Tim Goss: La Mclaren si sta impegnando al massimo per la nuova monoposto

La stagione 2018, che prenderà il via fra poco più di un mese, vedrà la McLaren spinta dal propulsore Renault, dopo le numerose delusioni rimediate dalla Power Unit Honda. Il team si sta impegnando al massimo per creare una monoposto competitiva in grado di riportare al successo la scuderia di Woking, assente dal gradino più alto del podio da ben cinque stagioni.

Tim Goss, in una intervista a Motorsport.com, ha spiegato il lavoro che si è svolto a Woking,  mettendo in luce le priorità di sviluppo scelte dal team. Obiettivo fondamentale è quello di creare e sviluppare una monoposto che si possa sfruttare al meglio in qualsiasi condizioni e già dalla MCL32 il team aveva lavorato in quest’ottica. Le prestazioni sono passate in secondo piano, ma lo scopo era quello di studiare a fondo l’aerodinamica della monoposto, capire la fisica dei flussi garantendo una stabilità aerodinamica in qualsiasi condizione di utilizzo del mezzo.

Solo dopo aver risolto questo rebus, la squadra si è concentrata sulle performance anche se non è stata supportata a dovere dal motopropulsore Honda. Lo stesso Goss ha ammesso che la monoposto della passata stagione non è stata concepita per avere la minima resistenza aerodinamica per compensare i cavalli mancanti dal motore giapponese:  “Anche se avessimo ridotto la sezione frontale della monoposto, non saremmo riusciti ad avere una velocità di punta adeguata. Il nostro compito è quello di ottenere il giro più veloce possibile e di qualificarci nella migliore posizione possibile. E in alcuni casi è stato arduo riuscirci” ha dichiarato Goss.

I miglioramenti della McLaren si sono visti dal Gran Premio di Ungheria ma già a Spa il team era penalizzato da un motore insufficiente di cavalli. A Monza poi il deficit di potenza è stato imbarazzante e la Mclaren non ha potuto minimamente competere con gli altri in termini di velocità di punta (essenziale nei lunghi rettilinei brianzoli).

La speranza di Goss e di tutta la McLaren si chiama Renault: per quanto possano lavorare a testa bassa per sfornare una monoposto competitiva dal punto di vista telaistico e aerodinamico, se questa non viene spinta da un motore in linea con la concorrenza di Ferrari e Mercedes, difficilmente i buoni risultati si portano a casa.

 

Mazzocco Alessio
Foto: A.LPhoto

 

 

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