classifica generale. Un debuttante con le contropalle, altro che storie. Fa una gara splendida, forse poco spettacolare, ma è l’unico ad aver gestito una soft con quel ritmo, cosa non da poco.

Marc Marquez – 8: capisce che non ce n’è, che i rischi sono troppi, allora non si fa prendere dalla fretta e fa il ragioniere. Rischia anche di stendersi ma alla fine arriva al traguardo sano e salvo. Ora a Valencia si aspetta poco più che una passerella, sfiga permettendo.

Dani Pedrosa – 6,5: fa quello che può con il poco grip che si ritrova. Opta per una soft pure lui e cerca di gestirla. Almeno è lì nei primi, anche se il distacco è tantino…

Danilo Petrucci – 9: parte dal gate dell’aeroporto eppure arriva sesto. Davvero un grande. Peccato perché se fosse partito dal suo posto in griglia poteva essere più utile alla causa Ducati.

Valentino Rossi – 5,5: niente da fare, la moto non mota e lui con poco grip si ritrova ad annaspare. Almeno tiene dietro Vinales che col bagnato si bagna le polveri ed è poco esplosivo. Però serve rivedere il lavoro di sviluppo e in fretta.

Jack Miller – 6: fa del suo meglio, la gamba è ancora in via di guarigione, e lui cerca di non fare malanni. Ci riesce con un buon risultato.

Maverick Vinales – 4: praticamente un mototurista sullo stelvio sotto al diluvio. Non aggiungo altro.

Le KTM: faccio un discorso generale. In Moto2 fanno doppietta e vince due gare di fila, in MotoGP è di nuovo nella top ten. Stanno capendo il giochino, gli austriaci non scherzano per nulla.

Andrea Iannone… il classico bulletto di periferia, fa il figo quando si sente forte e poi se ne torna dietro con la coda tra le gambe. Il classico che “picchia l’uomo che caga”.

Ora finisco qui, ci attende l’ultimo round spagnolo di Valencia. Vediamo cosa accade…