F1 | L’Alfa Romeo marcherà le power unit Ferrari per la Sauber nel 2018

Vogliamo essere chiari e cristallini, dopo i roboanti comunicati stampa da parte del Ceo della Ferrari Sergio Marchionne, la stampa nazionale che da 24 ore sta facendo da cassa di risonanza con altrettanto spettacolari titoli a nove colonne ed i social,  dove gli appassionati stanno festeggiando un ritorno in vista di grandi successi degni di un grande passato, ma soprattutto prima che i prezzi delle Alfa Romeo 75 a carburatori volino a livelli riservati di solito alle Ferrari 250 California, vogliamo spegnere in modo definitivo il fuoco dell’entusiasmo circa il ritorno dell’Alfa Romeo in Formula 1. Infatti quello dell’Alfa Romeo con la Sauber non è altro che un rapporto di main sponsor. In sostanza il logo Alfa passa dalla fiancata della Ferrari direttamente sui coperchi della sua power unit che sarà all’interno delle carrozzerie della Sauber del 2018. Ma è bene essere chiari, non una sola vite della power unit di Maranello sarà made in Alfa Romeo. Anzi possiamo dire con certezza che la versione di quest’ultima potrà al massimo essere lo stesso step di sviluppo riservato alla Haas, con buona pace degli americani che la pagano cara a Maranello, mentre gli svizzeri hanno la sponsorizzazione diretta, come un costruttore in esclusiva.

Il Ceo Marchionne, ha dichiarato nel comunicato stampa, che questo accordo è il primo passo verso un rilancio dell’Alfa Romeo per un ritorno alle corse che fa parte della storia del marchio, lo stesso Ceo che meno di due settimane fa tuonava al tavolo dello Strategy Group che la Ferrari, un brand che sa sempre ha basato al sua strategia di vendita del prodotto sullo sviluppo nel mondo delle corse,  potrebbe fare a meno delle corse, per un guadagno netto per gli azionisti. La verità è che gli uomini del Marketing FCA, tutta gente capace, laureata nelle migliori università del mondo, pagata fior di quattrini, ha partorito un idea che sa tanto un elefante che partorisce un topolino.  Passare da immagine in un punto defilato all’ombra della Ferrari ad brand marcato in bella vista sulla power unit facendola passare per il ritorno dell’Alfa Romeo con lo status di costruttore è una mossa presuntuosa giocando sulla passione soprattutto quelli giovani e giovanissimi, come se questi ultimi non comprendessero la differenza tra lo status di costruttore e quello di sponsor.

Resta da capire se queste grandi menti, abbiano considerato che la Sauber ad oggi è un team in forte crisi economica, anche risparmiando i soldi per la motorizzazione, dirottandoli nel comparto telaio, difficilmente potrà fare il miracolo di creare una monoposto che possa lottare anche lontanamente per il podio. Una condizione di competitività che mette il marchio Alfa Romeo non solo alle spalle della casa madre la Ferrari, ma soprattutto dei suoi competitors sul mercato, prima di tutte la Mercedes con la sua gamma premium in diretta concorrenza con quella Alfa, ma anche i due costruttori generalisti Renault e Honda rischiano di avvantaggiarsi del fatto di aver messo alle loro spalle un marchio blasonato come l’Alfa Romeo. L’idea che la al termine del 2018, la Mercedes possa fare quanto fatto per la Ferrari con tanto di video promozionale a Maranello, lo stesso discorso pubblicitario davanti al museo di Arese dell’Alfa dovrebbe far tremare i polsi ai signori del Marketing FCA.

Quello che gli appassionati vorrebbero vedere è un Alfa Romeo che rilancia se stessa con una gamma di prodotti all’altezza del DNA del marchio facendo attenzione alle nuove tendenze del mercato, con un attività sportiva che deve essere parte delle politiche della casa del biscione dove può fare la differenza. Più volte da queste pagine abbiamo detto che all’Alfa Romeo non serve la Formula 1, o almeno non come effigie su una scocca o un coperchio delle punterie. All’Alfa Romeo serve correre dove può fare la differenza con la propria tecnologia, dove i tecnici Alfa possono usare le loro conoscenze per andare a lottare con i concorrenti nel campionato Turismo, DTM, e perchè no anche nel WEC approfittando dell’assenza di Porsche, facendo leva sulla debolezza dell’ACO per avere un regolamento più adattabile alle proprie esigenze di costi. Come ignorare il precedente della Infiniti sulle fiancate di una vincente RedBull che non ha portato quello che i dirigenti franco-giapponesi si aspettavano in termini di penetrazione del mercato. Diverso invece il discorso della Tag-Heuer che partecipa attivamente alla definizione della elettronica RedBull e la parte ibrida, per non parlare della Aston Martin che stufa di fare da tappezzeria sulle fiancate stia pensando ad una sua power unit sfruttando le risorse economiche dei bibitari.

Se per recuperare l’immagine vincente di un brand dalla storia altisonante come l’Alfa Romeo bastasse fare da sponsor, allora niente di più facile sarebbe chiedere alla Hyundai di costruire altre due WRC per poi cambiare la mascherina anteriore, si potrebbe fare un altro comunicato roboante sul ritorno della Lancia nei Rally!  Quando Ferrari negli anni 30 del secolo scorso poneva il suo stemma, lo scudetto con il cavallino, al posto del triangolo con il quadrifoglio tipico delle Alfa ufficiali, non era marketing. Enzo aveva la libertà di intervento, disponeva dei  migliori tecnici, ed i migliori piloti, un livello di rivalità interna tale da giungere al punto da costringere Ferrari a lasciare sbattendo la porta, ma con la clausola capestro di non usare un suo nome per un eventuale carriera da costruttore. La prima vettura del Drake fu infatti chiamata Auto Avio Costruzioni. Un po come se oggi i tecnici Alfa potessero mettere mano alla power unit Ferrari liberamente, al telaio ci potesse lavorare Adrian Newey, e come pilota Lewis Hamilton. Per quanto critici,  la passione per il marchio glorioso italiano ci porta a fare un grosso in bocca al lupo alla Sauber ed i suoi tecnici, per il bene della nostra cara ed amata Alfa Romeo, la quale vogliamo ricordare a tutti, ha intorno al suo logo una stupenda corona di alloro che ricorda i campionati del mondo vinti, una corona persa nel tempo, che dovrebbe tornare al suo posto a prescindere dalla presenza o meno in Formula 1.

Daniele Amore

8 Comments

  1. Post By Dema

    Bell’articolo

  2. Grazie.

  3. Post By alfa86

    io mi auguro che l’accordo preveda l’acquisto di sauber in ottica dei prossimi regolamenti..secondo me la Ferrari con questa operazione avrà più possibilità di sviluppo e suppongo che il modello in scala in galleria della sauber sarà uguale a quello della ferrari.. in modo da avere dati e sviluppare indirettamente raggirando il regolamento.
    Sauber questi soldi non li ha e diciamo avere stessa base Ferrari permetterebbe di spendere meglio dal fronte aerodinamico piuttosto che meccanico e in parte progettuale

  4. Post By alfa86

    per quanto riguarda l’Alfa mi chiedo perchè a parte la sponsorizzazione perchè non preparare qualche modello per il Dtm o magari usare il know-how di Ferrari per preparare una Formula E visto che tutti i grandi colossi li puntano

  5. @alfa86 per la prima dobbiamo aspettare giusto per dovere di cronaca la conferenza di domani. La seconda è quello che ci chiediamo tutti

  6. Post By alfa86

    Shadow credo anche che nel momento giusto una tra Ferrari o Alfa verrà venduta. Marchionne è stato messo lì da chi è al vertice in Ferrari per riportare al top un marchio in decadenza. Però l’entrata in borsa, i miglioramenti mi portano a pensare che uno di solito vende un marchio quando è al top e vince o è vicino alla vittoria.

  7. Post By alfa86

    Shadow mi chiedevo anche perché la Ferrari nel 2018 non va rivedere le sue scelte progettuali. Il passo corto ha pagato per metà stagione poi non più. Mi preoccupa tanto anche il problema motore. Con 3 a stagione Ferrari , Honda e Renault avranno problemi vari e dovranno fare scelte progettuali meno esasperati con occhio maggiore ad affidabilità mentre Mercedes va a sviluppare il loro prototipo 2018 messo in pista nella parte finale di campionato.

  8. @alfa86 sulla questione cessione da parte di Marchionne io personalmente ho la mia idea. Sarà fanta politica economica ma io credo che alla fine Marchionne farà lo spezzatino e vende l alfa ai tedeschi ed il resto a gm! Rimanendo presidente della Ferrari che appartiene ad una holding diversa. Il discorso tecnico non è propriamente corretto la Ferrari ad oggi vale 8/10 di una Mercedes. Deve solo trovare ancora la quadra tra il telaio che va bene quasi dappertutto ed il drag aerodinamico la resistenza che genera un forte carico, cosa che la mercedes riesce. Se poi la Pirelli la smette di portare gomme che vanno bene sempre al telaio tedesco sarebbe perfetto ma li e politica non tecnica

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