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Il 2 maggio è una data che è e rimarrà per sempre nei cuori dei tifosi del mondiale rally. In questa data, ad un anno esatto uno dall’altro persero la vita Attilio Bettega nel 1985 ed Henri Toivonen e Sergio Cresto nel 1986. Tre personaggi carismatici del mondo dei rally entrambi piloti ufficiali Lancia. Sia Bettega che Toivonen gareggiavano, infatti, per il team Martini Racing con le migliori vetture che la casa italiana potesse disporre loro: la 037 a trazione posteriore e la mitica Lancia Delta S4.

Bettega, l’eroe della 037

Attilio Bettega arrivava da una stagione, quella del 1984, dagli ottimi risultati. Il pilota di Molveno, infatti, aveva ottenuto due podi: un 3° posto in Portogallo ed un 2° posto in Italia che gli permisero di raggiungere la 5° posizione finale. Ma la leggenda di Bettega iniziò molto tempo prima. Dopo aver corso, infatti, con una Lancia Stratos nel 1977 e nel 1978, il giovane pilota venne ingaggiato dal team ufficiale Lancia ottenendo quattro dei sei podi in carriera proprio con la casa torinese.

Il 2 maggio 1985, Attilio Bettega si preparava a intraprendere la quarta prova speciale del Tour de Corse, quinta prova del mondiale rally. La stagione non era iniziata nei migliori dei modi per Bettega e in Corsica doveva dare il meglio di se. La sua 037 con il numero 4 stampato sulla portiera partì in testa al suo gruppo. La vettura vola tra le strette curve dell’isola francese. Al suo fianco, il fidato Maurizio Perissinot guida il pilota trentino verso la sua probabile prima vittoria stagionale.

La Zerubia – Santa Lucia era famosa per essere una delle più temute e pericolose prove della tappa isolana del campionato mondiale rally ma Bettega aveva solo un obiettivo: vincere. Bettega arriva fortissimo in una curva veloce. La sua 037 urta una pietra sul ciglio della strada che fa sbandare la vettura italiana. Davanti ai due piloti si para un grande albero sul quale la 037 si schianta a tutta velocità. La macchina si apre letteralmente in due e Bettega rimase schiacciato tra i rottami perendo sul colpo. Perissinot, dal canto suo, uscì illeso dalla vettura, disperato per la perdita del suo compagno.

Toivonen e Cresto, i beniamini di casa S4

Ma la tragedia in casa Lancia non finì. “Henri e Sergio sono usciti di strada e la macchina ha preso fuoco” queste sono le parole del copilota Bernacchini al telefono con Cesare Fiorio. Il pupillo agli occhi della Lancia, infatti, era il giovane Henri Toivonen. Figlio di Pauli Toivonen, ex – campione europeo di rally, e fratello del pilota professionista Harry Toivonen, Henri aveva di fronte a se una carriera stellare nel mondo dello sterrato. Nel 1980 divenne il più giovane vincitore di una prova speciale a soli 24 anni (record battuto dal connazionale Jari – Matti Latvala nel 2008).

Cesare Fiorio ed il reparto corse della Lancia avevano visto lungo e i risultati non erano mancati quando Toivonen vestì i colori Martini. La sua nuova arma per poter tentare di battere il nemico francese della Peugeot era la Lancia Delta S4. Una vettura estrema, velocissima e assolutamente imbattibile in grado di raggiungere i 100 km/h in meno di 2,4 secondi. I quattro compressori volumetrici portavano la potenza a circa 800 cv, secondo le voci più accreditate, per poter raggiungere facilmente anche i 1000 cv con speciali mappature della centralina.

La Lancia Delta S4 di Henri Toivonen e Sergio Cresto vincente a Montecarlo, prima tappa del mondiale rally 1986

La tragedia (ancora una volta) in Corsica

La stagione iniziò nel migliore dei modi con la vittoria a Montecarlo e altri buoni risultati nelle prove successive. Il co – pilota di Toivonen è l’italo – americano Sergio Cresto, ex – compagno di equipaggio di Attilio Bettega. Arriviamo al 2 maggio 1986. La Peugeot di Bruno Saby segue a ruota la S4 di Toivonen da ormai 16 tappe. Prima della tappa 17, un preoccupato Henri Toivonen affermerà di non voler mai più correre in un tracciato così pericoloso.

Sono le 14:58, Toivonen conduce la prova ma, ad un certo punto, sbaglia l’entrata in curva. La S4 di Toivonen e Cresto precipita dal burrone. Le fiamme divampano, non basta l’intervento di Miki Biasion a salvare i due compagni di scuderia. La Lancia Delta S4 numero 4 (lo stesso di Bettega) inghiottì i due giovani piloti lasciando un vuoto enorme nel cuore di tutti gli appassionati che, ancora oggi, commemorano i due piloti Lancia lasciando fiori sulla targa lasciata sul luogo dell’incidente.

ATTENZIONE ! IL VIDEO POTREBBE URTARE I PIU’ SENSIBILI

Credits photo: La Soffitta di Stivi, Pinterest

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