Davide Brivio insiste che la sua squadra vuole ancora avere un team satellite in futuro.

Suzuki è l’unica squadra in MotoGP a non avere un team clienti, come invece hanno tutti gli altri rivali della Honda, Ducati e Yamaha. Da quando il costruttore nipponico ha fatto capolino in MotoGP, ovvero dal 2002 al 2011 per poi ritornare nel 2015 fino ad oggi, ha collezionato solamente due vittorie: una con Chris Vermeulen a Le Mans nel 2007 e con Maverick Vinales due anni fa a Silverstone.

La stagione 2017 è stata un vero e proprio disastro per Suzuki e nel 2018 era davvero difficile fare peggio: il team si è progressivamente migliorato, totalizzando ben 9 podi, e stava addirittura firmando un accordo con Marc VDS per formare una squadra satellite.

Alla fine però tutto è saltato, complice anche la situazione economica non proprio rosea del team Marc VDS, e anche per la stagione 2019 la Suzuki potrà contare solo sul duo Alex Rins e Joan Mir.

Brivio ha ammesso che i vincoli finanziari di Suzuki rendono difficile avere una squadra satellite, ma continua comunque a essere un obiettivo a medio termine

“Questa è una discussione continua per noi all’interno dell’azienda”, ha detto Brivio. “Come squadra ci piacerebbe davvero avere un team satellite per ottenere molte più informazioni e per sviluppare ulteriormente la moto. Ma per l’azienda è un grande sforzo perché comunque non abbiamo così tante risorse e così tante persone come i nostri concorrenti. Comunque continuiamo a discuterne e spero che siamo in grado di fare qualcosa per il 2020, anche se i team sono già tutti occupati. Ma questo è qualcosa che è nella nostra mente ed è un obiettivo per Suzuki, ma la decisione deve ancora venire.”

Con Tech 3 che entra a far parte di KTM e la neonata SIC Petronas con Yamaha, Suzuki e Aprilia sono gli unici due costruttori presenti solo con i team ufficiali.

Il boss Aprilia Romano Albesiano ha dichiarato che il fatto di avere una squadra satellite non è all’ordine del giorno al momento, e il focus della squadra è quello di sfruttare al massimo il suo nuovo team di test guidato da Bradley Smith.

“Per Aprilia non è un obiettivo primario, abbiamo deciso di investire nel team di test, facendo partecipazioni con caratteri jolly al momento opportuno. Potendo contare su due piloti ufficiali e su un collaudatore di alto livello, è il modo migliore per sviluppare una struttura non tanto grande come la nostra.”

Foto: AMProgettoimmagine