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Stéphane Peterhansel sembra aver attutito bene il colpo psicologico dopo l’incidente che lo ha tagliato fuori nel discorso vittoria Dakar 2018, facendo subito sua l’ottava tappa lunga ben 598 chilometri nonostante il buon Cyril Despres sia stato autore di una prova eccellente, tanto da arrivare con appena 49” di distacco dal vincitore. L’unico pilota in grado di tenere il ritmo delle formidabili Peugeot è stato Nasser Al-Attiyah cedendo poco più di due minuti alla coppia francese, anche se il suo vero obbiettivo è quello di recuperare l’ora di distacco che lo separa dall’attuale leader nella generale, Carlos Sainz. L’iridato WRC ha iniziato a correre con intelligenza, potendo amministrare un importante vantaggio e sapendo che ora è lui l’uomo di punta della casa del leone, con i compagni di squadra pronti ad aiutarlo nel caso vi siano problemi o imprevisti. In ripresa il secondo pilota Toyota Bernhard Ten Brinke, ora a poco meno di 10′ da Al-Attiyah dopo aver superato Giniel De Villiers. Nelle posizioni più alte troviamo anche la MINI John Cooper Works dell’argento Orlando Terranova (6°), mentre l’italiano Eugenio Amos è stato costretto al ritiro dopo aver bruciato la frizione del suo Buggy 2WD.

Nelle moto tappa maratona altrettanto provante con 500 chilometri da affrontare nel percorso tra Uyuni e Tupiza, affrontati al meglio dai due centauri Antoine Meo e Ricky Brabec che si sono contesi più volte il vertice. Alla fine a spuntarla è stato il francese della KTM, alla sua seconda affermazione di tappa con un margine di 1’08” sullo statunitense. A tenere alto l’onore della Yamaha è rimasto il leader della classifica generale Adrien van Beveren (settimo a 8’44” dal vincitore) mentre Xavier De Soultrait è stato costretto a dire addio alla Dakar dopo una brutta caduta al km 171. Evacuato in elicottero, le prime indicazione parlano di un infortunio al ginocchio ed al gomito sinistro. Si rifà sotto così Kevin Benavides su Honda, oggi quarto e a solo 22″ dal leader della generale, così come le mai rese KTM in terza e quarta piazza grazie alle prove di Matthias Walkner e il rientrante Toby Price. Da sottolineare poi l’eroica impresa di Joan Barreda, arrivato ieri al bivacco di Uyuni vincitore ma con un ginocchio davvero malconcio in seguito ad una caduta. Lo spagnolo della Honda ha comunque deciso di ripartire, chiudendo persino con un ottimo ottavo posto che tiene ancora vive le sue speranze di vittoria. Nel capitolo italiani al solito il migliore è stato Alessandro Botturi, 23esimo proprio davanti all’ottimo Maurizio Gerini, con Jacopo Cerutti accreditato invece del 27esimo tempo ma primo tra gli azzurri nella combinata. Domani non verrà effettuata la nona tappa a causa delle forti piogge che stanno interessando la Bolivia; la carovana Dakar così si dirigerà direttamente in Argentina, a Salta, da dove si ripartirà martedì.

Riccardo Cangini

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