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La stagione 2008 del mondiale motocross fu, forse, le meno prevedibile dell’ultimo decennio. L’anno prima era stata una battaglia tutta belga a portare il titolo iridato a Steve Ramon, il secondo titolo dopo l’iridato in MX2 nel 2007, davanti a Kevin Strijbos. Ma gli occhi erano tutti puntati su di un giovane italiano dal cognome foresto, David Philippaerts. Il pilota di Pietrasanta è infatti figlio e nipote di due crossisti belgi. Diciamo che i Paesi fiamminghi la facevano davvero da padrone all’epoca.

Il numero 19

Philippaerts impressiona fin da subito, agli esordi in MX2. Il primo campionato lo conclude 19esimo. Non a caso, 19 diverrà il numero che il pilota italiano porterà sulla sua tabella fino al ritiro dal mondo delle corse. Dopo due anni di ottimi risultati nella classe cadetta, David viene notato da niente meno che Stefan Everts, il re indiscusso del motocross. Everts farà approdare DP19, come viene spesso soprannominato, in classe regina con un’ufficiale KTM SX 450 al fianco dello spagnolo Jonathan Barragan. Dopo un avvio incerto di stagione, l’italiano conquista 2 vittorie e 8 podi totali aggrappandosi alla sesta posizione, a pochi punti dalla top 5, malgrado il doloroso infortunio alla spalla.

Il 2008 è l’anno della riscossa un pò per tutti. Kevin Strijbos vuole rimediare agli erroracci che gli hanno tolto il titolo iridato, Joshua Coppins (dopo aver vinto 6 manche sulle prime 8 gare ed aver terminato le altre 2 in seconda posizione nel 2007) ha tutte le carte in regola per portare la Nuova Zelanda sul tetto del mondo. Vi è poi Sebastien Pourcel intento ad infastidire i big del mondiale. E vi è anche lui, David Philippaerts che, con la sua nuova Yamaha ufficiale, in sostituzione all’infortunato Marc De Rouver, affiancherà Coppins al cancelletto di partenza.

DP19, “Il Guerriero”

Il campionato parte sotto i colori del Belgio ma non con il nome di Ramon. E’ De Dycker a vincere le prime due manche del primo appuntamento. Philippaerts occuperà posizioni appena fuori dal podio fino alla vittoria in Portogallo e Bulgaria. Le gare primaverili ed estive complicano la situazione in casa Yamaha. Philippaerts sembra non riuscire a tenere il ritmo di Ramon, De Dycker, Coppins e poi ancora Pourcel e Nagl. Ma DP19 non molla e tiene aperto il mondiale fino all’ultimo appuntamento in Italia, a Faenza. Un terzo posto in gara 1 gli basta e avanza.

David Philippaerts, che all’inizio avrebbe solo dovuto sostituire un infortunato, vince il campionato del mondo MX1. Un’emozione inaudita, un regalo bellissimo al pubblico di casa accorso a migliaia per sostenere il pilota italiano.

Come affermerà in un’intervista per Motoblog

Ho imparato la strategia vincente esaminando la vittoria dell’anno scorso di Ramon; i successi e la regolarità dei piazzamenti sono la chiave per diventare campioni del mondo. E’ stato emozionante vincere in casa, davanti ad un pubblico così caloroso. Ringrazio il Team e la Yamaha, ma sopratutto la mia ragazza, Alice”.

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