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Haas e Racing Point Force India sono ai ferri corti ed entrambe le scuderie sono state convocate dai commissari venerdi mattina prima delle prove libere, per un chiarimento.

Nessun dettaglio in merito è stato dato se non che questa convocazione è frutto di una protesta da parte della Haas contro le Force India e che riguarderebbe l’utilizzo della “vecchia” VJM11 costruita dalla Force India ed ereditata dall’attuale proprietario del team, che nel frattempo ha anche cambiato il nome da Force India a Racing Point Force India.

I regolamenti della F1 dicono che tutte le squadre devono possedere i diritti di proprietà intellettuale sulla loro progettazione, vale a dire che uno scambio di vettura tra un team e un’altro è praticamente vietato.

La Force India è caduta in amministrazione controllata questa estate ed è stata accettata dalla FIA come una new entry la Racing Point Force India, ereditando anche la monoposto, la VJM11.

E anche se Haas e Force India non sono rivali nel Campionato Costruttori (Haas quinta con 90 punti, Force India settima con 48, dopo aver perso i suoi risultati della prima metà di stagione), tra i due team non corre buon sangue e Haas sicuramente non ha dimenticato la “lamentela” degli indiani su dei presunti collegamenti progettuali con la Ferrari.

Haas di contro, ha chiesto alla Federazione di estromettere la Racing Point Force India dai premi in denaro che ogni team riceve a fine anno se la squadra finisce tra i primi 10 in due delle ultime tre stagioni disputate. Un’articolo che la Haas conosce a menadito, avendo dovuto rinunciare ad un bel introito nelle ultime due stagioni.

L’intento della squadra americana non è quello di bloccare i soldi destinati alla Force India, ma quello di avere i fondi 2016 e 2017 dalla Federazione. Ma questa è una vicenda che un semplice collegio dei commissari non potrà chiarire e con tutta certezza sarà il prossimo Consiglio Mondiale della FIA a fare luce su questo caso.

Mazzocco Alessio

Foto: Mazzocco Alessio

 

 

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