F1, Honda contraria al limite dei 3 motori

Per Honda il 2018 sarà un anno in cui far ripartire davvero il suo progetto in F1. Consumatosi il divorzio con la McLaren e raggiunto l’accordo con la Toro Rosso, che le permetterà di rimanere nel circus ma lontano dal clamore e pressioni di un Top-Team, per il colosso giapponese è tempo di dare un reale senso alla dispendiosa sfida tecnologiche in cui si sono lanciati. Il primo e forse più importante ostacolo da affrontare per la nuova stagione sarà quello del limite massimo di 3 Power-Unit utilizzabili nell’arco di tutto il campionato. L’ennesima pazzia di una Formula uno spaesata in grado di portare non pochi grattacapi ai (pochi) motoristi iscritti e praticamente nulla a tutti i fan che continua a seguire questo pazzo mondo. Tale regola evidentemente va contro il significato stesso della categoria e Yusuke Hasegawa, da poche settimane sollevato dall’incarico di responsabile F1 per la casa di Tokyo, sottolinea l’attuale impossibilità di spremere realmente l’altissimo potenziale degli attuali propulsori: “Credo non sia ragionevole” riporta ad Autosport “Risparmiando le prestazioni del motore è un traguardo facile da ottenere: se usiamo 2000 giri in meno, ovviamente, possiamo finire la stagione, però non ha senso”.

Tutti quanti, almeno nelle prime gare, correranno al risparmio così da evitare problemi o rotture in grado di condizionare in negativo l’intera annata. Sarà infatti fondamentale tenere al meglio le 3 Power-unit utilizzabili, mantenendo una media di ben sette appuntamenti per unità, essendo il calendario arrivato ad averne 21 visto il ritorno della Germania e, dopo dieci anni, quello della Francia: “Da quest’anno i motori dovranno completare ben sette GP, quindi i produttori devono cercare di gestire un difficile equilibrio tra le prestazioni e l’affidabilità. In questo momento dobbiamo concentrarci sull’affidabilità, per produrre un motore in grado di durare sette gare. Ma dobbiamo anche migliorare le prestazioni. Ovviamente speriamo di avere un buon motore fin dall’inizio: se non ci riusciremo, avremo solo due possibilità di portare degli aggiornamenti” Trovare un modo per sopravvivere, solo dopo si parlerà di cronometro. Peccato che qui stiamo parlando di Formula uno.

Riccardo Cangini 

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