Non è facile vedere un pilota come Daniel Ricciardo senza il sorriso stampato in volto. Che dire, dopo sette ritiri in una stagione di cui due consecuitivi, è difficile trovare il lato positivo della faccenda. Dopo Città del Messico l’australiano della Red Bull affermerà: “la gara è stata un disastro fin dalla partenza. Le prove erano andate benissimo ed eravamo pronti a scattare ma, alla fine, è stato uno schifo. Io questa macchina non la voglio più guidare, la lascio a Gasly. Ci vediamo l’anno prossimo”. In una giornata di sorrisi per la vittoria di Verstappen e il quinto iridato di Hamilton la disperazione di Vettel e, ancor di più, di Ricciardo lasciano molti con un magone difficile da mandar giù.

Chris Horner ha prontamente smentito le parole del pilota della Red Bull; Ricciardo è un pilota emotivo ed impulsivo, cade facilmente in disperazione. Dopo quello che sarebbe dovuto essere il suo week – end, almeno per l’ultima volta con la Red Bull, Ricciardo era demoralizzato; convinto di non correre più. Horner ha affermato, inoltre, che la macchina verrà regolarmente preparata per i week – end del Brasile e di Abu Dhabi sempre con Ricciardo al volante della sua RBR numero 3.

Renault ? Un motore da vittoria. Bhe, insomma…

Sempre lo stesso Horner, l’indomani del GP di Austin, avrebbe affermato che la colpa di tutti questi ritiri di Ricciardo altro non da attribuirsi che al poco affidabile motore Renault. E si che l’anno prossimo l’australiano correrà proprio con una Renault. La settimana dopo, quasi nemmeno farlo apposta, Horner si pone nella posizione opposta complimentandosi con il costruttore francese per aver fornito un “motore da vittoria” al team anglo – austriaco. Altresì, però, Horner è scettico sul futuro di Ricciardo in quanto, insomma, le giallone hanno preso due giri dai top team in Messico.

Il manager inglese, piangendo quasi lacrime di coccodrillo per una “fantastica doppietta mancata”, spera l’uscita di Ricciardo da questo tunnel carpale di sfortuna che lo sta, pian pianino togliendo dai riflettori della scuderia di Milton Keynes. Lui che, dopo l’epopea Sebastian Vettel, riportò la vettura sul gradino più alto del podio, diventando ben presto acerrimo rivale dei big del volante. Un rivale non odioso nè tantomeno spocchiosetto ma, anzi, simpatico, sorridente e festaiolo come solo uno con il sangue siciliano nelle sue vene può essere.

Ovviamente per il povero pilota australiano stiamo parlando di una Moira gran poco favorevole, non certo di una strategia di scuderia volta a favorire il rivale olandese Verstappen. Come si dice la fortuna è cieca, l’amore è bendato ma solo la sfiga ci vede benissimo. Noi, comunque, vogliamo ancora una volta rivedere Daniel sorridere e brindare alla sua ancora una volta da quella scarpa.

 

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