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Non succedeva da cinque anni che nella classifica iridata del mondiale di Formula 1 ci fossero 5 piloti in 24 punti, poco meno del valore di una vittoria. A Shanghai, nel GP di Cina, ha vinto un grande Ricciardo, grazie al suo talento, grazie ai meccanici e alla strategia della Red Bull (che, forse, da questo momento si dovrebbe prendere in netta considerazione per la vittoria). La Ferrari esce dalla trasferta più temuta con la consapevolezza di potersi giocare il mondiale alla grande.

Il sorriso dirompente di Ricciardo, il the mask della F1, piace a tutti, ai tifosi e a chi farebbe bene a farci un pensiero per il futuro visto che è anche in scadenza di contratto alla fine di quest’anno. Le sue capacità di attaccare e sorpassare pulito, senza lasciare scampo agli altri, non le scopriamo certo in Cina, per referenze chiedere a Vettel a Monza, che a parità di macchina nel 2014 ha scoperto la mossa Ricciardo finta e stoccata. C’è comunque da essere leggeri con l’esaltazione. Ha vinto un gran premio grazie alla magia dei suoi uomini a rimetterlo in pista in tempo per disputare la qualifica, dopo la rottura del turbo, passando così da possibile ultimo al via a primo al traguardo, ha vinto grazie alla strategia e grazie al suo compagno di squadra che ancora vive in un videogioco e prova sorpassi in modalità arcade quella che joystick in mano non porta danni, ma di danni ne fa eccome. Poteva vincere lui, il talento non si discute è rimasto a leccarsi le ferite ma questa volta almeno chiedendo scusa. È indubbio che Red Bull abbia in prospettiva la coppia più interessante di piloti, ma le converrebbe accorgersi in fretta che forse le tante coccole rivolte a Max dovrebbero essere indirizzate anche a Daniel, uomo mercato che piace a Ferrari, ma non c’è un’opzione, e anche a Mercedes. Classifica cortissima come non succedeva da 5 anni, 5 piloti in 24 punti, poco meno del valore di una vittoria.  Nel giorno della prima sconfitta stagionale, la Ferrari esce consapevole di poter avere la macchina più competitiva, perché la Cina era la trasferta più temuta eppure se la stava giocando alla grande. Può quindi guardare con aggressività a Baku, per tornare a fare bottino pieno. Mercedes non è in crisi, vero non vince da tre gare, ma Bottas stava per farlo. E’ in crisi con Hamilton, assente ingiustificato, ma tornerà presto sulla retta via.

Luca Galatioto

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