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Carlos Sainz e Peugeot conquistano la 40esima edizione della Dakar, perfetto modo per la casa del leone di chiudere la sua esperienza nei Rally Raid confermando la 3008DKR come un progetto tanto avanzato quanto vincente. A guidarla poi un Carlos Sainz in una forma agonistica eccellente, bravissimo nel non aver subito psicologicamente un avvio denso di difficoltà, recuperando tutto il distacco e poi issandosi davanti a tutti mentre i suoi avversari e compagni di squadra venivano rallentati tra errori o guasti tecnici. Quando poi la situazione lo vedeva come il primo favorito alla vittoria, lo spagnolo ha iniziato ad usare la testa correndo le ultime decisive tappe tutto sul piano tecnico, provando un brivido nella 12° speciale causa un cambio rotto giusto negli ultimi chilometri di speciale. Avendo però ormai il supporto dell’intero team (Cyril Despres divenuto una vera e propria vettura assistenza) nessun problema sembrava insormontabile ed oggi, finalmente, è arrivata l’ufficialità del trionfo. Resta un po di amaro in bocca per Stéphane Peterhansel, indicato come il favorito per buona parte di questa Dakar, e sopratutto Sébastien Loeb costretto al ritiro per l’infortunio del suo navigatore Daniel Elena. Restano affamati di vittorie Toyota e il suo pilota di punta Nasser Al-Attiyah, terminati in seconda piazza causa l’aver perso minuti fondamentali nelle prime tappe. La scommessa MINI del buggy non è invece riuscita a lasciare il segno, con il solo Mikko Hirvonen in grado di raggiungere il traguardo ma dietro alla Cooper di Jakub Przygonski. Nei camion, complice il ritiro (tattico?) di Fabrizio Villagra, a trionfare per la terza volta è l’equipaggio russo del Kamaz con Eduard Nicolaev alla guida.

Nelle moto la lingua ufficiale 2018 per questa Dakar è certamente l’austriaco visto il trionfo di Matthias Walkner e KTM. Moto e pilota della stessa nazione, con Walkner al suo primo successo in carriera dopo due ritiri ed un secondo posto nel 2017. Il suo diretto inseguitore Kevin Benavides ha provato fino all’ultimo facendo sua anche questa 14° tappa, senza riuscire però ad annullare del tutto il distacco in classifica generale e pagando l’errore di navigazione commesso proprio nel momento più delicato di questa Dakar. A completare il podio c’è l’altra KTM di Toby Price, campione nel 2016, che è venuto fuori soprattutto nella seconda settimana di gara, portandosi a casa due vittorie di tappa e a soli 23’01” dal compagno di squadra, risultati più che soddisfacenti se si pensa che l’anno scorso è stata fermo per diversi mesi causa infortunio. Tanti poi i big costretti alla resa, partendo dal vincitore della scorsa edizione Sam Sunderland, k.o alla quarta tappa per una compressione alla schiena. Senza dimenticare poi la brutta caduta (a 3 km dalla fine della decima tappa) per Adrien van Beveren, riportando una frattura alla clavicola ed un pneumotorace, oltre che la resa giusto il giorno seguente di Joan Barreda per problemi al ginocchio. Il migliore tra gli italiani è stato Jacopo Cerutti (20°), ma molto positiva è stata anche la gara di Maurizio Gerini, 22esimo alla sua prima Dakar. Nei quad vittoria in dominio di Ignacio Casale, capace di vincere sia l’odierna speciale che l’edizione vantando un distacco dal suo diretto inseguitore (l’argentino Nicolas Cavigliasso) di ben 1.38’52”.

Riccardo Cangini

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